|

Luciano Pagano
Audiodrome. Filmica in lingua minore.
di Andrea Ferreri
Andrea Ferreri,Audiodrome. Filmica in
lingua minore, Rizomaedition, 2005, pp. 72, rizomaedition[at]libero.it
“audiodrome non è
un sistema, né una struttura organizzata. audiodrome sfugge ad
ogni controllo. audiodrome è la connessione casuale dei suoni
più disparati. è evento sonoro del mondo circostante.
audiodrome è in ogni luogo”
In
una Londra grigia, afflitta da una pioggia eterna e fastidiosa, ai limiti
della catastrofe naturale, un uomo riesce a trovare una ragione che gli
permetterà di elevarsi al di sopra dello squallore in cui versa
la sua vita, la sua quotidianità di lavoratore suburbano all’interno
di un ufficio, 12 ore al giorno, dalle 8 alle 20, senza sosta.
L’elemento scatenante della vicenda è casuale, un invito
per prendere parte gratuitamente ad una mostra che ha come tema centrale
la musica. Questo il pretesto di “Audiodrome”, esordio narrativo
di Andrea Ferreri, prodotto dalle Rizomaedition a Milano, un testo Nocopyright
stampato con licenza Creative Commons. La prosa di Andrea Ferreri è
pulita, non ridondante, senza eccedenze. La vicenda si svolge in una città
dove i palazzi di notte si trasformano in Babilonie, ogni palazzo una
babilonia di diversi piani dove tutto può accadere, dove di notte
è difficile restare vivi se non nascondendosi nel proprio appartamento.
Il sottotitolo dell’opera “Filmica in lingua minore”,
comunica la scelta di narrare in maniera asciutta e descrittiva, coincidente
con la scelta di un lessico reale, tangibile, diretto. “Sapevo di
essere in anticipo per quel genere di party, ma non riuscivo a resistere,
dovevo uscire per forza, avevo la rota ed ero troppo carico per restarmene
a casa. Uscito, andai a prelevare un po’ di soldi al bancomat sulla
Stanford Street. poi entrai nel primo negozio che trovai aperto e comprai
sigarette e ricarica del telefono. Mentre uscivo dal negozio, con la testa
bassa, intento a grattare il codice della ricarica, urtai con la testa
contro il petto di un omaccione di centodieci, centoventi chili. Lo sentii
pesantemente travolgermi. – MERDA! -“
A questo si unisce la presa diretta del racconto, costante punto di vista
della narrazione, dall’unione di questi due elementi, lingua aderente
alla realtà, senza sbalzi e velocità della ripresa e trasmissione
delle immagini, nascono momenti che slittano in dimensioni poetiche: “Pagai
il conto e lo salutai. Rimase con lo sguardo torvo, fissato su qualcosa,
seduto sullo sgabello, con le gambe rigide e le braccia appese sopra un
corpo mortificato. Sembrava un manichino in disuso, buttato in un seminterrato
e lasciato morire in una postura scomposta”.
Andrea Ferreri, con il suo esordio, costruisce una dimensione letteraria
che non va fuori misura, sicuramente degna d’attenzione, dove innesta
le due idee di critica al cinismo della metropoli e pensiero fantascientifico-cerebrale,
situando la vicenda in un presente/impresente sospeso, dove Londra, ad
un certo punto, svanisce in non-luogo malgrado la puntualità dei
riferimenti geografico-verbali. Le vicende del protagonista continuano,
ad un certo punto, dopo il suo licenziamento, tutto prende una nuova piega,
il suono diventa una costante della sua vita, la nuova interpretazione
di esso ed il nuovo porsi nei confronti del vissuto sonoro portano il
cambiamento nella sua esistenza. “il suono mi stava cambiando, aveva
la forza di farmi fare e pensare cose che precedentemente avrei reputato
come vere e proprie pazzie, stavo diventanto come lui, di getto, immediato,
senza mezze misure”. Il suono cambia la vita del protagonista, o
almeno così intende farci credere l’autore, da questo punto
in poi la vicenda, fino al finale, prenderà un’altra dimensione,
il suono non è più qualcosa che viene semplicemente percepito,
sentito, udito, ascoltato, suonato; il suono diviene così pervasivo
da invadere il corpo del protagonista, decidere per lui, fargli provare
ogni genere di sensazione attraverso il vissuto sonoro, ripeto, fino al
termine della narrazione, dove, tra suono e protagonista non ci sarà
più differenza.
Audiodrome è una short novel in cui viene ricostruita un’atmosfera
da orrore metafisico, non vediamo cosa accade, possiamo soltanto immaginare
che cosa sta succedendo, nulla ci è dato di sentire, le pagine
fruscianti nascondono un segreto, la prosa asciutta e scorrevole di Andrea
Ferreri e la trama avvincente compiono il resto. Buona lettura.
Audiodrome è distribuito
a Lecce presso la LIBRERIA ERGOT, in
Piazzetta Falconieri |