Quando sei nato non puoi più nasconderti



Recentemente mi è capitato di assistere all’ultima “fatica” del buon vecchio Marco Tullio Giordana e, francamente, sono rimasto davvero basito, arrabbiato ed imbarazzato dinanzi a quanto io abbia visto. Spiego meglio: già quando tempo addietro vidi il trailer, devo dire la verità che non rimasi particolarmente colpito dalla storia del film…ma se c’è una cosa da sapere dell’infido mondo del cinema è che non bisogna mai fare affidamento sui trailer perché nella maggior parte dei casi sono del tutto fuorvianti. Quindi, la cosa migliore è recarsi di persona in una delle più vicine sale cinematografiche ed appurare di persona. Una volta fatto ciò, ognuno è liberissimo di (s)parlare del prodotto appena visionato. Giordana non l’ho mai considerato (sino ad ora) un regista malvagio e, nello squallidissimo panorama italiano, sino a poco tempo fa era forse da considerarsi uno dei migliori autori ancora in circolazione…ma le mie speranze sono state ben presto vanificate e il suo ultimo film mi ha davvero fatto trascorrere due delle ore peggiori della mia vita. Ero in bilico tra il riso isterico e il pianto disperato.






Quando sei nato non puoi più nasconderti è forse uno dei film più ipocriti, biechi, spudoratamente didascalici e falsamente moralisti che la cinematografia italiana abbia mai avuto l’ardire di realizzare!. Dopo aver visto il film, mi sono a lungo chiesto cosa fosse successo a quello stesso autore che fu capace in passato di amalgamare con sapienza impegno civile e dramma in due pregevoli, sentite ed impegnate opere (Pasolini: un delitto italiano – 1995, I Cento Passi – 2000) … il mistero non è semplice da chiarire… .
Si tratta di un film così ridicolo, ma così tanto che vale la pena di raccontarlo.
La storia parla di un (antipatico, viziato, borghese e stupido) ragazzetto milanese che, durante una gita in barca (ancor più borghese e ricco sino all’ultimo!) con il proprio padre, cade malauguratamente in mare e lì ci resta per diverso tempo…per la simpatia provata nei suoi confronti, speravo vivamente che finisse sbranato da un famelico branco di squali…
purtroppo ciò non si verifica!
Dopo una breve e salutare permanenza in acque sconosciute, l’imbecille viene magicamente soccorso da una fatiscente imbarcazione che trasporta clandestini, sporcizia e affini.






Da qui, il faccia da schiaffi rifiuta di comunicare con chiunque gli faccia domande e, l’unica cosa che ci tenga si capisca, è di non essere italiano.
Durante il viaggio, il cretino fa amicizia con due ragazzi rumeni e un bel giorno una vedetta della capitaneria ferma la nave e li riporta a terra, dove tutti finiscono in una sorta di centro di accoglienza gestito da un sacerdote. Da questo punto in poi la stupidità e l’inverosimiglianza del film la fanno da padroni. Faccio un breve esempio: dopo aver trascorso un’eternità in mezzo alla sporcizia, alla puzza e a Dio solo sa cosa, dopo un’esperienza del genere tutti noi avremmo un unico e fortissimo desiderio di ritornare a casa (ricordo che a 12 anni andai con i monaci in una gita organizzata ai laghi Alimini, in una residenza coloniale…si trattava di una semplice gita, ma non vedevo l’ora di tornarmene a casa!) …torniamo al film…dopo essere arrivato nel centro di accoglienza (le cose lì non è che vadano meglio, eh!), lo spocchiosetto miliardario diventa una sorta di Rambo sociale della situazione e si erige a difensore dei diritti civili di chiunque si trovi in quella condizione…si rifiuta addirittura di tornare a casa, perché in fondo ora lui, a soli 14 anni, ha capito tutto del mondo ed è passato dalla parte dei giusti. Come se non bastasse, l’idiota riesce a convincere i propri genitori (più idioti di lui) ad adottare i due ragazzi rumeni...che comunque egli non conosce bene e non sa effettivamente chi siano e che intenzioni potrebbero avere…mah!






La cosa divertente arriva quando madre e padre del testa di c***o decidono di essere d’accordo con le idee del mammalucco e di accettare l’affidamento di entrambi gli sconosciuti…come se adottare due ragazzi fosse una cosa così da poco…specialmente se trattasi di due perfetti estranei…ma quando sei ricco puoi permetterti questo ed altro…vorrei vedere un cassa integrato come agirebbe in una situazione simile… . Ad ogni modo, i borghesucci prendono con sè i ragazzi (ma si! In fondo è come andare a fare la spesa!), ma dopo poco, la giustizia divina interviene e fa si che i rumeni derubino i loro genitori-decerebrati adottivi e scappino via! Direste voi: bè, questo dovrebbe convincere il deficiente a lasciar perdere e a rendersi conto che la realtà non è sempre così buona come sembra e che forse egli dovrebbe mettere un po’ di sale nella zucca...invece no!
Dapprima l’ebbete chiede alla propria madre se, dopo tutto, sarebbe disposta ad accettare i ragazzi nuovamente in casa, nel caso i due tornassero di loro spontanea volontà…e, come per magia, la donna presa da un impeto di estremo buonismo gli risponde di si, nonostante il furto subito!




Ripeto: chissà come avrebbe agito un cassa integrato. Dio mio! Dopo questa bella ed istruttiva conversazione, il burino parte alla ricerca dei due desaparecidos e ritrova la ragazza…che naturalmente si scopre essere una baby prostituta…però ne è valsa la pena di sacrificarsi perché bisogna essere buoni e si devono accettare gli extracomunitari…non fa nulla se andiamo incontro a qualche spiacevole perdita (economica e non)! Bisogna farlo, è necessario esser buoni ed è fondamentale far vedere al mondo come si agisca! È importante dare il buon esempio in un mondo così scellerato! Morale della favola: se sei ricco puoi permetterti questo ed altro…ma se appartieni alla classe dei comuni mortali (ripeto per l’ennesima volta l’esempio del comune cassa integrato), questo tripudio di buonismo e di (falsa) tolleranza acquisisce rapidamente un vago sapore di ipocrisia e (nonostante tutto) di razzismo e di una qualche superiorità di fondo verso il prossimo. Per non essere facilmente frainteso, specifico e chiarisco che chi scrive è una persona estremamente tollerante e assai lontana da ignoranze e preconcetti morali verso chiunque non abbia sangue tricolore…
Giordana ma cos’hai combinato? Cosa vuoi insegnarci? Bisogna essere buoni? O forse sarebbe utile prima di tutto essere molto molto ricchi per potersi permettere certi discorsetti? O magari sarebbe il caso di non dire troppe fregnacce e di risparmiarci questa valanga di nauseante buonismo e di aristocratico pattume! Forse il punto più basso della tua carriera!.
Voto ufficiale: 2; Voto trash: 8

QUANDO SEI NATO NON PUOI PIÙ NASCONDERTI
(Id., Italia, 115’, 2005)

Regia: Marco Tullio Giordana;
Cast: Alessio Boni, Michela Cescon, Rodolfo Corsato, Matteo Gadola, Ester Hazan, Vlad Alexandru Toma; Fotografia: Roberto Forza; Montaggio: Roberto Missiroli;
Sceneggiatura: Sandro Petraglia, Maria Pace Ottieri, Stefano Rulli, Marco Tullio Giordana;
Produzione: Aquarius Films/Babe/Cattleya/Rai Cinemafiction.

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