Stefano Donno
Ani DiFranco, Self Evident, poesie e disegni
Minimum Fax, Roma, 2004

Ani DiFranco é nata a Buffalo, nello Stato di New York, nel 1970. Assai precoce nel dimostrare le sue doti di chitarrista e performer, ha pubblicato il suo primo album nel 1990. Ne sono seguiti altri quindici, fra cui Little Plastic Castle (1998), Reckoning/Revelling (2001), Evolve (2003) e il recentissimo Educated Guess (2004), tutti prodotti dalla sua etichetta indipendente e caratterizzati da una forte dotazione artistica ibridante miscele folk e rock, dove si alternano sincerità emotiva e impegno politico, che l'ha cinta d'alloro come una delle icone della scena musicale indie americana. Potete farvi un'idea girando per il sito www.righteousbabe.com. Parlare di Ani DiFranco e del suo Self evident, mi sembra necessario come il dover bere un bicchiere d'acqua, o farsi la barba tutte le mattine, o seguendo le più naturali necessità fisiologiche ... L'operazione effettuata dalla Minimum Fax che in esclusiva mondiale, pubblica le poesie della DiFranco, alcune del tutto inedite, altre già registrate nei suoi album (dove ci muoviamo sulle categorie del "poetry slam"), mi sembra che renda onore a quanti sentano la necessità oggi, di volersi accostare ad una poesia contemporanea altra, in questo caso d'oltreoceano, e che si muove su crinali sicuramente entusiasmanti per chi si nutre di versi quotidianamente. Si tratta di testi dove la forza poetica sfonda le barriere del suono, diviene ironia sulfamidica, rabbia e canto di critica sociale. I versi di Ani, raccontano l'oscillare continuo che accompagna una giovane donna, conscia del bidimensionalismo del suo essere forza e debolezza, giovane donna che megalopticamente guarda all'America di oggi, quella però vista magari dagli occhi di un Chomsky, dopo l'11 settembre, o di una artista, meravigliosi i suoi disegni, che è lontana dalle lusinghe dei facili slogan, portatori di lobotomia da mercato spettacolare. Splendida come sempre la cura del libro da parte di Martina Testa. Vorrei chiudere questo mio intervento riportando i versi di una poesia della DiFranco che ho ormai custodito gelosamente tra le maglie del mio sancta sanctorum neurale: " quando avevo 4 anni/ hanno provato a misurarmi il QI/ mi hanno dato una figura/ con tre arance e una pera/ mi hanno chiesto qual'è diverso/ qual'é scompagnato?/ mi hanno insegnato che diverso/ vuol dire sbagliato.)

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