Ichi the killer

Listen, when you're giving pain to someone, don't think about the pain that person is feeling. Just concentrate on how good it feels to be causing someone pain. That's the best thing you can do for a true masochist!”.

Con queste parole è riassumibile la filosofia di una delle più controverse, violente, sadiche, esagerate ed estreme pellicole che il mercato nipponico abbia mai prodotto negli ultimi anni. Partendo da un manga di Hideo Yamamoto (che, assieme a Shinji Ishidaira, nel 2002 realizzerà poi l’anime ‘Koroshiya 1: The Animation Episode 0’), la direzione del film è così affidata all’ipnotica e sicura regia del sempre più poliedrico Takashi Miike, qui totalmente a suo agio nel maneggiare temi a lui cari come turbe mentali, esagerazioni e confusione assoluta…perché proprio di questo in fondo si tratta: caos.
Un disordine pressocchè totale in cui vagano personaggi totalmente fuori dal mondo, ‘reietti’ alla continua ricerca di qualcosa che possa appagare le loro problematiche esistenze: figure quali il killer Ichi (Nao Omori), introverso e psicolabile ragazzo con parecchie turbe mentali al seguito, causate da una parte da alcuni ‘traumi’ sessuali (inflitti) passati, dall’altra, dall’assiduo e costante influsso psichico da parte del losco Jijii (Sninya Tsukamoto); il torturatore Kakihara (Tadanobu Asano), la cui unica passione è quella d’infliggere al prossimo e a sé stesso sofferenze estreme d’ogni tipo non appena gli si presenti l’occasione giusta (memorabile la scena in cui, davanti ai boss yakuza, egli si
taglia la lingua, offrendo loro la sua principale fonte di piacere); la perversa Karen (Paulyn Sun) che trova nei violenti metodi di Kakihara un certo viscerale piacere e interesse (buona intesa di coppia: indimenticabile anche la scena in cui Kakihara si lega ad alcune catene, facendosi picchiare a più non posso dalla ragazza). Miike, prolifico autore capace di sfornare nell’arco di un solo anno un incredibile quantitativo di pellicole (la maggior parte tutte di qualità…imparate americani!), non si lascia intimorire dall’alto tasso d’esagerazione presente nel manga di Yamamoto e, al contrario, trova pane per i suoi denti organizzando un festino sadomaso a base di sbudellamenti, crudeltà varie, divertite amputazioni e schizzi di sangue a iosa, avvalendosi oltretutto della collaborazione dei due amici registi, uno nelle vesti di attore (Tsukamoto - autore di Tetsuo, Tetsuo II, Tokyo Fist) e l’altro in quelle di direttore della fotografia (lo stesso autore del manga, Yamamoto). Tutto all’insegna dell’eccesso (molta influenza dalle opere di Damien Hirst), senza mezzi termini: a Miike piace stravolgere la realtà inserendo quel sano tocco di follia che contraddistingue d’altronde tutte le sue opere (vi cito solo alcuni titoli da visionare: Dead or Alive, Audition, Visitor Q, The Happiness of the Katakuris, Deadly Outlaw: Rekka, Fudoh, Gozu, Full Metal Yakuza, Three…Extremes, Zebraman) in una sorta di divertita orchestrazione visiva all’insegna del barocco più nero.
Ichi the killer, nel panorama cinematografico nipponico, è un film che di certo non passa inosservato: sinonimo forse di una svolta che il Giappone ha deciso di concedersi, mettendo così al bando ogni limite estetico e morale…il rischio di avere un prodotto di cattiva qualità sarebbe assai elevato, ma la mano sicura di Miike ci accompagna in un viaggio intriso di follia ed esasperazione, regalandoci disgusto (per molti, insostenibili le scene di stupro) e, al contempo, sano umorismo (ricordo che l’estrema violenza del film è quasi caricaturale)…molti cineasti (tra i
quali specialmente Tarantino) hanno attinto a piene mani al folgorante operato di uno dei più originali e autoriali registi nipponici (purtroppo qui in Italia arrivano solo Takeshi Kitano e John Woo…senza nulla levargli, ma sono solo la punta dell’iceberg…il Giappone pullula di tanti altri bravi esponenti…che però restano nell’ombra…almeno da noi). Per dirla in breve, consiglio a tutti di visionare almeno in parte qualcosa del vasto operato di uno dei registi più originali e prolifici che il mercato cinematografico (ma non solo nipponico) ci possa offrire. Se apprezziamo tanto i film di Tarantino e compagnia bella, sarebbe anche giusto capire da chi questi nuovi cineasti siano stati tanto influenzati per realizzare poi pellicole quali Kill Bill (di cui tra l’altro la versione integrale è proprio dedicata al ‘maestro’ Kinji Fukasaku, di cui consiglio ‘Battle Royale’), Pulp Fiction e via di seguito. Del film, esiste una sorta di sequel (prequel), ‘1-Ichi’ (Masato Tanno, 2003) in cui si narra degli avvenimenti che portano Ichi a divenire un killer.
Naturalmente, la censura non ha risparmiato la creaturina di Miike…perciò, per la visione integrale di questo gioiellino, consiglio vivamente l’edizione uncut olandese su 2 dvd (etichetta Worldwide Cinema). Un film senza mezzi termini: da amare o da odiare…comunque non adatto a palati deboli.

Voto: 8.

ICHI THE KILLER
(Koroshiya 1, JP, 2001, 129’)

Regia: Takashi Miike;
Cast: Tadanobu Asano, Nao Omori, Shinya Tsukamoto, Paulyn Sun, Susumu Terajima, Shun Sugata, Mai Goto;
Musica: Karera Musication, Seiichi Yamamoto; Montaggio: Yasushi Shimamura;
Fotografia: Hideo Yamamoto; Sceneggiatura: Sakichi Satô;
Produzione: Omega Project/Omega Micott Inc./Emperor Multimedia Group (EMG)/Star Max/Alpha Group/Spike Co. Ltd./Excellent Film.

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