NELLA TANA DEL BIANCONIGLIO
Massimiliano Manieri

Di che tipo di miopia soffre
il cinema italiano ?
Guardando un film del genere capirete quanto sia cronica la faccenda…
Non si può parlare solo di buco nero nella distribuzione: vari
e tanti sono stati i segnali di apprezzamento -probabilmente in America
non è partito come blockbuster, probabilmente non ha sbancato il
botteghino, ma viste le PAPPE che ci passano un “tantinello”
di attenzione in più noi tutti l’avremmo gradita.
La faccenda ha inizio nel 2001: il film esce sul mercato americano, quasi
in sordina; poi un lento passaparola; i passaggi in vari festival; si
comincia a parlare di cult e, credo, non per caso…
Probabilmente è uno dei film più difficili da raccontare,
e neanche assimilarlo vi parrà istantaneo.
Difatti noi non cadremo in nessuno dei due errori.
La storia attinge da varie leggende metropolitane, risucchia nel frullatore
filmico autori e scrittori come GRAHAM GREENE, DAVID LYNCH, TERRY GILLIAN.
Ma mentre in molti si sarebbero contentati di suggere e scopiazzare, il
furore dell’autore RICHARD KELLY fa di più…
Intanto ti pianta un coniglio come figura malefica per tutto l’incedere
del film.
Intanto ti avvisa di una ipotetica quanto apparentemente assurda fine
del mondo da lì a 28 giorni.
Intanto i teenager di allora (siamo nel 1988) continuano a ballare, studiare,
fottersi la compagna di classe…
Ed è qui il colpo da maestro perché ad un certo punto il
film patinatamene adolescenziale sterza suggestivamente su un livello
ben più alto fatto di incroci temporali, strappi dimensionali,
un lento ed inesorabile vortice in cui i personaggi, tra cui un redidivo
PATRICK SWAYZE si sono divertiti a ripresentarsi in una maniera assolutamente
inedita.
Dalla scena della caduta dell’aereo su casa DARKO (prima avvisaglia
di ciò che sta per accadere),a tutti i presagi che seguono,si ha
difficoltà a rimanere fermi in poltrona.
Tutto quello che a livello fatalistico ci siamo sempre chiesto è
scaraventato su questo miracolo di celluloide prima schiantato dalla critica
e solo successivamente osannato.
E’ un genere nuovo…
Probabilmente uno dei primi veri film del nuovo millennio
Probabilmente non siamo pronti; probabilmente vorreste rinunciarci ?
IL COSTO DEL
BIGLIETTO :
Scuote dalle fondamenta, si smette con questa pellicola di essere spettatori
stupidamente consenzienti; si passa ad altro, si passa ad un modo diverso
di raccontare. Goduria senza costo.
SCHEDA :
titolo: DONNIE DARKO (Usa 2001)
regia: Richard Kelly
interpreti: Jake Gyllenhaal, Drew Barrymore, Patrick Swayze
|