| LA
GUERRA DEI MONDI

L’eterno Peter Pan di Hollywood è cresciuto. Per anni abbiamo
sognato un universo favolistico popolato da fanta-archeologi, da famelici
squali e agguerriti dinosauri, da tenere ed inermi creature spaziali e
da cervellotici quanto sfiziosi viaggi nel tempo…l’epoca del
sogno è forse finita.
Per gli abitanti tutti del pianeta Terra corrono tempi bui e la realtà
che stiamo attualmente vivendo, credo abbia materializzato (o lo stia
attualmente facendo) tutto ciò che la fantascienza (di) un tempo
aveva semplicemente ‘teorizzato’: l’avvento del regime
tecnocratico e il rapido quanto preoccupante dilagare di una nefasta psicosi
di massa sono gli ingredienti che condiscono l’avvento di questo
nuovo e disturbante secolo.

2 Luglio 1947: nel Foster Ranch di Corona, a circa 120 Km a nord-ovest
di Roswell ‘precipita’ un UFO alieno; i resti vengono immediatamente
traportati in una base segretissima e il ‘Caso Roswell’ diviene
una pietra miliare nella storia delle invasioni spaziali, sancendo in
qualche modo l’inizio di un’attenta ed acuta analisi del fenomeno.
Ad ingigantire la storia ci pensano i media che mostrano agli americani
creduloni un’autopsia effettuata sul corpo di un ipotetico alieno:
in breve, le immagini fanno il giro del mondo e quel semplice controllo
diviene la più

famosa tra le necroscopie mai effettuate sino ad allora. Il gioco è
fatto e il popolo americano crede subito a quanto i media vogliano far
vedere e sentire: gli alieni esistono, la Terra è in pericolo e
l’America deve correre subito ai ripari.
1953. Byron Haskin porta sullo schermo la trasposizione del classico fantascientifico
di H.G. Wells: la ‘Guerra dei Mondi’ esce nelle sale e spopola
ovunque. La febbre aliena è irresistibile e, a quanto pare, ai
curiosi spettatori piace vedersi calpestati da civiltà aliene per
poter successivamente insorgere, risorgere e sconfiggere di conseguenza
la minaccia spaziale.
2005: la febbre del remake colpisce anche l’autore più prolifico
di Hollywood e, assai presto, la pellicola di Byron conosce il suo modern-brother:
Spielberg, nell’arco di pochissimo tempo, riesce a confezionare
il suo ‘kolossal’ fantascientifico ed è inutile aggiungere
che gli incassi siano da record. L’accoppiata Spielberg-Cruise dimostra
ancora una volta d’essere estremamente funzionale e sia regista
che attore (ri)trovano l’un l’altro il proprio giusto partner.
La riscrittura della sceneggiatura è opera dell’abile penna
di David Koepp, alla cui proverbiale abilità sono stati affidati
i successi cinematografici degli ultimi anni (Jurassic Park, Il mondo
perduto, Echi Mortali, Panic Room, Mission: Impossible, Spiderman…tanto
per citarne qualcuno); la colonna sonora sancisce l’ennesima collaborazione
tra il regista e il prolifico compositore Williams e questo vale anche
per la sezione fotografia (Jaunusz Kaminski) e montaggio (Michael Kahn).

Tutto fatto in famiglia. Solo che questa volta Mr. Spielberg offre al
proprio pubblico un’opera forse più sofferta e fastidiosa
di tante altre viste in questo periodo: siamo dalle parti del cinema d’impegno
di Schindler’s Liste e, anche se l’argomento verte su un tema
‘entertainment’ e quindi assai lontano dal reale, La Guerra
dei Mondi fa pensare molto e rispecchia invece un’ampia porzione
di realtà che il mondo (ed in particolar modo la sbeffeggiata America)
sta attualmente vivendo sulle proprie spalle.
È un film sugli alieni e sulla minaccia che questi ultimi rappresentano
per un indifeso pianetucolo come il nostro, è un film sulla paura
collettiva, è un film sulla fobia delle invasioni spaziali e delle
minacce a cui gli abitanti della Terra sono sottoposti quotidianamente…eppure
è un film che ci parla di tutt’altro: gli alieni sono solo
un espediente che permette all’abile Spielberg di metterci al corrente
dei terribili giorni di piombo che stanno provando l’umanità
di questi ultimi anni.
Da sempre abituato a dedicare molta attenzione a grandi scorci paesaggistici
e ad intensi momenti di ‘fanciullesca’ spettacolarità
(peraltro mai fine a se stessa), questa volta il regista concepisce un’opera
in cui tutto il peso degli eventi risiede nella gran quantità di
scene in cui il non visto pesa più di tutto e in cui il massimo
terrore proviene dagli inquietanti suoni alieni…e soprattutto non
si risponde mai a dei fondamentali quesiti: chi siano effettivamente gli
alieni, da dove vengano e come si possano abbattere…questa volta
la Terra è totalmente impotente dinanzi ad una tale ed abominevole
minaccia …nessuno può nulla e neanche le ‘mitiche’
e ‘salvifiche’ forze armate statunitensi riescono a tener
testa ad un nemico così possente e, all’apparenza, invulnerabile.

Ciò che si vede nel film (a parer del sottoscritto) è una
lucida ed impietosa rappresentazione di come l’attuale amministrazione
Bush sia riuscita a degradare un paese già di suo ignorante, bigotto
e facilone, perseguendo da una parte una ‘linea politica’
intrisa di diabolica metodicità, di bugie e di falsi bigottismi
di sorta e, dall’altra, creando guerre dal nulla e ‘giustificando’
le stesse con motivazioni ingiustificabili ed inaccettabili: crollano
così le famose Twin Towers e i colpevoli non possono che essere
gli altrettanto famosi e conosciutissimi Osama Bin Laden, Saddam Hussein
e gli altrettanto rinomati terroristi facenti parte della rete di Al Quaeda…questa
sarebbe in apparenza la realtà e sembrerebbe quasi giusto scatenare
una guerra contro tali popoli ‘oppressori’…l’America
si vede attaccare da un momento all’altro da un nemico che non ha
né un nome né un volto…ci vogliono solo pochi istanti
perchè s’instauri un efficace regno di terrore basato fondamentalmente
sulla paura e sulla follia collettiva…ed il gioco è fatto.
Ma il vero nemico invisibile, colui (o coloro) che ordisce tali subdole
trame, non è da ricercarsi altrove, magari in lontani paesi orientali…il
cancro è in America e ha il nome di George W. Bush jr….il
vero alieno è proprio lui. L’America è attaccata…non
si sa chi lo stia facendo effettivamente…non si sa più nulla…la
superpotenza (di un tempo) è ora ridotta ad un cumulo di macerie,
detriti e disperazione…non ci sono più eroi e l’ottimismo
di un tempo, ha lasciato il passo ad un triste e crudo realismo: nella
pellicola il termine ‘terrorista’ viene infatti citato –
e non a caso – per ben 2 volte, senza che però vi sia un
effettivo riscontro pratico…l’attacco non proviene da alcun
gruppo terrorista…ma tutto lo farebbe pensare... .

A Spielberg questo sta molto a cuore e il ruolo del protagonista è
così affidato ad un (sempre più) grande Tom Cruise che riveste
i panni di un semplice operaio cui spetta il compito, dal momento dell’improvviso
attacco, di salvare non il mondo intero, ma bensì la propria (e
difficile) prole. Ad ammazzare gli alieni, forse, ci penserà qualcun
altro (o qualcos’altro). Non è questo il problema.
Le uniche pecche di questo La Guerra dei Mondi sono fondamentalmente tre:·
Un inizio un po’ troppo frettoloso sacrifica forse l’incipit
dell’intera vicenda: non ci si aspettava certo un nuovo Independence
Day, però un po’ più di suspence all’inizio
avrebbe donato quella marcia in più all’intero film (Roland
Emmerich docet);
· La parte centrale della pellicola, che si svolge nella casa del
paranoico Harlan Ogilvy (Tim Robbins), rallenta di non poco lo svolgimento
dei fatti e rischia di incupire lo spettatore;
· Anche il finale pecca in eccessiva faciloneria (ma questo conferma
la tesi del fondamentale interesse di Spielberg nel narrare le analogie
tra l’attacco alieno e i presunti attacchi terroristici che flagellano
l’America).

Al momento in cui scrivo, su Titano (per chi non lo sapesse è un
satellite di Saturno…) è arrivata la nostra sonda Huygens
il cui compito sarà quello di decifrare e svelarci i segreti nascosti
di questa misteriosa luna…la Terra non ci basta più e la
nostra voglia di conoscenza ci porta sempre più in là…
. Produciamo film su popolazioni aliene che ci attaccano…ma forse,
ora come ora, dovrebbe essere proprio E.T. a preoccuparsi di una nostra
inaspettata visita sul suo pianeta…
Essendo per certi aspetti un’opera ambigua, sarebbe giusto poterlo
classificare in una duplice veste: quindi il film di fantascienza merita
un 6-; la visione politica del regista invece si aggiudica un bell’8.
A voi la scelta.
LA GUERRA DEI MONDI
(War of the Worlds, USA, 2005, 116’)
Regia: Steven Spielberg;
Cast: Tom Cruise, Dakota Fanning, Miranda Otto, Tim Robbins, Justin Chatwin,
David Alan Basche, Yul Vazquez; Musica: John Williams; Sceneggiatura:
David Koepp, Josh Friedman; Montaggio: Michael Kahn; Fotografia: Janusz
Kaminski;
Produzione: Amblin Entertainment/DreamWorks SKG/Cruise-Wagner Productions/Paramount
Pictures.
|