Alien vs. Predator



L’America è un grande e credo inimitabile Paese-Patria dei Balocchi. Specialmente in campo cinematografico siamo ormai abituati da tempo immemore ad essere puntualmente investiti da sfavillanti, sfrenate e fantasiose megaproduzioni hollywoodiane. Tra i più importanti gota del genere, si annoverano i classici nomi quali George Lucas, Steven Spielberg, James Cameron e via di seguito…tutte ‘autorità’ che, in un modo o nell’altro, hanno cresciuto tanti ragazzini (e non) a suon di botti, battaglie stellari e visioni futuristiche assai apocalittiche…poi, con il subentrare del nuovo secolo, sono cambiate un bel po’ di cose: a ‘rinverdire’ e ‘rinvigorire’ i fasti generazionali di pellicole concepite per avere un certo effetto sul pubblico (es. Nightmare, Venerdì 13), ci pensano i ‘nuovi registi’ di oggi, giovani autori venuti su cibandosi di pop-corn, fumetti, di sano cinema di exploitation (americano e non) e di tanta assuefazione alla rapidità odierna.
Questa nuova classe di leve (chiamasi shooters nella maggior parte dei casi) ama condire il proprio operato con un’adrenalinica dose di velocità e con un’inesauribile voglia di mettere a soqquadro qualsiasi cosa gli capiti tra le mani. Nascono così strani miscugli: la tanto osannata ed attesa trovata di operare un’amalgama (o di rifare) di tutto ciò che specialmente negli anni ’80 ha rappresentato (nel bene o nel male) uno status symbol, prende finalmente vita…si concepiscono così Freddy Vs. Jason (Ronny Yu, 2003) e Alien Vs. Predator (Paul W.S. Anderson, 2004), innocue ed ibride pellicole concepite unicamente per il puro entertainment e per la definitiva messa al bando di quello stile e di quella certa riflessione che caratterizzava i prototipi (in questo caso Alien e Predator). Ciò che resta è il classico, veloce e ‘giovanilistico’ meccanismo di botta/risposta.
La storia del film ruota attorno al classico scontro tra due dei più famelici titani spaziali: il crudele e affamato




Alien e il combattivo e letale Predator. Le due creature si ‘combattono’ ogni cento anni.
Alla fine dello scontro, i Predator sopravvissuti diventano veri ed effettivi guerrieri…una sorta di rito di iniziazione a cui i giovani alieni sono sottoposti prima di iniziare a combattere apertamente. Naturalmente, inutile aggiungere che in mezzo a questa mortale baruffa, si troverà il solito ignaro ed indifeso gruppetto umano.
Partendo dalla tesi più o meno accreditata che l’umanità sia stata colonizzata da popolazioni aliene, Anderson organizza la storia di base con il ritrovamento di una piramide nel centro dell’Antartide…naturalmente, il continente secoli prima non era sottoposto alle glaciali temperature di oggi, ed era quindi abitato. Da qui, ci si muove per sviluppare l’idea che in quella stessa piramide e tanto tempo addietro si fossero verificati innumerevoli scontri tra Alien e Predator, sino ad arrivare al giorno d’oggi…e in modo molto pittoresco e semplicistico, Anderson spiegherebbe anche i misteriosi incontri tra gli autoctoni dell’epoca e gli alieni le influenze di questi ultimi sulle civiltà di allora. Il canovaccio è interessante. Il film, però, abbandonati questi presupposti ‘storici’, si dimena in un incessante mordi e fuggi tra le due bestie spaziali che se le danno di santa ragione.
Il ritmo non manca di certo, il cast è poco stereotipato e film è molto gradevole (utilissimo anche il ricorso all’uso di modellini…Cameron docet)…solo che, dopo ben 14 anni di attesa generale e 8 da parte dello stesso




Anderson, forse era lecito aspettarsi qualcosa che andasse ben oltre il semplice concetto di spin-off…in fondo stiamo parlando di due dei più grossi franchise del cinema hollywoodiano. L’incontro tra Predator e Alien risale era già stato citato in Predator 2 (Stephen Hopkins, 1991), quando nell’astronave aliena si fa intravedere il teschio di un Alien assieme a tutti gli altri trofei di caccia. Alien Vs. Predator, nato in un’epoca favorevole a concetti quali ‘patinatura’ e ‘plastificazione’, non è memorabile e non entrerà di certo a far parte della storia…ma, tutto sommato, ad esser sinceri si difende benino e non è malaccio: diverte i teenager e magari fa sorridere gli aficionados delle due serie.
Le uniche pecche di fondo della pellicola sono da andare a ricercarsi prima di tutto nello sviluppo di una sceneggiatura che, nonostante sfrutti un plot poco banale, non brilla certamente per originalità; in secondo luogo, manca una vera e propria anima musicale: del tutto assente il leit-motiv di Silvestri che caratterizza da sempre la saga Predator e le musiche di contorno hanno un sapore di anonimato generale e di già sentito. La cupa fotografia di David Johnson compensa in qualche modo questi aspetti negativi.




Il cast annovera il ritorno di Lance Henriksen nei panni del miliardario Weyland (fondatore della compagnia che sarà poi assorbita dalla Yutani, divenendo poi la Weyland-Yutani nei film della saga Alien); la presenza della grintosa Sanaa Lathan rimpiazza decentemente il tenente Ellen Ripley (Sigourney Weaver) e il nostrano Raoul Bova tiene testa (chi l’avrebbe mai detto!?) al cast internazionale che lo circonda, non facendoci rimpiangere i soldi del biglietto.
Paul Anderson, giovane autore per il momento votato alla pura commercialità (suoi Mortal Kombat, Punto di non ritorno, Resident Evil), conferma tuttavia d’esser un uomo di parola e, la promessa di svago assicurato durante i 97 minuti di proiezione, viene effettivamente mantenuta: a fine visione si ricordano con piacere i momenti di violenta lotta tra le due creature…in fondo, non si erano mai visti Alien e Predator combattere insieme. L’unica speranza è che ora questo tradizionale scontro centenario tra le due creature non diventi un appuntamento fisso annuale, e non in una fredda e buia piramide, ma in una gremita e accogliente sala cinematografica. Voto: 6



ALIEN VS. PREDATOR
(AvP – Alien Vs. Predator, USA, 2004, 96’)

Regia: Paul W.S. Anderson;
Cast: Sanaa Lathan, Raoul Bova, Lance Henriksen, Ewen Bremner, Colin Salmon, Tommy Flanagan;
Musica: Harald Kloser (Musica Aggiunta: James Seymour Brett, Thomas Schobel, Thomas Wanker); Montaggio: Alexander Berner;
Fotografia: David Johnson; Sceneggiatura: Paul W.S. Anderson;
Produzione: 20th Century Fox/Lonlink Productions Ltd./Davis Entertainment/Impact Pictures/Kut Films/Stillking Films/Brandywine Productions Ltd./Zweite Babelsberg Film GmbH.

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