| Il
Padrino - Parte III

Si chiude la trilogia di una delle più potenti famiglie malavitose
che la storia del cinema abbia mai conosciuto: i Corleone. 1979. Michael
(Al Pacino) è invecchiato e ciò che maggiormente desidera,
è di trarsi definitivamente fuori dall’organizzazione malavitosa
‘messa su’ da suo padre.
Così, dopo aver venduto i casinò di Las Vegas, tramite la
propria fondazione Vito Corleone egli devolve molto denaro al Vaticano,
entrando ‘in affari’ nell’Internazionale Immobiliare.
Ma i vecchi amici non dimenticano mai e Michael è ben presto risucchiato
in una spirale di violenza, corruzione e tradimento. Tutto non può
che concludersi con un tragico quanto ineluttabile finale: l’Internazionale,
rivelasi essere tutt’altro che un’operazione pulita e, i membri
facenti parte di questa società, non desiderano altro che arricchirsi,
mettendo fuori gioco con tutti i mezzi possibili Michael stesso, sino
ad arrivare al papa; da qui, il diretto coinvolgimento della malavita
negli affari vaticanensi, l’immediata fuga del banchiere Keinszig
e, ciliegina sulla torta, il poco chiarito decesso di Giovanni Paolo I.
Francis Ford Coppola, con questo Padrino – Parte III, realizza l’atto
finale di una splendida trilogia avviata nel lontano 1973 e proseguita
quattro anni dopo con il sequel-capolavoro Padrino – Parte II. L’ingarbugliata
trama di questo terzo capitolo, vede come protagonisti alcune fosche vicende
che videro coinvolti in prima persona grossi esponenti della vita social-polito-religiosa
dell’Italia anni ’70-’80, tra cui spicca su tutti la
presenza di papa Giovanni Paolo I, la cui morte è tuttora avvolta
in un certo mistero. Coppola, insieme al fido scrittore Mario Puzo, servendosi
dei suddetti fatti di cronaca nera e finanziaria di quegli anni, organizza
una mis-en.scene forse un po’ troppo fantasiosa, ma estremamente
eloquente nel mettere a nudo alcuni singoli aspetti propri di potenti
e ‘cristalline’ organizzazioni quali il Vaticano, legato in
gran segreto ad oscuri movimenti massonici quali (si ipotizza) la Loggia
P2 .
Coppola torna a parlare dei diabolici meccanismi del potere e delle pericolose
sorprese che esso riserbi a chiunque ne maneggi le sottili e delicate
trame. Michael Corleone è invecchiato e la famiglia lo ha abbandonato:
Kay (Diane Keaton) si è risposata e i figli, stanchi del proprio
passato, non vogliono seguire le orme del padre (in particolar modo, Anthony
vuole divenire tenore).

Di contro, la lotta per
la detenzione del potere infuria anche per le strade del quartiere, in
cui il controllo sullo spaccio della droga se lo contendono il burbero
nipote di Corleone, Vincent Mancini (Andy Garcia) e l’ambiguo Joey
Zasa (Joe Mantegna). L’inferno è dietro l’angolo.
Come da tradizione per il regista, il viaggio che tocca affrontare ad
un ormai stanco ed indebolito Michael diviene una sorta di odissea personale,
in cui tutti i fantasmi dei giorni trascorsi non lo abbandonano sino alla
fine.
Pacino, contrariamente alla fredda e spietata caratterizzazione del suo
personaggio nei due precedenti capitoli (in particolar modo ne Il Padrino
– Parte II), questa volta ci offre un Michael Corleone un po’
più umanizzato, quasi sottotono e fortemente provato dagli avvenimenti
e dalle sofferenze accumulate nel corso del tempo, trascorso a capo della
potente organizzazione malavitosa che, per anni e anni, ha sempre occupato
un posto di rilievo e dettato legge, sia in società, che in seno
alla stessa famiglia. Ma quei tempi, purtroppo, non sono finiti.
Il film, non vuole essere soltanto un mero ritratto di tutte quelle vicende,
di quei fatti e di quelle persone che rispondono al nome di ‘mafia’,
ma è un grande affresco sulla corruzione, sul cambiamento interiore
e sull’eterna lotta che affligge un animo tormentato come quello
di Corleone, stanco, malato, ma desideroso di riappropriarsi di quella
vita che gli è stata sottratta per tanto e troppo tempo dagli importanti
traffici e affari richiesti dal mantenimento del ‘buon nome’
di famiglia. Ma, la natura maligna dell’uomo torna a colpire come
un uragano in piena e, tutti i propositi di cambiamento, vengono così
rimessi disastrosamente in gioco da vicende di cui il controllo sfugge
ben presto a tutti. Ed è così che ‘non finisce mai’.
La tragedia completa sé stessa: tutto il potere, creatosi e ingigantitosi
nel corso degli anni, collassa rapidamente su se stesso come un castello
di carte, travolgendo tutto e tutti, senza nessuna esclusione e Michael,
oramai vecchio e indebolito, muore solo ed abbandonato con un cagnolino
che gli scondinzola vicino. Finale triste e commovente per un film che
conclude funestamente una tanto grande quanto drammatica epopea di una
famiglia lentamente cresciuta dal nulla, rapidamente ascesa e al potere
e tragicamente spentasi nel silenzio e nel fallimento.

Il film, alla sua uscita, fu un fallimento totale di critica e pubblico.
Ciò, costrinse regista e soci fondatori a dichiarare la bancarotta
della Zoetrope (la società di produzione di Coppola).
Molte critiche accompagnarono anche la scelta di affidare
il ruolo della figlia di Michael Corleone a Sofia Coppola (vera figlia
del regista…il suo ruolo lo avrebbe dovuto avere Wynona Ryder).
La versione per l’home video è più lunga di qualche
minuto, data l’aggiunta di alcune nuove scene che però, fondamentalmente,
non modificano il sostanziale contenuto del film.
Da antologia il montaggio in parallelo di tutta la sequenza finale ambientata
a teatro durante la rappresentazione de La Cavalleria Rusticana di Pietro
Mascagni. La tradizionale resa dei conti finale che caratterizza l’intera
trilogia, trova in questa terza pellicola forse la massima espressione
di perfezione tecnica che caratterizza d’altronde l’intero
operato di Coppola: alle note del compositore siciliano, si amalgamano
splendidamente quelle di Carmine Coppola e, agli intermezzi sul palco,
si alternano con efficacia e perfetto tempismo le svariate vendette ordite
da Corleone contro i propri cospiratori.
Forse non proprio all’altezza dei due precedenti capitoli, ma in
ogni caso non solo un film sulla mafia: questo Padrino - Parte III è
sopratutto un suggestivo e sincero affresco umano sul potere, sul tradimento,
sulla vendetta e sulla redenzione. La scelta di Coppola di ambientare
il film nel 1979 e la ‘volontà’ di coniugare insieme
personaggi e vicende storiche, purtroppo spesso non coincide con il reale
svolgersi dei fatti, che videro come protagonisti personaggi politici
e religiosi dell’epoca. Ciò ha fatto infuriare fior di critici
e forse un po’ confuso il pubblico…vale la pena di chiarire:

1) Il film è ambientato nel 1979 e il papa, Giovanni Paolo I, viene
eletto in quell’anno, alla morte di Paolo VI, il suo predecessore…ma,
nella realtà, quest’ultimo perì un anno prima, nel
1978. In quello stesso anno divenne pontefice Albino Luciani e, dopo il
suo breve pontificato, venne eletto papa (sempre nel 1978) il compianto
Karol Wojtyla (Giovanni Paolo II);.
2) Helmut Berger interpreta il corrotto banchiere svizzero Frederick Keinszig.
La vicenda del proprio coinvolgimento negli affari del Vaticano e il successivo
misterioso ritrovamento del suo corpo penzolante da un ponte, traggono
ispirazione da un vero episodio di cronaca che, negli anni ’70,
vide implicato il banchiere Roberto Calvi. Costui, giovandosi della propria
‘partecipazione’ al movimento massonico Loggia P2 e godendo
in Vaticano dei ‘favori’ di monsignor Paul Marcinkus, fu probabilmente
interessato ad accaparrarsi il denaro di Cosa Nostra con la promessa di
reinvestirlo; ma, sommerso dai debiti, scappò e ciò sancì
la condanna a morte emessa dalla potente organizzazione malavitosa siciliana.
Calvi fu ritrovato impiccato sotto il Ponte dei Frati Neri a Londra, il
18 Giugno 1982. Resta un mistero anche l’improvviso decesso del
suddetto papa allora in carica Giovanni Paolo I che, a detta di molti
studiosi, sarebbe stato assassinato in seguito ad un complotto organizzato
dalla sudetta loggia, perché intenzionato a rimuovere Marcinkus
dalla guida dell'Istituto per le opere di religione che custodisce ed
amministra i beni del Vaticano. Nessuna prova ha tuttavia confermato questa
tesi. Voto: 8

IL PADRINO – PARTE III
(The Godfather – Part III, USA, 1990, 164’)
Regia: Francis Ford Coppola;
Cast: Al Pacino, Diane Keaton, Andy Garcia, Eli Wallach, Raf Vallone, Sofia
Coppola, Joe Mantegna, Talia Shire, George Hamilton;
Musica: Carmine Coppola; Montaggio: Lisa Fruchtman, Barry Malkin, Walter
Murch;
Fotografia: Gordon Willis; Sceneggiatura: Francis Ford Coppola, Mario Puzo;

Produzione: Zoetrope Studios/Paramount Pictures.
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