4 giugno 2005

Pietro Berra

Giampiero Neri.
Il poeta architettonico

(Dialogolibri,104 pagine, 10 euro)
con fotografie di Gin Angri

Prima presentazione
sabato 4 giugno alle 21

nella Villa Comunale di Crevenna (Erba-CO)

con l’intervento di Giampiero Neri e Pietro Berra
letture con accompagnamento musicale a cura del Teatrino di noi

testimonianze di alcuni amici del poeta

mostra fotografica di Gin Angri.
Introduce Emilio Galli
presidente della commissione biblioteca del Comune di Erba.


Giampiero Neri, il più in ombra dei nostri grandi maestri, come lo ha definito recentemente il criticoAndrea Cortellessa, viene messo in luce nella biografia «Il poeta architettonico» scritta dal giornalista, e a sua volta poeta, Pietro Berra. Il titolo, che riprende una definizione data da Massimo Raffaeli su «Alias», nellaquale Neri dice di identificarsi più che in qualsiasi altra, si riferisce in particolare al rapporto tra il poeta e Giuseppe Terragni, che frequentò casa Pontiggia (Neri, comè noto e come nel libro viene raccontato con abbondanza diparticolari, è uno pseudonimo scelto dal poeta per distinguersi dal fratelloscrittore Giuseppe) a Erba, nella Brianza comasca, quando Giampiero erabambino. Al di là del legame biografico, ve nè anche uno stilistico tra le geometrie dellarchitetto razionalista e i versi di Neri. In copertina l’autore è ritratto proprio davanti al Monumento ai caduti di Erba, operadi Terragni. L’apparato fotografico ha molta importanza nel volume: cisono immagini storiche, che ritraggono Neri nelle varie fasi della sua vita, ealtre scattate appositamente per la biografia dal fotoreporter Gin Angri nei luoghi cui il poeta è più legato. Nelle 104 pagine che compongono il libro Neri si racconta e viene raccontato attraverso le testimonianze di amici. Alcune figure si stagliano nella memoria sopra le altre, come il professor Gino Fumagalli, fascista passato al Partito d’azione, che gli ha insegnato a schierarsi di qua o di là nei momenti decisivi: «La politica divide, io invece aspiro all'unità, era una sua affermazione ricorrente. Bisogna schierarsi, insomma, ma non in modo settario. Per questo non mi sento né di destra né di sinistra». Molto presente anche la famiglia: il padre ucciso da due partigiani dopo l8 settembre 43, la madre attrice dilettante, il fratello Romano morto a un anno di enterocolite e la sorella Elena suicida a 20. Ma soprattutto il Peppo, Giuseppe Pontiggia, nato nel 34, sette anni dopo Giampiero: tra i due vi è stato per decenni un legame fortissimo, decisivo anche per le rispettive carriere letterarie, seguito da un allontanamento durato tre lustri e ricucito negli ultimi anni. Non meno significativi i 50 anni di lavoro in banca, l’amore per la natura, la passione per Fenoglio, il rapporto di amore-odio con Milano dove viveda mezzo secolo, il successo letterario maturato in età avanzata e un’anticipazione della nuova silloge, «Piano d’erba», cui vengono dedicate le ultime pagine del libro. Su tutto, però, colpisce il lettore l’eccezionalità di una famiglia in cui sono maturati uno dei più grandi narratori e uno dei più grandi poeti del Novecento italiano. «I libri», è l'affascinante tesi sostenuta da Daniela Marcheschi, curatrice del Meridiano di Pontiggia e di vari saggi su Neri, «erano ciò che restava del padre bibliofilo. Amarli è stato un modo per continuare ad amare il padre».


Per ordinare il libro
o per chiedere una copia gratuita per recensione,
inviare une-mail a dialogo.crimeni[]tiscali.it

 
[musicaos][interventi][diario][critica][traduzioni][contatti][commenti][ricerca nel sito]