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Alessandra Baldoni Dopo essere state ospiti a Bologna e Treviso, ‘approdano’ a Lecce, presso il FondoVerri, le visioni di “C’era un volto” di Alessandra Baldoni, giovane scrittrice e fotografa che negli ultimi anni si è fatta apprezzare in diverse mostre collettive e personali, in festival nazionali ed europei. La mostra sarà inaugurata, Domenica 29 Maggio alle ore 20.30 con un reading della stessa Alessandra Baldoni, la quale, oltre che fotografa, è anche scrittrice. Alessandra Baldoni è
nata nel 1976, diplomata a Perugia nel 1995 è laureanda in filosofia.
Ha partecipato a diverse mostre collettive dal 1999 a oggi tra
cui (2005 Vernice Art Fair - Forlì, Passione –
Forlì, 2003 I biennale arti adriatiche –
San Benedetto del Tronto, 2002 – Reportage sulle periferie
in occasione del I festival internazionale di fotografia – Roma,
2002 Madrid – Palazzo Conde Duque, proiezione notturna all’interno
del festival “Photoespana”, 2002 – Biella,
presente e vincitrice della Collettiva del premio “Northwest
Passages” a cura della Fondazione Pistoletto) e personali
dal 1997 a oggi (tra cui 2005 – “C’era
un volto”, Bologna, Zò Caffè, “Ti
rubo gli occhi”, Bologna, Flash Art Show, a cura di Giovanna
Zabotti, - Storie, Torino, Galleria Spazio&Ricerca,
a cura di Mara Granzotto e Alberto Weber), è stata selezionata
e ha vinto diversi concorsi fotografici. “c’era
un volto nelle notti dei mei sogni, un volto inatteso, appena intravisto.
immagine che sposta lo sguardo. c’era un volto capace di sorprendermi,
di lasciarmi sospesa. volto senza comprensione,volto che porta dell’altro.
ci sono momenti in cui la trama del reale si allenta e tra le sue maglie
s’insinua un dubbio, qualcosa di sorprendente. così come
nella favola le leggi fisiche perdono valore, ci si muove in un mondo
fatto di simboli ed enigmi, di parole segrete da ripetere fedelmente.
È il pensiero che si sfuoca, che perde la pretesa di conoscere
ogni cosa ed ogni cosa definire. le foto di ”c’era un volto”
somigliano a piccole crepe sul muro spesso del buon senso visivo,sono
incantesimi, evocano animali misteriosi, oggetti miracolosi. sono sassolini
che girano nella mente, piccole ossessioni di carta nitide nel loro
bianco e nero che ne accentua l’aspetto estraniante, le essenzializza
e drammatizza insieme. dramma significa lacerazione, spaccatura. in
quella specie di frattura si insinuano queste immagini. queste visioni
che scompongono il mondo. perché c’è ancora qualcosa
da dire, qualcosa che lascia senza parola e costringe a pensarne una
nuova,inaudita. e c’è una lingua fatta di nomi che somigliano
a farfalle in bocca, nomi capaci di alzarsi in volo sopra una terra
oppressa e grave.”
29 Maggio ore 20.30 - Serata di inaugurazione
della mostra Info 0832-304522.
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