Casinò



Lo studio del passato, ci insegna che ogni epoca è sempre diversa, dato il continuo mutare degli esseri umani e il differente modificarsi delle circostanze storico-sociali; la filosofia, invece, ci rivela tutt’altro: in ogni era si ripetono esattamente le stesse vicende e l’uomo non cambia mai. E ad Hollywood, patria dello sfarzo e dell’avidità per eccellenza, un uomo ha molto ben chiaro questo concetto: Martin Scorsese.
Nel 1973, Francis Ford Coppola adatta un voluminoso romanzo di Mario Puzo incentrato sulle drammatiche ed ingarbugliate vicende di una famiglia malavitosa…dalle origini sino alla nostra epoca: Il Padrino (The Godfather). Il film entra di peso nella storia del cinema, vince ben 3 Oscar e dà origine a due sequel, rispettivamente nel 1975 e nel 1990 (The Godfather – Part II, The Godfather – Part III). Nello stesso anno, Martin Scorsese e Nicholas Pileggi adattano un libro di quest’ultimo (Wiseguy) e scrivono insieme la sceneggiatura di quello che sarebbe poi diventato per eccellenza il film che avrebbe totalmente ribaltato ogni singolo ‘nostalgico’ elemento offertoci 15 anni prima dalla ‘pacata e tradizionalista’ visione coppoliniana: nasce Quei Bravi Ragazzi (Goodfellas), incentrato sulle vicissitudini del gangster Henry Hill (Ray Liotta) e dei suoi due compari, l’irlandese James Conway (Robert De Niro) e l’italoamericano Tommy De Vito (Joe Pesci).
Stilisticamente parlando, il film è innovativo (un uso insolito e originale della voce fuori campo, la costruzione narrativa tramite un montaggio fatto di flashback diversi tra di loro, una scoppiettante colonna sonora che supplisce totalmente alla mancanza di un compositore, etc.) e, per molti aspetti, offre svariati punti di riferimento ad altrettanti cineasti, vince un Oscar (Joe Pesci – Miglior attore non protagonista) e riscuote altri e numerosi riconoscimenti, sia in patria che all’estero. Non passa molto perché le strade del regista e dello scrittore s’incrocino di nuovo. Basandosi nuovamente su un accurato lavoro di documentazione di Pileggi, nel 1995 ‘mente e cinepresa’ danno nuovamente vita a quello che confermerà definitivamente il genio creativo e l’incommensurabile conoscenza cinematografica di Scorsese: prende così vita Casinò (Casino).
La storia, parte dalla vera vicenda di Frank ‘Lefty’ Rosenthal (Robert De Niro, nel film* Sam ‘Ace’ Rothstein) che, agli inizi degli anni ’70, mosse i primi passi nella sfarzosa Las Vegas dell’epoca, dapprima come infallibile allibratore, successivamente come gestore da parte della mala di uno dei più grandi casinò della città. Inutile aggiungere che il suo perfetto disegno,



venne successivamente rovinato dal disastroso matrimonio con la sensuale Geri McGee (Sharon Stone, Ginger McKenna*) a dalla prepotente intromissione nei suoi affari da parte dell’amico d’infanzia Tony “The Ant” Spilotro (Joe Pesci, Nicholas Santoro*). Inutile aggiungere che tutto sfocerà in tragedia.
Splendida pellicola incentrata sulla nefasta e distruttiva potenza del dio denaro, quando vidi Casinò al cinema ne rimasi totalmente coinvolto, sconvolto e sbigottito al tempo stesso. Sin dalla magnifica apertura, una vera e propria discesa agli inferi accompagnata dal sapiente uso della “Passione secondo S.Matteo” di J.S.Bach e da fuoco e fiamme di contorno (il tutto elegantemente sottolineato dagli originali titoli di testa a cura di Saul ed Elaine Bass), Scorsese ci conduce in un difficile quanto affascinante cammino di quasi 3 ore, raccontandoci le vuote e controverse esistenze di questi 3 squallidi personaggi incapaci di vivere entro i limiti della vita stessa, ignoranti in fatto di sentimenti (verso gli altri, ma non verso il denaro) e sempre propensi a pugnalarsi alle spalle alla minima occasione di guadagno. Per tutta la prima parte della pellicola, il regista tramite eleganti movimenti di macchina e grazie al sapiente uso di un’ottima fotografia e di una perfetta colonna sonora ad incastro, fa parlare i suoi personaggi, ci narra una e tante storie sul denaro, mette in mostra tutta una realtà luccicante e distorta e ci fa capire l’importanza dei loschi traffici che avvengono all’interno di queste mirabolanti strutture malavitose, travestite da sfarzosi ed accoglienti posti in cui divertirsi. Il film è assolutamente



perfetto…sono contro chiunque abbia il coraggio di muovergli delle critiche e sarei io stesso a proporre a quei dotti critici mestieranti di mettersi dietro ad una cinepresa per provare a realizzare un prodotto che rasenti almeno 1/10 della perfezione stilistica di Casinò…credo che non ci riuscirebbero in molti… . Se in Quei Bravi Ragazzi il regista gettava già le basi per proporre un cinema nuovo, un cinema fatto di immagini e di suoni, un cinema estremamente fluido e dinamico (in termini di montaggio e di ripresa), in Casinò il risultato è ampiamente superiore ad ogni aspettativa. Alla classica struttura da tipico film ‘gangsteristico’, Scorsese aggiunge quel tocco di sperimentalismo in più che, unito alla sua stravaganza e alla propria classica affezione per l’eleganza (soprattutto materiale), ciò che ne vien fuori è un prodotto totalmente fuori dagli schemi: riprese da angolazioni impossibili, repentini cambi di velocità e di



angolazione della macchia da presa, montaggio rapido e conciso al secondo, un uso strabiliante della colonna sonora (sembra quasi che molte sequenze siano state studiate appositamente per il brano poi utilizzato…con una precisione al millisecondo…)…tutti elementi che fanno di Casinò un film da guardare e da studiare e da capire. Al giorno d’oggi non vi sono molti registi capaci di regalare al proprio pubblico delle perle di così tale bellezza.
Difficile vederlo integrale in televisione, dato l’alto tasso di violenza contenuto nelle (estremamente ben congegnate) sequenze finali.
Alla sua uscita in sala, il pubblico lo scambiò per una sorta di sequel di Quei Bravi Ragazzi…e tutt’ora c’è chi continua ad affermarlo…ahimè, l’ignoranza dilaga (come se JFK di Stone fosse un sequel de La strana coppia solo per il fatto di veder coinvolta la coppia Matthau/Lemmon…mah!); CLAMOROSAMENTE snobbato dall’Academy, il film non ha ricevuto nessuna candidatura ad esclusione di quella per Sharon Stone come miglior attrice. Per le riprese, fu inventata una nuova steadycam, un po’ più compatta rispetto a quella solitamente in uso. Bravi gli attori, da un elegante Robert De Niro ad uno schizzato e crudele Joe Pesci, ad una bugiarda e ammaliatrice Sharon Stone; magnifico il montaggio (Schoonmaker), la

fotografia (Richardson), le scenografie (Ferretti), la colonna sonora (Robbie Robbertson) e la fulgida regia di uno Scorsese in perfetta forma e totalmente a suo agio nel maneggiare temi da sempre a lui cari: corruzione, tradimento, rapida ascesa al peccato ed altrettanto veloce declino verso una ‘forzata’ redenzione. Se potete, evitate di vederlo in cassetta..consiglio il noleggio o l’acquisto su dvd per godervi il formato 2:35.1. Voto: 9


CASINO’
(Casino, USA, 1995, 170’)

Regia: Martin Scorsese;
Cast: Robert De Niro, Sharon Stone, Joe Pesci, James Woods, Alan King, Kevin Pollak;
Musica: Robbie Robertson (consulenza musicale); Montaggio: Thelma Schoonmaker;
Fotografia: Robert Richardson; Sceneggiatura: Martin Scorsese, Nicholas Pileggi; Produzione: De Fina, Cappa.

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