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Pamela Serafino
Francesco Jovine
Scrittore meridionale, suo paese natale è Guardialfiera in Molise,
Francesco Jovine fu quello che si suole definire un intellettuale ‘impegnato’.
Nato nel 1902, testimone diretto dei due eventi bellici che sconvolsero
il secolo, accompagnò sempre, alla sua famosa produzione letteraria
(romanzi, racconti, commedie) ricordiamo per tutti il romanzo Signora Ava,
un’intensa attività saggistica, con la quale non di rado approfondiva
o riprendeva i temi trattati nelle sue opere. Patrizia Guida docente di
letteratura italiana contemporanea all’Università degli studi
di Lecce raccoglie per la prima volta in un libro la quasi totalità
della produzione critico- saggistica di Jovine che abbraccia poco meno di
trent’anni dalla recensione del 1927, La tragedia del mondo nella
poesia civile di Giovanni Pascoli, agli articoli apparsi sull’ “Unità”
fino all’aprile del 1950, anno in cui morì, per fornire le
linee dell’estetica joviniana, e la sua posizione all’interno
della storiografia letteraria. Il volume della Guida traccia un percorso
inedito nel panorama critico dello scrittore molisano, infatti, rispetto
ai contributi monografici, risalenti in particolare agli anni 70-80, la
studiosa analizza la figura di Jovine saggista e giornalista. In questo
ambito lo scrittore molisano non crea una struttura teorica solida e non
asfittica paragonabile ad altri autori del suo tempo, come, ad esempio,
quella di Calvino o Vittorini, ma, secondo la Guida, si può evincere
dai suoi articoli di immediata divulgazione, rivolti in gran parte ad un
pubblico di non specialisti e pertanto, prolilematica, la configurazione
di un’estetica che, sebbene non sistematica, è originale per
la sua presa di posizione rispetto a quella dominante. Nei suoi scritti
giornalistici Jovine evidenziava, infatti, una relazione tra la poetica,
il gusto, l’ideologia di un autore trattato e l’arte in generale.
Dall’analisi dei testi, ordinati secondo l’ordine storico-cronologico
generale, estendendo la periodizzazione alle singole testate, la Guida evidenzia
le costanti della produzione saggistica, sia pure nell’evoluzione
dei diversi caratteri sia sul piano ideologico che su quello stilistico
dello scrittore-saggista, nell’impegno della militanza. Per Jovine,
invero, l’articolo-saggio era uno strumento per veicolare la cultura
intesa nel senso progressista della tradizione illuminista. Non a caso,
già negli anni precedenti la seconda guerra mondiale, l’idea
di un impegno sociale lo spinge a trattare di autori quali Alvaro, Silone,
Moravia, che sono indicativi di una scelta non solo estetica ma anche etica.
Il concetto di engagement prende poi maggiore vigore a partire dal 1945
quando Jovine indirizza i suoi scritti ad un pubblico proletario, collaborando
esclusivamente con riviste comuniste. Il suo impegno di questi anni mira
alla costruzione di una nuova società e di una nuova cultura che
hanno come modello di riferimento la società sovietica. Nella sua
accurata analisi, espressa nel saggio introduttivo ai testi, la Guida enuclea,
inoltre, i passaggi cruciali di questa evoluzione saggistica in senso ideologico,
indagando i legami e le influenze dello scrittore con le ideologie del suo
tempo. Così, a partire dagli anni 30, Jovine assume un atteggiamento
critico nei riguardi dell’estetica crociana attraverso la lezione
di Borghese, Tilgher e De Sanctis, che gli offrono un modello critico di
riferimento alternativo rispetto all’impostazione crociana dell’arte
come “figurazione irriflessa dello spirito”. Così come,
da un iniziale avvicinamento al fascismo, che si mostrava sensibile ai problemi
delle masse, ne prende le distanze non appena si rende conto della sua compromisssione
con le classi dominanti. Grande attenzione, inoltre, Jovine, quale molisano,
riserva alla questione meridionale, la cui conoscenza aveva approfondito
attraverso lo studio delle opere di Dorso, Salvemini, Fortunato, indagando
le cause del malessere economico e sociale del Sud e individuando, nell’educazione
al popolo e nella sua presa di coscienza, una strada per eliminare il divario
nord-sud. |