Raggio Verde
Intimità
personale di

Silea Balano

dal 20 al 31 luglio 2005


presso

Il Raggio Verde
Via F. D'Aragona, Lecce

 

Mostra di arte erotica contemporanea

La visione della mostra è consigliata ad un pubblico adulto, in quanto l'artista riproduce,
in primo piano e ingigantite, parti intime femminili


Venerdì 22 (giorno di Santa Maria Maddalena)
alle ore 21.00

Tra.tt-azionedel libro
“Nel nome del padre”

Di Silea Balano



FILOSOFIA E CONCETTO DELL’ARTE E DELLA MOSTRA IN PARTICOLARE

Quasi sempre al termine arte si associa un concetto di bellezza, valore estetico che stimola le parti più intime, nobili e spirituali dell’essere umano. Arte intesa come alta espressione di sé, arte come momento catartico delle proprie istanze e afflizioni. Arte come raffinatezza, dolcezza… In definitiva, mielosità che hanno solo a che fare con una piccola parte di essa. E restare ancorati a questo frammento di verità porta spesso a condannare poi, più o meno consapevolmente, tutto ciò che appare eccessivo, incomprensibile, disordinato, osceno. Si scivola facilmente nel biasimo di ciò che fuorvia dalle categorie del conosciuto, siano esse tecnica, mezzo o fine. L’arte, invece, è molto di più. L’arte non ripercorre sentieri di vita quotidiana. L’arte si addentra nei meandri sconosciuti della conoscenza, va dentro, sotto. Scardina significati e ricrea realtà a proprio piacimento, lanciando forte il messaggio che la realtà appunto è tutto e niente e che il reale ha a sua volte mille sfaccettature. L’arte è urlo e protesta. E’ saper andare oltre. Saper travalicare le frontiere della propria formazione, delle proprie categorizzazioni e del sociale raccapriccio. Perché chi fa arte è già oltre dentro di sé. E lì dove si concretizza una qualunque idea, soprattutto se strumento potente contro ciò che nasce e resta nello scontato, allora c’è arte. Il buono o il cattivo gusto, considerati dai più, parametri indiscutibili di valutazione, sono termini che cozzano fragorosamente contro l’espansione del proprio IO, vera ragione del fare arte. L’arte quindi, come liberazione del sé non può conoscere limiti.

Le opere di Silea Balano in mostra dal 20 al 31 luglio dentro gli spazi espositivi dell’associazione “Raggio Verde” entrano di pieno diritto nell’ambito di questo concetto di arte. Il rappresentare parti intime femminili, in primo piano e ingigantite, da parte dell’autrice significa anche volerle spogliare dal significato eccessivo e distorto che comunemente si attribuisce e si attribuisce da che mondo è mondo. Ridimensionare e nello stesso tempo ridare dignità ad una parte come un’altra del corpo. C’è chi trascorre le sue ora davanti a un cavalletto riproducendo un naso, due occhi, uno sguardo…Silea Balano preferisce riportare alla luce ciò che resta occultato per prestarsi facilmente ad elaborazioni fantastiche, demonizzazioni e a concettualizzazioni fuorvianti. Provocazione, questa, che si affianca ad un’atmosfera sacra, che sta a ricordare gli eterni ricettacoli di false valorizzazioni. Un dialogo tra sacro e profano che diventa poi incontro e collisione. Dialogo da sempre caro a Silea Balano, pittrice, psicologa e autrice anche di un opera letteraria dal titolo “Nel nome del padre”, una raccolta di confessioni, dove “peccatrice” e sacerdote riescono a mettere a nudo le proprie debolezze e nefandezze nello spazio angusto di un confessionale.

Silea Balano

CENNI BIOGRAFICI

Nata sotto una buona stella: quattro zie convolate rapidamente a nozze con il tizio più affermato dell’universo. Si reggeva a malapena sulle gambe gracili che le ziette adoranti la obbligarono a indossare un abitino da monachella, nutrendo in cuore una speranza. E mentre uno scatto la immortalava lei digrignando giurò di fargliela pagare. Ma non era ancora abbastanza. La portarono nella capitale e la sollevarono tra la folla acclamante e invadente per farle sfiorare la fronte dalla mano santa di un certo Paolo VI. E lei strozzata dalle mille braccia incuranti che si protendevano verso quel cotone immacolato in rapido movimento stabilì che da grande avrebbe approfondito il fenomeno.

Certa che i suoi tormenti infantili fossero terminati si accinse a varcare la soglia della pubertà scontrandosi con chi ci era già uscito da un po’ e predicava ora da un pulpito in stile barocco. Si sorrisero e si scusarono. Lei non voleva di certo ammaliarlo. Non subito almeno. Ma lui in quello scontro si fece male e si perse, non prevedendo che anni dopo Richard Chamberlain, restando intrappolato in un rovo, lo avrebbe quasi rappresentato. Ma lei, tenendo bene a mente che aveva una missione, dopo aver imbrattato qualche tela e appreso le tecniche del suo futuro, lo salutò con la manina e tornò nella capitale. La psiche fu il suo territorio. Le disgrazie umane il suo nutrimento, il mondo femminile la sua bandiera. Passarono i mesi, gli anni e i decenni. Riafferrò gli strumenti delle sue antiche passioni: il pennello e la penna. E si rese conto che era giunto il momento di vivere solo di arte e di compiere il suo mandato. Gironzolò per le basiliche e dette alla luce il testo “Nel nome del Padre”; scoprì le vite nelle altre vite; ripercorse i sentieri del colore sfociando nell’unione perfetta con le intimità in primo piano, che parlano di sacro e di profano. E ora prosegue. Ma suggerisce di non seguirla e lasciarla sola nel suo cammino. Dove giungerà non è posto per tutti.


 

Info: Ambra Biscuso 339 5607242

raggioverde_lecce[AT]hotmail.com

http://www.artmajeur.com/raggioverde/

it.geocities.com/sileabalano/erotica.htm


 
 
 
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