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La Puglia, glorie
e patimenti culturali
di Mauro Marino (fondo verri l.c.)
La Puglia, l’ascolto da qui, dal lembo di
margine di un osservatorio, nella convinzione e nell’illusione insieme,
di operare in favore della Cultura. Un azione quotidiana, costante, fatta
di iniziativa, di incontri, di occasioni: il Fondo Verri Libero Cantiere
a Lecce, fondato nel 1999 favoriti da una misura URBAN attivata dal Comune
di Lecce in favore di imprese artigiane e di iniziativa culturale operanti
nel centro storico.
Qui frequento notizie, ricevo visite, provo la sintonia con l’accadere.
Da qui, la Puglia, appare affascinata, innamorata del battere salentino,
significativa andatura di una inesausta stagione ancora in-divenire, trasversale
ai modi dell’ espressione e il teatro, il cinema, la musica soprattutto,
la danza, le scritture, moltiplicano in efficacia la forza d’osare,
di finalmente aggirare quel muro d’indifferenza che relegava il
Sud del Sud, le sue visioni e i suoi visionari, in un disarmante esilio
culturale. Il Salento, Bari, alcune nicchie garganiche, la valle D’Itria,
le aree di vasta seminazione, con le differenze ambientali e le diverse
geografie sociali ma con andirivieni sempre più frequenti, per
scambi artistici, per supporti di competenze, tutele teoriche e tutele
di tradizione. Aree Culturali che rappresentano la qualità d’un
idea del fare sempre più connessa, sinergica, nella costruzione
di una tensione unitaria, d’ambiente culturale, di rete capace di
attenzione, di sguardo, di relazioni, di scena e di pubblico. La febbre
creativa sconfina, rompe i margini, diviene in tutta la sua benefica virulenza,
sollecita l’intera regione e le sue responsabilità amministrative
ad individuare un calibro capace di governare la complessità dell’
attuale andamento della produzione culturale autoctona, accogliendo le
necessità di vocazioni in atto nell’operare spettacolo e
cultura, nell’invenzione di eventi e di iniziativa culturale. Nell’immaginario
di molti rinnova la sua forza, la matrice meridiana e mediterranea: la
Puglia terra di attraversamenti, di lingue, di differenze, di radicamento
popolare e di patimento contemporaneo diviene una possibilità interpretativa
da accogliere, da indagare, da trasporre in ricerca e in fare. Non è
più occasionale, affannata, la scelta. Pratiche ed invenzioni fanno
il passo con momenti di alta intensità, di consapevolezza e responsabilità
espressiva: numeroso, grande aggregato, quello della creatività
in Puglia. Un progetto plurale in affinamento. Agire l’arte è
pensiero che nutre, colto e condiviso nella occasione della scena e dell’ordinario
quotidiano.
Come si può intervenire politicamente è riflessione importante.
Come costruire un interazione capace di accogliere la pluralità
di istanze tutte utili, necessarie, degne di attenzione? Numerosi sono
i livelli come variabile deve essere, la modalità degli strumenti
da creare per governarne questa complessità. La prima necessità
è di sdoganare gli assessorati alla cultura dalla custodia centralista.
L’assessorato alla cultura deve essere ufficio funzionante, attivo
ed incidente con strategie capaci di integrare esperienze, di accudire,
promuovere e valorizzare il patrimonio culturale di una città,
di una provincia, della regione. Ufficio sicuramente da modernizzare a
partire dalla necessità di organizzare in esso competenze capaci
di esprimere un lavoro non routinario e burocratico ma altamente creativo
nella costruzione non solo di eventi ma soprattutto di eventualità.
Quale sguardo oggi questi assessorati esprimono nei riguardi delle realtà
in cui operano? Quanto sanno delle intensità espressive in atto,
di quelle in divenire? Quanto conoscono? Quanto desiderano conoscere?
Già da lì operare la vocazione dello sguardo e dell’attenzione
renderebbe possibile una qualità differente nelle scelte di politica
culturale. ‘ Stare attenti nel cammino ’ è l’arte
di chi sceglie operare nella mediazione culturale e, ruolo mediano, è
anche connettere, servire, preparare, accogliere l’occasione dell’incontro.
E’ lì il motore, nell’entusiasmo, nella certezza della
qualità possibile se si è capaci di operare armonizzando
la spesa senza sperperarla in operazioni di sola immagine, di vetrina,
superficiali e anti-culturali. Bassamente televisive. Armonizzare non
è escludere, certamente vuol dire dare strumenti, dare opportunità
d’esperienza e di vita a chi sceglie di fasi autore, interprete:
artista. Guardare questa sponda di popolo non è certamente facile
o semplice. L’agire creativo è patrimonio comune, appartiene
a molti, e molti hanno necessità di sguardo, di confronto, di critica.
Molte sono le voci e chiudere in una pretesa solo d’eccellenza significa
escludere ciò che eccellenza può divenire. La regione è
traversata da artisti che hanno riscattato ruolo e dignità nelle
comunità che abitano, hanno saputo rispondere con l’invenzione
dell’arte - del proprio esprimersi - al vuoto di futuro. Adesso
sono al servizio della lingua comune, patrimonio essi stessi da accudire
e crescere.
Info
0832-304522.
associazione culturale Fondo Verri libero cantiere
via santa maria del paradiso 8_lecce_0832-304522_fondoverri[
]tiscali.it
leparoledidentro.splinder.com
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