Aliens

Chiunque venga a dirvi che un sequel sia sempre inferiore al film capostipite, è sicuramente qualcuno che non ha avuto l’occasione di visionare i film giusti…e tra questi, credo sia onesto annoverare Aliens, lo splendido seguito della pellicola che Ridley Scott realizzò nel 1979.
Cameron, dopo aver ben immagazzinato tutte le informazioni necessarie riguardo la letale creatura spaziale, aspetta il successo di The Terminator (di cui egli stesso realizzerà un poderoso e storico sequel nel 1990…) e lascia che la produzione gli affidi la regia di questo secondo esaltante capitolo. Naturalmente, all’epoca le aspettative sono grosse e Cameron ha grosse responsabilità sulle proprie spalle: realizzare un film diverso dal primo e non deludere tuttavia le attese del pubblico.
La scommessa è presto vinta: dopo un lungo e difficoltoso periodo di produzione e post-produzione (lavorare negli studi inglesi di Pinewood non è semplice, dati taluni fastidiosi tradizionalismi del popolo anglosassone; oltretutto fa freddo), i lavori vengono ultimati con non pochi sforzi e battaglie (specialmente tra regista e compositore) e il film, finalmente, esce nelle
sale. Gli incassi sono considerevoli e illavoro di Cameron si rivela al di sopra di qualsiasi aspettativa, venendo tra l’altro considerato sia come un’ottima pellicola a sé stante, sia come uno dei migliori sequel mai realizzati…e tale lo resterà anche in futuro, nonostante due ulteriori seguiti…è il più bel capitolo di tutta la saga. Oltretutto, al film vanno ben 2 premi Oscar, compresa una nomination per la Weaver (spesso, per un film del genere, gli attori passano un po’ in secondo piano, perché l’Academy solitamente ama prendere in considerazione unicamente la parte tecnica …sottovalutando erroneamente tutto il resto…). Ciò che interessa maggiormente a Cameron in questa seconda avventura, è la maturazione interiore del personaggio di Ellen Ripley: dopo aver perso l’intero equipaggio della nave Nostromo a causa di un famelico xenomorfo, con non pochi sforzi si aggrega come ‘consulente’ ad una compagnia di marines iper-tecnologicizzati, spediti dalla compagnia sul pianeta LV426, da cui non si hanno più notizie di una colonia umana stabilitasi lì 20 anni prima. Il pianetucolo in questione, tra l’altro, è lo stesso su cui atterrò la nave di Ripley un po’ di tempo addietro. La donna, affrontando nuovamente le proprie fobie, cerca di sbarazzarsene una volta per tutte, ma il destino vuole che sia proprio lei a diventare la guida principale del gruppo, divenendo così una vera e propria guerriera senza timore alcuno. In aggiunta, la sua strada incrocierà quella di una spaurita bambina rimasta orfana della propria famiglia e, il legame che verrà ad instaurarsi tra le due, porrà in risalto tutti quegli aspetti materni sino ad allora inediti nel personaggio di Ripley…in fondo, anche lei in passato è stata una mamma (questo però lo si approfondisce maggiormente nella versione Director’s Cut). E così, un normalissimo film di fantascienza con il solito scontro (che più techno non si può) tra umani e alieni, assume ben presto tutt’altra valenza, mettendo drasticamente in risalto tutte quelle pieghe femminili che Cameron sviluppa abilmente nel proprio script: la guerra questa volta è tra le due femmine, tra Ripley e lo xenomorfo regina; entrambe lottano per sopravvivere e per proteggere la propria prole, che sia naturale (nel caso dell’alieno) o ‘adottata’ (nel caso di Newt). Ed è proprio questa radicale svolta rispetto al film di Scott a rendere molto più interessante questo sequel, estremamente teso, visionario e cruento, ma al contempo delicato e ‘intimista’ (belle le scene tra Ripley e la bambina). Con Aliens, Cameron conferma tutto il suo talento e il suo ‘forsennato’ look: la sceneggiatura non concede un attimo di tregua e, il furioso stile visivo del film, ha il compito di accompagnare lo spettatore in un vero e proprio viaggio agli inferi, popolati da esseri mostruosi con una fame insaziabile e con acido solforico che scorre nelle proprie vene. Dato l’alto livello di maniacalità di Cameron, noto da sempre per la sua spropositata perfezione registica, la parte tecnica di Aliens è praticamente ineccepibile: bella la cupa fotografia di Adrian Biddle (che a metà riprese sostituì Dick Bush), ben orchestrato il montaggio di Ray Lovejoy (Cameron lo assunse dopo aver visionato il suo splendido lavoro per Shining) e memorabili e adrenaliniche le musiche di James Horner, utilizzate poi da allora per tantissimi trailer di altrettanto numerose pellicole d’azione (il brano finale che accompagna la sequenza della fuga dallo stabile in fiamme, è forse il più sfruttato sino ad ora…). Una curiosità: alla fine della post-produzione ci furono molti dissidi tra Cameron e Horner che, in pochissimo tempo, si trovò costretto ad ultimare una difficile colonna sonora. Questo, naturalmente, causò scontento vicendevole e non poche incomprensioni. Tuttavia, 10 anni dopo, i due torneranno a lavorare insieme per uno dei più costosi, incredibili e mastodontici film che il sempre più meticoloso Cameron abbia mai concepito: Titanic.
Per gli aficionados della serie tempo addietro uscì per la vendita il cofanetto “Alien Legacy”, contenente i 4 dvd dei rispettivi film, con un dvd ‘omaggio’ dedicato a bonus vari…per chiunque lo abbia acquistato, una bella batosta lo attende al varco, data la nuova uscita dell’altro spettacolare cofanetto “Alien Quadrilogy”, estremamente più ricco rispetto al precedente: ben 9 dvd, di cui i primi 4 contengono entrambe le versioni di ogni film, ‘theatrical’ ed ‘extended’, altri 4 dedicati agli speciali di ogni pellicola ed, infine, un disco bonus su cui v’è ulteriore materiale concernente la serie (trailers vari, spot tv, etc.)…però attenzione! Per chiunque, come me, avesse acquistato in separata sede il ‘vecchio’ dvd di Aliens (quello con la faccia dell’alieno in copertina) e volesse disfarsene in vista di un imminente acquisto dell’immane cofanetto,un consiglio: tenetevelo stretto perché la versione integrale del film in ‘Quadrilogy’ è in lingua originale (contrariamente al film sul singolo dvd…tutto in italiano con intermezzi in lingua originale unicamente sulle scene aggiunte…). Seguito dal cupo Alien 3 (David Fincher, 1992) e dal brutto e fiacco Alien: Resurrection (Jean-Pierre Jeunet, 1997). Nel 2004, arriva anche l’atteso spin-off AVP: Alien Vs. Predator (Paul W.S.Anderson). Adrenalina da vendere e atmosfere color piombo per il capitolo più ottimista della serie. Voto: 7 ½


ALIENS – SCONTRO FINALE
(Aliens, Usa, 1986, 137’ – 154’ Director’s Cut)

Regia: James Cameron;
Cast: Sigourney Weaver, Michael Biehn, Lance Henriksen, Carrie Henn, Jeannette Goldstein;
Musica: James Horner; Montaggio: Ray Lovejoy;
Fotografia: Adrian Biddle; Sceneggiatura: James Cameron;
Produzione: Brandywine Productions Ltd./20th Century Fox.

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