SABATO 8 GENNAIO 2005 ALLE ORE 20 SI APRE LA MOSTRA
“TRA MATERIA E COLORE-
DI
VITO RUSSO E SANDRO MARASCO

La mostra sarà aperta tutti i giorni dalle 18 alle 21 fino al 18 gennaio
L’associazione Raggio Verde continua nel suo intento di essere “finestra” sulle tendenze artistiche contemporanee. Dopo la mostra, in novembre, “Tridimensionalità della forma” dove abbiamo visto il coagularsi della scultura di Giovanni Scupola, con il bianco, il nero ed il rosso del marmo ed il blu elettrico dei plastici di Giuseppe Mingolla, continua l’incontro-confronto di idee ed esperienze tra gli artisti.
“Tra materia e colore” è, ancora una volta, un binomio dove materia e colore s’incontrano
Laddove Marasco con le sue tele graffia gli occhi di chi guarda scavandolo fin dentro l’anima, prospettando una presenza già assenza che nasce dal rosso e si consuma nel giallo; Russo narra, con la pietra, il marmo, la terracotta, un’idea che si tramuta in materia e diventa nucleo vitale nel tempo e nello spazio in una levità che sembra una carezza.

Vito Russo - PortaleVito Russo nasce a Salve nel 1948, si diploma all’Accademia di Belle Arti di Lecce nel 1973, dal 1966 insegna arte scultore presso l’Istituto d’Arte “G. Pellegrino”di Lecce. Numerose sono le sue personali e collettive, partono dal 1967, in varie città italiane ed europee, Le numerose esposizioni collettive e personali lo hanno portato nelle sedi più prestigiose delle città italiane e all'estero. Sue sculture figurano in collezioni pubbliche e private. Numerose sono le opere realizzate su commissione tra i quali i Santi, la
Chiesa e il Popolo, cinque pannelli dipinti ad olio su legno, Chiesa di San Giovanni , Elemosiniere Morciano di Leuca, il monumento marmoreo "P.Pio e la
sofferenza" in piazza Unità d'Italia ad Andria, "Verso l'infinito" terracotta policroma esposta in occasione del Congresso dei Padri Trinitari per l'VIII centenario della fondazione dell'ordine presso l'Università Urbaniana in Roma.
Per la prossima primavera è prevista l'inaugurazione del portale realizzato per la chiesa dei Santi Martiri San Giovanni Battista e Maria Goretti a Taurisano.
“In ogni materia che incontri ci sono infinite forme, tante quante la mente ne sa creare” dice Vito Russo, che sa creare infinite forme con materiali molto diversi dove all’eccezionale sicurezza formale si coniuga l’armonia della materia (granito, marmo, terracotta, ulivo, quercia) .
Scultore dalla tempra forte, schietta, vigorosa, lo definisce Maria Teresa Ingrosso, come la terra di Puglia, in cui è evidente il confronto-scontro dialettico tra Natura e Progresso, insieme in perenne antitesi-sintesi che lega e incatena in un abbraccio che può essere mortale. Le inquietudini dello scultore trovano la via dell’espressione artistica al di là di qualsivoglia accademismo, alla conquista di una poetica, che, con l’amore al blocco unitario, si pone tra la logica e il dinamismo dell’espressione…l’opera d’arte è e rimane a noi così, proiettata nello spazio e nel tempo, en plein air, scevra di retorica, provocatrice di sollecitazioni e allusioni culturali, vivida di luce e di energia vitale.

Sandro Marasco, Popinga, olio su tela 30x40,200 Sandro Marasco, nasce nel 1973 a Presicce, nel 2001 si diploma all’Accademia di Belle Arti di Urbino.
La sua opera inizialmente ispirata dalla letteratura, è approdata alle immagini urbane o rurali, quasi sempre deserte, immerse in un silenzio angosciante nelle quali, l’uomo, proprio nel suo non esser presente, diventa invece protagonista -.
Di recente ed è stato selezionato tra i trenta finalisti nel Premio di Pittura CARLO DALLA ZORZA 2004 ed è stato presente alla mostra mercato d'arte contemporanea ArtePadova -
Ha esposto, con Spazio Galleriastudio2 , alla Fiera dell'arte moderna e contemporanea
meditazione di grandi vini italiani, Vineart - Bolzano
L’attualità di Marasco è nel dramma dell'essere uomo oggi, in questo tempo.
Marasco non "grida". Anche quando l'artista accetta di incontrare l'uomo, anche quando, per gioco o per forza, la vita sta ancora passando e non sarebbe ancora il momento... Il pennello fruga tra i dettagli. E l'angoscia e l'attesa dei personaggi, più che in quelle mani tra le mani, più che nella lontana espressione del viso, la si ricava dall' "Hoffmaniano" gioco di ombre e luci che danza sullo scalone.
E' un atteggiamento notevole, a tratti anacronistico. Nell'era dell'immagine, dei grandi e così piccoli fratelli, in un tempo in cui si ripete fino alla noia la tragedia dell'apparire che sovrasta l'essere, c'è ancora qualcuno in grado di trasmettere idee da dietro le quinte, nascondendo se stesso e i suoi personaggi... dando la precedenza ai luoghi, agli ambienti.
Controcorrente. Ma con eleganza, misura, senza rumore, Marasco ha una pittura silenziosa, discreta. C'è solo il suono della pioggia sull'asfalto, il rombo di un motore lontano, un soffio di vento, i passi di una donna nel portone... magari la musica di un sax in sottofondo.