Ragazzi Fuori



Si riaprono le porte dell’istituto minorile Malaspina di Palermo. I ragazzi di Mery per sempre sono pronti ad affrontare nuovamente la vita, il loro futuro e il conseguente reinserimento in società…ma è tutto così difficile, forse anche più di quanto lo fosse in precedenza…e nulla è più concesso a questi poveri, reietti e disadattati, in cerca forse di una piccola speranza, l’unica cosa che potrebbe rendere migliori le loro esistenze e magari donare loro quel poco di calore che in tanto tempo è sempre mancato. Ma non è così. La vita è dura e il mondo ‘civile’ non vuole più avere a che vedere con questo tipo di gentaglia. Ragazzi di vita, ragazzi di strada, ragazzi pronti a tutto pur di trovare un senso alle loro vuote esistenze. Antonio (Roberto Mariano) mette su famiglia e cerca di tirare avanti con un piccolo carretto che vende frutta e verdura; Natale (Francesco Benigno) cerca lavoro, ma questo gli viene prontamente rifiutato; anche King King (Salvatore Temini) cerca un’occupazione, ma l’idillio dura pochissimo; Claudio (Maurizio Prollo), una volta uscito da Malaspina, cerca di rifarsi una vita con la propria compagna; Mery (Alessandro Di Sanzo) continua ad esercitare il proprio mestiere di prostituta, aspettando nel frattempo la sentenza della corte; Carmelo (Alfredo Li Bassi), una volta a piede libero, è desideroso di vendetta per quanto accadutogli durante la permanenza all’interno dell’istituto. Il mondo è cattivo e la tragedia è dietro l’angolo. Marco Risi e il prof. Aurelio Grimaldi, a un anno di distanza da Mery per Sempre, mettono nuovamente in scena la rappresentazione della terribile quotidianità a cui vanno incontro questi ex-sbandati. Una volta fuori dall’istituto (molto poco) correttivo, si ritrovano senza alcuna sicurezza e non possono contare sull’aiuto di nessuno per raccapezzarsi sul da farsi.
Lo Stato, di certo, non aiuta; le forze dell’ordine riserbano loro unicamente drastici trattamenti e la società, infine, respinge. E, come se non bastasse, quei pochi tentativi fatti da ognuno per cercare di risollevarsi, vengono totalmente smorzati dall’intervento di forze esterne, legali e fiscali.
Erano bei tempi quelli in cui l’Italia cinematografica non aveva paura di confrontarsi con le proprie paure con tutte quelle problematiche interne annesse (non dimentichiamoci che in quegli anni ci fu il boom della serie La Piovra) e, cineasti del calibro di Risi, tornavano a quelle radici che hanno tanto quel sapore pasoliniano, parlandoci della miseria, della realtà, della difficoltà di vivere e, tutto ciò, lo facevano senza tanti fronzoli di sorta. Con il perbenismo che regna oggigiorno, i nostri schermi sono inondati da una spropositata quantità di pellicole che più insolse e borghesi non si potrebbe, nella fattispecie nel panorama cinematografico italiano.

Oggi si parla tanto dell’amore e del tradimento, dei problemucci dei teenagers alle prese con la scuola, le prime esperienze sessuali e i difficili rapporti con i propri genitori…oggi regna imperante la mediocrità e il perbenismo di Gabriele Muccino, la vuota e devastante insulsità cronica di Giovanni Veronesi, il pessimo gusto e la ridicolaggine di Carlo Vanzina e di Neri Parenti (ma si potrebbero citare in causa tanti e tanti altri nomi…), etc. . Certo, non sarebbe giusto fare di tutta l’erba un fascio: ci sono anche esempi di registi che cercano di compensare il basso degrado cui siamo abituati ad assistere con prodotti un più su della media…ma è tutta un’epoca di compromessi. Un Italia allo sbando, un’Italia che ama insultare sé stessa e il proprio pubblico, un paese che ama sguazzare nell’ignoranza e nel nepotismo, mettendo a tacere i propri ideali e la propria cultura.
Risi, con Ragazzi Fuori, torna forse alle origini, mettendo in scena una cupa e scarna rappresentazione quasi neorealista (forse a Pasolini sarebbe molto piaciuta).
Il regista non ci risparmia niente e, molte crudezze forse oggi sarebbero impensabili per non infastidire un pubblico alla continua ricerca della grossolanità e della storia facilona.
Di contro, in tutto questo cupo contesto, Risi è anche capace però di regalarci sequenze di un’emotività più unica che rara: molto bella la scena in cui Antonio porta i figli sulla spiaggia e quella in cui Claudio e la propria ragazza si scambiano momenti d’affettività nel vagone di un treno.
Molte polemiche suscitò la titolazione finale con i ringraziamenti a Leoluca Orlando.

L’esasperata sequenza della fuga e della successiva uccisione di King Kong, è ispirata ad un fatto vero di cronaca nera, in cui perse la vita un ragazzo appena sedicenne denominato ‘Richetto’ (tuttavia fu un incidente e il poliziotto gli sparò accidentalmente); Roberto Mariano (nel film Antonio) perse la vita in un incidente aereo mente andava a fare un provino. Strana e triste coincidenza, in quello stesso giorno Risi stava girando una scena del suo film Il Muro di Gomma proprio in aeroporto (la sequenza in cui i familiari attendono l’arrivo dell’aereo). Coincidenza ancora più strana, in quella stessa sequenza, faceva da comparsa la compagna di Mariano.
Belle e sentite le musiche di Bigazzi: indimenticabile a mio giudizio il commento audio che accompagna la sequenza finale, con la panoramica a scoprire su una Palermo che più cupa non si potrebbe; molto curata anche la fotografia di Marchetti (Osella d’Oro al Festival di Venezia).
In definitiva, uno dei film più veri e sinceri che siano mai stati realizzati in Italia negli anni ’90, con uno dei finali più pessimisti e impietosi che il nostro cinema abbia mai conosciuto. Voto: 8

RAGAZZI FUORI
(Id., Italia, 1990, 110’)

Regia: Marco Risi;
Cast: Francesco Benigno, Alessandro Di Sanzo, Carlo Berretta, Alessandro Calamia, Filippo Genzardi;
Musica: Giancarlo Bigazzi (Arrangiate e dirette da Marco Falagiani); Montaggio: Franco Fraticelli;
Fotografia: Mauro Marchetti; Sceneggiatura: Aurelio Grimaldi, Marco Risi;
Produzione: Numero Uno International, S.r.l./RAI – Radio Televisione Italiana.

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