| Nightmare
5 - Il mito

Della mia infanzia ho tanti bellissimi ricordi. In uno di questi, ripenso
con gioia alle magiche estati sul finire degli anni ’80: ero solo
un bambino, ma rivivo con chiarezza il desiderio proibito di entrare in
una sala per spaventarmi con un bel film horror…naturalmente, data
la mia giovine età, ciò mi era drasticamete proibito…avevo
difficoltà a vedere questi film persino in tv (lode a Italia 1
con le sue meravigliose ‘Notti Horror’ dei primi ’90!),
ma con un po’ di buon impegno ci riuscivo…e all’epoca
il cinema offriva ancora quel sano e genuino circo degli spaventi che
poi ha iniziato a perdere lentamente colpi con il drastico avanzare delle
annate successive al 1990: purtroppo la spaventosa forza del Nulla non
ha risparmiato niente, ma proprio niente e s’è portata via
con sé tante belle cose e anche il buon Fred Krueger (ma come tanti
altri suoi coetanei…Michael Myers, Pinhead, Jason Vorhees…tanto
per citarne qualcuno…) non è stato risparmiato dalla sciagura.
Dopo aver letto sia su riviste che in rete recensioni su rencensioni,
ho deciso infine di scriverne una io per esprimere il mio parere al riguardo
su un film che mia regalato tanti bei momenti (continua a farlo anche
adesso) e che tuttora, continua a ricordarmi quella meravigliosa epoca
che è stata il 1990.

Per fare un po’ di breve cronistoria: dopo una buona quarta parte,
egregiamente realizzata dallo svedese Renny Harlin (Nightmare 4 –
Il non risveglio, A Nightmare on Elm Street 4: The dream master, 1988),
nel 1989 arriva sul grande schermo il quinto capitolo dedicato alla diabolica
creatura concepita nel lontano 1984 dalla mente dell’ex prof. Wes
Craven. Nel 1992 la New Line concepisce la comparsa del mediocre Nightmare
6 – La Fine (Freddy’s Dead: The Final Nightmare) e nel 1995
Craven torna a parlare ancora una volta di Fred Krueger con Nightmare
– Nuovo Incubo (Wes Craven’s New Nightmare), senza però
risollevarne le sorti (ignoro in questa sede lo spin-off Freddy Vs. Jason,
Ronny Yu, 2003). Ma la vera fine di questa geniale serie, a parer del
sottoscritto, termina ufficialmente con questo 5° ‘omaggio’
allo squartatore di Springfield, sostenuto dall’efficace regia di
Stephen Hopkins (Cuba Libre, Blown Away, Predator 2, Under Suspicion).
La storia è sempre la stessa: il solito gruppetto di ragazzi deve
fare i conti con il losco passato dei propri genitori, rei di essersi
fatti giustizia da soli uccidendo la maggiore minaccia della Springfield
dell’epoca: Freddy Krueger (tra l’altro, in questo quinto
film si torna ad ‘analizzare’ la storia della madre del suddetto,
violentata da un’orda di

maniaci in un ospedale psichiatrico…erano state gettate le basi
già in Nightmare 3). Con l’unica differenza che questa volta
Krueger, reclama la paternità su un bambino non ancora nato (il
figlio di Lisa Wilcox, l’eroina di Nightmare 4) servendosi dei suoi
sogni per mietere nuove vittime.
Naturalmente siamo lontani anni luce dal primo esordio dell’infernale
creatura craveniana: cambiano del tutto i connotati, almeno sul versante
ritmo, caratterizzazione dei personaggi e struttura dell’intera
vicenda. Non si può certamente affermare che questo quinto Nightmare
sia un capolavoro…nossignore…ma è indubbio che Hopkins
si sia sforzato di mantenere per tutto il film un tono tenebroso (bella
la cupa fotografia di Peter Levy) e la vicenda salta spesso e vertiginosamente
dalla realtà al sogno e viceversa.
Nei film di oggi regna questa dannatissima voglia di dare una spiegazione
a tutto, dal razionale all’incomprensibile: ma si può spiegare
l’irrazionalità? E il sogno?! In fondo i sogni sono fatti
proprio così: pazzeschi salti da una situazione all’altra!
Quindi, tanto di cappello a Leslie Bohem. C’è chi, guardando
questo film, possa avere difficoltà a

capire il tutto, ma considero questa confusione un grande pregio della
pellicola: alla fine le promesse sono mantenute e il film, almeno stilisticamente
parlando, non perde colpi e non risparmia alcuna grezzezza di sorta. Effettaccio
assicurato e sapore anni ’80 garantito: bella la trovata di far
uscire una ragazza dal frigo; molto apprezzabile anche l’incursione
nel mondo dei fumetti con un Super Freddy in forma smagliante; per non
parlare della mototrasformazione del ragazzo di Alice, degna del miglior
Cronenberg.
Per chi ha vissuto appieno quell’epoca, sarà certamente d’accordo
con me nell’affermare che un film del genere, visto sul grande schermo,
possa acquistare tanto in più. Sono convinto che, chiunque sia
uscito dalla sala dopo la visione, non abbia potuto convincersi del fatto
di aver visto un film

tanto visionario, quanto folle e sincero. Ora come ora, trovo assai difficile
reperire in giro pellicole del genere. E’ un’epoca assai triste
(soprattutto) per il cinema horror: a chi più s’ingegna per
un effettistico quanto fasullo revival di quello che sono stati e di cosa
hanno rappresentato i meravigliosi anni ‘80 di cui questo Nightmare
5 è un degno e forse ultimo erede. Effetto patinatura bandito e
tanta sana cattiveria ‘certificata’. Voto: 6 ½
NIGHTMARE 5 –
IL MITO
(A Nightmare on Elm Street 5: The Dream Child, USA, 1989, 89’)
Regia: Stephen
Hopkins;
Cast: Robert Englund, Lisa Wilcox, Erika Anderson, Kelly Jo Minter, Danny
Hassel.
Musica: Jay Ferguson; Montaggio: Brent A. Schoenfeld, Chuck Weiss;
Fotografia: Peter Levy; Sceneggiatura: Leslie Bohem; Produzione: New Line
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