Predator 2



Fantastici anni ’90! Non mi stancherò mai e poi mai di ripeterlo! Non c’è proprio niente da fare: il tempo incede inesorabilmente, noi andiamo sempre più avanti con queste annate post 2000, e io mi sento sempre più affezionato e legato a tutto ciò che mi abbia cresciuto durante la mia infanzia…questo include logicamente una delle più belle epoche che la cinematografia commerciale americana abbia mai vissuto!. Come già ribadivo ampiamente in un’altra mia recensione, forse le annate più felici e spensierate che l’intera Hollywood abbia mai conosciuto, si sono gioiosamente avvicendate dagli anni ’70 alla fine degli anni ’90, regalandoci una marea di pellicole destinate, in un modo o nell’altro, ad entrare nell’immaginario collettivo e ad esser ricordate nonostante lo spietato avanzare degli anni…anzi, più tempo passa e più tantissimi film acquistano sempre più valore e spessore…a mio parere. Naturalmente non è tutto oro ciò che luccica: a belle e grosse produzioni, se ne affiancano altre, magari un po’ più fiacche e minori…ma, ciò che accomuna film belli e brutti di quegli anni, è quello di essere stati concepiti seguendo una certa coerenza, ignorando (o minimizzando) il rischio d’incappare nei tagli della censura – per citare un esempio, ricordo a tutti che dall’87 al ’91 Verhoeven gira Robocop, Atto di Forza e Basic Instinct, tre pellicole condite da quella che amerei definire ‘una massiccia dose di antibuonismo’ – e seguendo una certa volontà di concretizzare progetti che, forse, al giorno





d’oggi non sarebbero più realizzabili seguendo i criteri (vincenti) adottati in quel meraviglioso ventennio sopracitato. Per dirla in breve, alla fine del decennio ’90 corrisponde tragicamente anche la fine di quel ‘sogno’ coltivato allora e sino ad allora da numerosi autori, capaci all’epoca di regalarci graziosi prodotti d’intrattenimento, e ora invece totalmente persi nel più buio dei recessi creativi.
1987. John McTiernan sviluppa una storia dei fratelli Thomas e porta per la prima volta sullo schermo le gesta del crudele alieno spaziale che ama collezionare teschi e monili affini come trofei di caccia. Grazie alla presenza di un capace regista (parlo sempre al passato) e all’abilità di un collaudato produttore quale Joel Silver, nasce così Predator…inutile aggiungere che il film





sia campione d’incassi, provveda a rilanciare la carriera di Schwarzenegger (qui in uno dei suoi pochi film decenti) ed entri a far parte quasi subito dell’immaginario collettivo, segnando anche un passo avanti nell’uso della computer graphic.
Passano meno di 3 anni e alla Twentieth decidono di mettere mano al secondo capitolo dedicato al predatore spaziale: la regia è affidata all’allora esordiente Hopkins (reduce da Nightmare 5) e la sceneggiatura è sempre concepita dai creatori originali, i fratelli John e Jim Thomas.
Arriva così nelle sale Predator 2. Se il primo capitolo sfruttava appieno i classici ‘meccanismi della paura’, favorendo molto le lunghe attese e instillando nell’animo il classico timore dell’ignoto, il sequel abbandona drasticamente questi presupposti per concentrarsi maggiormente sull’uso del dinamismo visivo, in un film roboante, assai violento e iperfrenetico. L’azione si sposta dalla calda giungla equatoriale all’infernale Los Angeles estiva del 1997. La storia è sempre la stessa: l’alieno, desideroso di azione, concentra la





propria attenzione sugli ignari cittadini della suddetta metropoli…solo che la violenza è all’ordine del giorno e verrebbe da dire che forse la città faccia più paura del mostro: guerriglie cittadine, gangs che si combattono per il territorio e per lo spaccio, sporcizia ovunque e ferocia dietro l’angolo…questa è Los Angeles…e, a combattere l’indesiderato ospite, ci pensano due tipi tosti come il tenente Mike Harrigan (Danny Glover) e il militare Peter Keyes (Gary Busey).
Hopkins, nonostante all’epoca fosse ancora alle prime armi, dimostra di avere mano salda nella regia, esonerandosi dall’essere catalogato e classificato come semplice shooter: lo stile visivo non gli manca di certo e il film scorre via veloce e ritmato.
Abbandonando il look ‘pacato’ e ‘ragionato’ del primo capitolo, produttore e sceneggiatori questa volta optano per una rappresentazione degli avvenimenti assai più cinetica e frastornante,



esaltando maggiormente gli effetti caotici e devastanti che una simile caccia al mostro (o caccia all’uomo…a seconda dei casi) possa avere in una città del genere: come risultato ne vien fuori un film ad alto tasso di spettacolarità, esagitato nell’effettistica audio-video, e forse un tantinello trascurato sul versante originalità; non siamo certamente dalle parti del cinema d’autore, nossignore…però, come prodotto commerciale, non si può certamente affermare che Predator 2 pecchi nella realizzazione o che sia da meno di tanti altri prodotti più infimi d’esso. Joel Silver, all’epoca reduce dai fortunatissimi Die Hard (1988), Die Hard 2(1990), Arma Letale (1987) e Arma Letale 2 (1989), ci riprova nuovamente con questo sequel, mettendo in scena una vicenda stordente in cui il classico scontro tra uomo e alieno non risparmia niente e nessuno...questo lascia molto pensare al fatto che Silver (ma come tanti altri produttori), all’epoca, si preoccupasse davvero ben poco di confezionare film non propriamente per famiglie e dai contenuti assai politically uncorrect…adesso è passato dall’altra parte della



staccionata (vedasi la saga di Arma Letale, iniziata con un capitolo primo abbastanza forte e viscerale ed infiacchitasi completamente al 4° episodio…) e gli piace finanziare grosse ciofeche cool quali i tre Matrix (credo che, per puro divertimento, a breve scriverò una recensione sull’esilarante Matrix Reloaded).
Come al solito, la colonna sonora è curata dal bravo Alan Silvestri e la fotografia è del fido collaboratore di Hopkins, Peter Levy. In una piccola particina all’inizio del film, Steve Kahan (egli è il capitano Murphy nella serie Arma Letale…per chiunque fosse interessato, Kahan è anche il cugino di Richard Donner, regista della suddetta saga…). Anche Danny Glover, dopo i due



favorevoli Arma Letale, torna nuovamente a lavorare con il produttore, ma questa volta si taglia i baffi.
Spettacolari le scene iniziali di guerriglia urbana e suggestiva la parte finale dell’inseguimento sui tetti. Predator 2 : 1990 = Buon cinema commerciale : Fine della citata epoca. In poche parole, il film giusto concepito nella giusta epoca. Voto: 6 ½

PREDATOR 2
(Id., USA, 1990, 103’)

Regia: Stephen Hopkins;
Cast: Danny Glover, Gary Busey, Maria Conchita Alonso, Ruben Blades, Bill Paxton, Vincent D’Onofrio, Robert Davi;
Musica: Alan Silvestri; Montaggio: Mark Goldblatt, Bert Lovitt;
Fotografia: Peter Levy; Sceneggiatura: Jim Thomas, John Thomas;
Produzione: Gordon/Silver/Davis/20th Century Fox.

[musicaos][autori][testi][esordienti][diario][contatti] [ricerca nel sito][interventi]

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 7/3/2001. Musicaos.it dal 2 gennaio del 2004 è una rivista elettronica autofinanziata
che può essere sostenuta gratuitamente dai suoi lettori e collaboratori cliccando nei link che compaiono qui