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Il Pasto nudo di Zio Bill
William S. Burroughs II nasce a St.Louis (Missouri) il 5 Febbraio 1914, ultimo erede della Burroughs Adding Machine Corporation. Ad otto anni d’età, riceve in regalo la prima pistola e scrive la sua prima storia… ed è un buon inizio. Caro lettore, ho intenzione di scrivere un articolo sul libro Pasto nudo alla maniera del vecchio zio Bill: usando il cut-up. Iniziamo dalla fine del libro, lì dove Zio Bill scrive: <<Uno scrittore può scrivere soltanto di una cosa: DI QUELLO CHE C’è DAVANTI AI SUOI SENSI AL MOMENTO DI SCRIVERE…Sono uno strumento di registrazione…Non presumo di imporre una “storia”, una “trama”, una “continuità”…Finché riesco a registrare DIRETTAMENTE certe aree del processo psichico posso avere funzioni limitate… Il mio obiettivo non è quello di intrattenere…>>, chiaro. L’autore cerca di proteggersi dai luoghi comuni, di cui la letteratura sovrabbondava, e dall'eccessivo razionalismo con l’uso della tecnica. Il nome della tecnica è cut-up. Zio Bill studia prima nel New Mexico e poi ad Harvard, dove si laurea nel 1936. Nel 1939 si taglia il dito mignolo, come "parte di un rituale di iniziazione indiano" e lo mostra al proprio analista che lo fa internare a Bellevue. Nell'estate del 1942 si trasferisce a Chicago, dove lavora per un'azienda di disinfestazione. Di nuovo a New York, conosce Allen Ginsberg, Jack Kerouac, Lucien Carr e David Kammerer. In cosa consiste la tecnica del Cut-up. Tutta la letteratura di zio Bill è una sorta di gioco a scatole cinesi, l’intera sua opera letteraria può essere considerata come l’espansione del metodo del cut-up; come fosse un grandissimo mosaico suddiviso in blocchi, che si sovrappongono, si incastrano l’uno dentro l’altro, spariscono per poi riapparire in punti diversi. Ogni romanzo è come una selezione di un certo numero di questi blocchi; da lui chiamati routine. … Ancora arrestato per possesso di droga, zio B. si trasferisce a Mexico City nel 1949. Il 6 Settembre del 1951, in un bizzarro tentativo di imitare Guglielmo Tell, egli uccide accidentalmente Joan( sua moglie). Nel 1954 si trasferisce Tangeri, in Marocco, dove Kerouac, Ginsberg e Peter Orlovsky lo raggiungeranno nel 1956. Kerouac aiuta Burroughs a revisionare "The Naked Lunch" (Il pasto nudo), il cui titolo pare sia un suggerimento dello stesso K. Le routine, pezzi composti quotidianamente da zio B. e accumulati in pile disordinate, avevano dei punti di intersezioni che rimandava sia ai libri già scritti che a quelli futuri che aveva in mente di scrivere. Da questa pila egli sceglieva un certo numero di routine e li destinava alla pubblicazione. A Parigi, dove si sposta nel 1958, incontra Maurice Girodias della Olympia Press, che decide di pubblicare "The Naked Lunch". Subisce un processo per oscenità. Ogni romanzo di zio Bill è come un diverso livello di un videogame. In ogni nuovo romanzo si ricomincia da capo, con nuovi informazioni e nuovi personaggi; ma non si arriva mai ad una soluzione finale. Nel successivo romanzo si passa ad un altro livello, dove c’è un tassello in più che ti rinvia ad altri livelli ancora, di romanzi passati e futuri. E’ la tecnica del cut-up che fagocita tutto. Tanti romanzi e un solo libro. Il figlio di Burroughs, Billy, muore in povertà dopo una vita dura e solitaria il 3 Marzo 1981. E credo- ma potrei sbagliare?!-, che a zio Bill non gliene fregasse molto. Dopo “l’incidente” della mela, il Burroughs senior tolse- giustamente- il piccolo dalle mani di Bill. Una parte della critica ha definito l’intera opera di zio B. un circo con numeri ricorrenti: il cut-up, le continue visione magiche e antropomorfiche, l’ironia sul dottor Benway- quello che operava anche con una scatola di sardine arrugginita-, l’impiccagione durante l’atto sessuale. Il lettore sceglie i suoi numeri circensi preferiti e può, all’occorrenza, scorrere le pagine che non lo interessano o aprire il libro a caso; e formare così un proprio montaggio mentale. Per dirla in una formula: partecipazione attiva del lettore. Nel 1982 zio B. viene accettato dall'American Institute of Arts and Letters. Morirà il 2 Agosto 1997, nel Kansas, per un attacco cardiaco all'età di 83 anni. Pasto nudo. Il libro ha una trama spezzata, stravolta da incisi, digressioni, flashback. L’“atmosfera”- visto che non posso affermare tema- che lega l’intera opera è la disumanizzazione dell’uomo tossicomane e del sesso. I vari usi e consumi degli stessi è allucinante – nel senso inverso a quello di W. Blake, ma di pari potenza d’invenzione. Trovo anche una forte presenza del marchese de Sade; in particolar modo il cortocircuito fra rito sessuale e ripetizione monotona dell’atto, come nelle 120 giornate di Sodoma. E’ chiaro che non dobbiamo leggere questo come il tentativo di un autore-delinquente di voler “guastare le menti dei giovani”, ma anzi è una denuncia della “realtà”. E’ proprio attraverso la sua personale esperienza nei meandri della follia, della degradazione e della perversione, per raggiungere alla fine il nulla, un nulla-incubo che non poteva che essere descritto solo attraverso una scrittura incubo, che l’autore registra (vedi le prime parole di Zio B. all’inizio di quest’articolo), l’ipocrisia della società americana. Nell’introduzione zio B. attacca
il fariseismo dell’industria farmaceutica che non fa ricerca sulle
cure adatte a guarire dalla tossicodipendenza (affermando che la tossicodipendenza
è una malattia o epidemia); attacca la simulazione dei funzionari
governativi denunciando illeciti guadagni sulla pelle del tossico (ghiacciante
la battuta del funzionario: E la droga è una grande industria.
Ricordo di aver parlato con un americano che lavora per la Commissione
sull’afta epizootica in Messico. Seicento mensili più rimborso
spese: <<Quando durerà l’epidemia?>> mi informai.
<<Finché riusciamo a farla durare…Sì…
forse scoppierà anche in Sudamerica>> rispose lui con aria
sognante- esempio di humour nero).
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