FERRO 3 (la casa vuota)
Massimiliano Manieri



“SIAMO TUTTI CASE VUOTE ED ASPETTIAMO CHE QUALCUNO APRA LA PORTA E CI LIBERI”
La teoria è di KIM KI-DUK
…e noi ci sentiamo di approvarla
Il regista coreano artefice di pitture filmiche come:
L’ISOLA
PRIMAVERA, ESTATE, AUTUNNO, INVERNO …E ANCORA PRIMAVERA
Ci regala questo ritratto complesso, delicato, cupo nella sua sofferta impaginazione.
Quali sono i luoghi dell’anima ?
Dove ci guidano i nostri passi ?
Cosa diciamo di riconoscere come nostro ?
Riempiamo gli ambienti, coloriamo gli spazi, modelliamo gli oggetti per renderli simili a cosa ?
Cosa ci guida nella ricerca di ciò che giudichiamo adatto a noi ?
Perché quel titolo ?
FERRO 3 nel golf è la mazza meno usata…
Il regista intende trasmettere quella sensazione di inadeguatezza che ci prende ogni qual volta il nostro corpo si colloca, bagaglio umano annesso, in qualcosa che pare riempirci il pozzo.
FERRO 3 quindi è il momento dell’abbandono di qualcosa ed il sentirsi abbandonati nel contempo.
La realtà, o ciò che giudichiamo realtà, quanto ci include quindi ? …e quanto ci esclude ?
KI-DUK non si spaventa…



Traccia con delicatezza assoluta i tratti del protagonista:
un viaggiatore di luoghi, vestendolo di una patina di gracile clandestinità.
Lui scassina appartamenti ma non ruba, non strappa, succhia e basta
Succhia le tracce d’umanità che gli esseri abitatori lasciano abbondantemente e distrattamente, mangia le impronte, spilucca chirurgico e carnivoro con quel bisturi che tutti abbiamo a metà strada tra l’esigere ed il necessere.
Ed il sentirci inclusi pare a volte saziare questa isterica ricerca, almeno fino al prossimo passo falso, che inesorabilmente tornerà a farci rivivere quell’esclusione che rimette in circolo la fame di cui sopra …ed il processo si riattiva.
Questa pellicola è il suo passaggio più maturo nell’abitudine che lui ha di presentare personaggi in condizioni estreme, salvati/condannati dal peso della loro umanità.
Con l’esterno a fare corollario/purgatorio.
Il resto è racchiuso in piccoli gesti di piccoli volti di piccole vite di piccoli drammi.
Il resto è unito/separato, ma chi conosce la differenza ?
Quando abbandoniamo un luogo che ci ha sentito respirare cosa resta di noi in quelle pareti ?
Passato l’ultimo dubbio se voltarci ad osservare ciò che dietro resta, ci chiediamo se il luogo si sporge ad osservare noi ?

IL COSTO DEL BIGLIETTO :
Vedetelo sperando di non essere troppo simili
Vedetelo lasciandovi ferire dall’intuizione che la fragilità ogni giorno si mangia grossi pezzi di noi…
Vedetelo se godete delle docce fredde…e chiedetevi se siete mai stati realmente liberi

SCHEDA :
titolo: FERRO 3 la casa vuota
regia: Kim Ki-Duk
interpreti: Lee Seung-Yeon, Jae Hee, Kwon Hyuk-Ho

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