Libreria Icaro - Fondoverri - Presidi del Libro

17 Marzo 2007, dalle ore 19.00
presso il Fondo Verri, in via Santa Maria del Paradiso

A vent’anni da Totò Toma
recital di poeti e di poesia

partecipano:

Antonio Errico, Maurizio Nocera, Pierluigi Mele, Renato Grilli, Marco Graziuso, Piero Rapanà, Eliana Forcignanò, Mauro Marino …

Un giorno di questi
farò di tutto,
tutto farò filare liscio,
i pensieri e gli occhi
anche le nuvole raddrizzerò.
La mia ascia
sarà inesorabile.
[…]

Sabato, 17 Marzo 2007, dalle ore 19.00 presso il Fondo Verri, a Lecce in via Santa Maria del Paradiso, recital di poeti e di poesia dedicato a Salvatore Toma a vant’anni dalla sua scomparsa.

Voce essenziale dell’ultima poesia del Novecento salentino.

Partecipano: Antonio Errico, Maurizio Nocera, Pierluigi Mele, Renato Grilli, Marco Graziuso, Piero Rapanà, Eliana Forcignanò, Mauro Marino.

Salvatore Toma nasce a Maglie, nel Salento, l'undici maggio del 1951. Prende il diploma di maturità classica, ma rinuncia ad intraprendere carriere e a costruirsi una vita cosiddetta borghese, e prosegue la sua esistenza in una vita appartata, tanto più libera e consona al suo carattere quanto più distante dai suoi concittadini e dal mondo moderno, ed è qui che ha la possibilità di dispiegare la sua poetica. Il giovane Toma visse per lo più nell'appezzamento di terra della famiglia, nei dintorni di Maglie, dove allevava cani di razza inglese, e in un querceto, detto "delle Ciàncole", dove trascorreva ore su un certo albero. Il suo vivere stravagante e solitario era un riflesso del suo carattere votato a una naturalità selvaggia e pura. Cominciò precocemente l'uso dell'alcol che lo accompagnò per tutto l'arco della sua breve vita, e che esasperò in lui la sua carica di passionalità e di desolazione. Morì nel marzo 1987, a trentacinque anni.

Tre sono i temi fondamentali della poetica di Toma: il senso della morte e l'atto del suicidio, l'amore verso gli animali e i sogni. Essi sono animati da convinzioni profonde: per Toma il sogno è in grado di trasformare il mondo intero nella sua favola; il vivere a contatto con la natura gli diede la possibilità di scoprire "nell'ingenuità " misteriosa degli animali una superiore purezza, un senso di definitivo, una superiorità profonda nei confronti dello stretto mondo degli uomini. E poi c'è il tema della morte e della vita, e del suicidio, tema più ampio e che, bene o male, riveste tutta la poetica dell'autore. Ciò che rende potente la scrittura di Toma sull'argomento del suicidio, è la validità sicura e alta che egli dà a quest'atto da tutti ritenuto vile e orrendo. Egli è dalla parte di chi si suicida, e non vi vede alcunché di vile nel "farsi fuori"; e se il mondo impone che "suicidarsi" non è cosa buona, è perché il mondo non vede quanto poco buono sia esso stesso.

I Semi di Marzo - Rassegna di libri e di autori a cura di Mauro Marino

 

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