Giovedì 22 marzo dalle ore 19.00 presso il Fondo Verri Carlo Alberto Augieri
Un antologia critica, che accoglie una bellissima (ed ironica) autocronologia attraverso la quale Lino Angiuli racconta sé, la sua poesia e il suo favolare. Lino è un funambolo della lingua, un acrobata, un giocoliere. L’accoglie intera mischiando il dialetto e le sue sonorità, fondendo antico e moderno in favore di atti che non si fermano alla scrittura, ri-scoprendo la qualità orale della parola poetica, la sua forza comunicativa, il suo germogliare nell’altro. Produrre contaminazioni tra alto e basso, come tra sacro e profano: questa la scommessa di Angiuli, che cerca nella nobile povertà del dialetto un luogo privilegiato di verifica. |
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