| Jurassic
Park III

Quando uscì Jurassic Park ero solo un tredicenne sognatore, ma
affermare che la pellicola di Spielberg mi sia piaciuta da matti, sarebbe
davvero dir poco: per la contentezza e per la magia che il film riuscì
a regalarmi, lo vidi per ben 3 volte al cinema, seguite poi da innumerevoli
visioni in cassetta (anche piratata…). Divenni un fan così
sfegatato che iniziai a fare collezione di tutto ciò che riguardava
il film: figurine, spille, adesivi (ero innamorato del logo che caratterizza
il poster) e mi iscrissi addirittura al Jurassic Park Official Fan Club
(non mi ricordo se si chiamasse effettivamente così e credo che
adesso, dopo tanti anni, non esista più) e ricevetti una t-shirt
a maniche lunghe con su ‘inciso’ il logo del film…per
paura di rovinarla non l’ho mai usata…che idiota!. Naturalmente,
l’immancabile romanzo e la colonna sonora non potevano certo mancarmi.
Infine, quando uscì in vendita il vhs (eh si, quando le videocassette
dominavano la terra…), lo acquistai immediatamente nel simpatico
box per collezionisti…quello ‘in bassorilievo’.
A distanza di tanto tempo, custodisco con affetto i vividi ricordi e tutte
le emozioni che caratterizzarono quel mio simpatico periodo da totale
psicopatico…penso di aver contribuito per un buon 77% agli incassi
della pellicola (fu un fenomeno di box-office, totalizzando entrate stratosferiche
nell’arco di pochissimo tempo).
Dopo 4 anni arriva Il mondo Perduto: Jurassic Park (The Lost World: Jurassic
Park, 1997) secondo capitolo della fortunata saga, sempre condotta dall’abile
mano di Steven Spielberg e ancora ‘basato’ sul secondo volume
di Michael Crichton: inutile aggiungere che fortunatamente la mia malattia
era già calata (ma unicamente per l’età) e, tuttavia,
ho dei bei ricordi anche di

questo secondo film, di cui acquistai la colonna sonora, il libro e il
vhs.
Per essere il sequel di una fortunatissima pellicola come Jurassic Park,
le attese erano alte e credo che le promesse siano state mantenute, visto
che il regista ci regala un film più cupo del precedente e, forse,
anche un tantinello più ‘maturo’ ed ecologista.
2001. Sciagura sulla Terra. Spielberg, per le impegnative riprese del
kubrickiano Intelligenza Artificiale (A.I., 2001), vara il progetto di
un ulteriore sequel di Jurassic Park e decide di affidarne la regia ad
un suo abituale e ‘fido’ collaboratore: Joe Johnston. A 8
anni di distanza dal primo capitolo, la Universal dà il via alle
riprese del terzo episodio dedicato alla saga dei più famosi dinosauri
della storia del cinema. Arriva così sul grande schermo Jurassic
Park III.
In questa terza (e non ultima) avventura, ritornano i due personaggi presenti
nella prima pellicola: il dottor Alan Trent (Sam Neill) e, in un piccolo
ruolo, la paleobotanica Ellie Sattler (Laura Dern).
Di contro, i due principali protagonisti che ci avevano accompagnato durante
il cammino, se ne tirano fuori: sia Spielberg che Crichton non ci sono
più. Il risultato, ovviamente, ne risente abbastanza: il sopravvalutato
e poco abile Johnston sarà anche bravo in altri campi, ma come
regista non conosce minimamente i giusti ritmi e gli manca del tutto sia
il senso dell’ironia che quella collaudata capacità nel raccontare
una storia, importanti peculiarità che invece contraddistinguono
da sempre un ispirato regista

quale Spielberg; i tre sceneggiatori (Peter Buchman, Jim Taylor e Alexander
Payne - quest’ultimo anche autore di ‘capolavori’ quali
About Schmidt e Sideways -), non riuscendo a trarre frutto dalla loro
collaborazione reciproca, non cavano un ragno dal buco (ripeto: sono in
3!) e mettono su una storiella tanto ridicola quanto scialba e poco memorabile,
in cui ogni avvenimento sembra che debba avvenire per forza e di idee
originali neanche a parlarne. Dimentichiamoci poi le ‘gag’
del telefono satellitare e il ridicolo finale in puro stile da cartoon!
Verrebbe da chiedersi se lo abbiano fatto apposta o se quelli della Universal
gli abbiano fatto credere di dover scrivere una satira di Jurassic Park…Forse
si sono fraintesi tutti quanti…mbò!.
Alla fine di tutto, allo spettatore tocca tirare le somme e giudicare
questo terzo capitolo…e per non essere estremamente cattivi o ipercritici,
ci si potrebbe limitare nel dire che sia ‘tutto fumo e niente arrosto’.
Ma se parliamo di un sequel di Jurassic Park, tutto cambia, perché
il ‘buon marchio’ e l’egregia qualità sia tecnica
che artistica che hanno contraddistinto i primi due episodi, subiscono
in questo secondo sequel un sonoro e doloroso knock-out e dispiace assistere
impotenti ad una così rapida e verticale

caduta di tono e di stile
che una saga così originale ha sempre cercato di evitare, offrendoci
oltretutto spunti abbastanza attuali e importanti, uno su tutti il libero
arbitrio circa la delicatissima questione etica e ‘pratica’
inerente la clonazione: 12 anni fa era solo fantascienza e Crichton ‘teorizzava’
il concetto usando bestie preistoriche; ora, tutto ciò è
divenuto realtà e, dalla sperimentazione, si è passati alla
pratica, e non su dinosauri, ma su esseri di gran lunga più piccoli,
ma non meno pericolosi: gli uomini. In definitiva, un brutto film che
non avrebbero dovuto realizzare così come l’hanno concepito.
Attendiamo Jurassic Park 4 (attualmente in fase di pre-produzione). Voto:
5-

JURASSIC PARK III
(Id., USA, 2001, 92’)
Regia: Joe Johnston;
Cast: Sam Neill, William H. Macy, Téa Leoni, Laura Dern, Alessandro
Nivola, Trevor Morgan, Michael Jeter;
Musica: Don Davis; Montaggio: Robert Dalva;
Fotografia: Shelly Johnson; Sceneggiatura: Peter Buchman, Alexander Payne,
Jim Talor; Produzione: Amblin Entertainment/Universal Pictures
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