Collateral



Erano tempi felici quando Michael Mann si sperimentava con prodotti quali Manhunter, L’ultimo dei Mohicani, Heat e Insider: tutte opere pregne di contenuti, tutte opere capaci di stimolare un certo dibattito, tutte opere che in qualche modo hanno lasciato una loro impronta nel secolo da poco andatosene. Putroppo, anche per l’inossidabile regista, sembra che questa nuova era non porti altro che vuoto, in tutti i sensi. Dopo un deludente (almeno per me lo è stato) Alì, Mann ci riprova sulla falsariga di Heat, confezionando questo sopravvalutato Collateral. In fin dei conti, credo non si stia parlando di un capolavoro, almeno non è da poter confrontare con il precedente operato di questo geniale cineasta, capace di regalarci grandiosi affreschi sulla contraddittorietà ‘sentimentalistica’ umana. Essendo il sottoscritto un accanito cinefilo, nonché un grande estimatore di Michael Mann, non mi stanco mai di leggere ogni tipo di recensione sul film che in un dato momento possa aver carpito la mia attenzione…bello o brutto che sia. Nel caso di Collateral, ad esser franco, mi pare d’aver notato che nella maggior parte dei casi vi siano stati un po’ troppi elogi …tutto questo mi lascia pensare a diversi aspetti della vicenda: 1) Con l’inquietante incedere dell’età sto diventando troppo iper-selettivo e questo tende a farmi rilasciare solo stroncature; 2) Ad ogni creazione di registi del calibro di Mann si alza un po’ troppo polverone…di questo passo grideremo al capolavoro al sordido suono provocato da un peto del suddetto regista o di altri suoi illustri colleghi; 3) Oramai, un pubblico sempre più ignorante si lascia facilmente abbindolare da filmettini modaioli, considerati ‘film cool’ semplicemente





perché in regia vi sono nomi altrettanto trendy quali (lo smarrito) Michael Mann, (il mediocre) Peter Jackson, (il decaduto) Ridley Scott, (l’ormai incerto) Jonathan Demme, (il sempre più banalizzato) Mike Nichols, (l’arteriosclerotizzato) Richard Donner, (il mentalmente-defunto) Wes Craven, i (cyberphilosophickimbecillidiotrix) Wachoski Brothers, etc.
Anche la persona più stupida del mondo, nel suo piccolo è consapevole del fatto che, per fare un film, non basta un semplice nominativo: grandi nomi hanno miserevolmente ‘toppato’, regalandoci perle non-sense degne della migliore ‘grezzura anni ’80’: imbarazzanti capolavori quali ‘Soldato Jane’ e ‘Hannibal’ di Ridley Scott, il prolisso pasticciaccio ‘Gangs of N.Y.’ di Scorsese, lo strambo ’U-Turn’ di Oliver Stone. Come per molti grandi registi, sembra che stia finendo (o sia terminata da tempo) una grandiosa epoca fatta di sfarzo e luce. Michael Mann ha sempre saputo regalarci eleganti ed indimenticabili momenti di puro cinema (quando parlo di ‘puro cinema’ non mi riferisco unicamente a sofisticati marchingegni-effetti speciali…parlo anche e soprattutto di intensi e coinvolgenti scambi di idee e di sguardi tra personaggi…)…ma sarebbe limitante affermare che Michael Mann faccia del cinema…egli esprime cinema, egli parla del non detto, egli ci racconta i suoi personaggi e lascia che siano loro a parlare a noi di loro stessi, con le loro nevrosi, le loro vite movimentate e i loro difficili rapporti. Tutto questo lungi dall’assumere aspetti didascalici o esplicativi. Indimenticabile la chiaccherata-scambio di idee nel bellissimo Heat, tra un poliziotto nevrotico ma tormentato e un criminale perfezionista ma umano; anche in Insider assistiamo all’incontro-scontro di due personaggi diversi, ma al tempo stesso uguali...la mancanza di questo meraviglioso processo caratterizzante, è proprio ciò





che fa maggiormente capolino nell’ultimo Collateral: tutto resta in superficie, i due protagonisti si capiscono-compenetrano poco e niente, la storia è poco accattivante e tutta la sostanza viene totalmente smorzata in un finale virato in puro stile action-thriller da Mtv, che più pieno di chichè non si potrebbe. Fa pensare che un così bel soggetto sia stato sprecato in così malo modo da un così bravo regista. Voto: 5-

COLLATERAL
(id., USA, 2004, 119’)

Regia: Michael Mann;
Cast: Tom Cruise, Jamie Foxx, Jada Pinkett Smith, Mark Ruffalo, Peter Berg.
Musica: James Newton Howard; Montaggio: Jim Miller, Paul Rubell;
Fotografia: Dion Beebe, Paul Cameron; Sceneggiatura: Stuart Beattie; Produzione: Dreamworks.

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