Marta Ampolo

Quattro istantanee su.

6° Festival del cinema europeo.
Old Boy
Se mi lasci ti cancello
Der Untergang (La caduta)








6° Festival del cinema europeo.
Lecce 5/10 aprile 2005.
Martedì.
Grandangolo di un lungo corridoio, bianco e nero, sottesi toni verdastri, claustrofobiche intimazioni alla fuga, in breve, Symmetria, film polacco in concorso.
Attraversiamo i fotogrammi seguendo un'innocenza, mai del tutto svelata, ingabbiata in sospensioni burocratiche, in piccoli spazi poliedrici che si ripetono costantemente attraversati da corse d’eventi soggette a relative verità.
Andatura lenta.
Finale intuibile.
Pausa.
Grandangolo. Pesanti tende porpora sul fondo.
Corridoio del Santa Lucia…calca
Andatura lenta.
Finale intuibile…
…quarta fila sulla sinistra , alle spalle la scolaresca di turno. Dolore al collo.
Secondo film.
How i killed a saint.
Bel titolo.
Macedone.
Chissà perché da un po’ i film provenienti da “una certa area” si dipanano attraversati da brezze d' antiamericanismo sottile (anche non tanto sottile) su sfondo bellico con scena tipica: silente passeggiata su campo minato.
Pausa pranzo… a seguire Puglia Show (rassegna di corti di giovani registi pugliesi), entrambi opinabili, fatta eccezione per la mano stilosa di Schirinzi.
Mercoledì.
Vorrei urlare saltando a piè pari “Viva l’Islanda”, se solo ne conoscessi un po’ di più, la mia euforia per ora è basata esclusivamente su Niceland, film delizioso, semplice storia di sentimenti scevra da stilemi e semplificazioni.
Intelligenze che il sociale non riconosce, intelligenze diversamente abili, percorsi tra bambolotti e rottami alla ricerca del senso dell’esistenza, guru improbabili e colombe provvidenziali…
Breve pausa.
Ci tuffiamo in un silenzio livido di matrice tedesca, Fallen, pseudo-suicidi e valanghe di riflessività e senso di colpa…lo confesso, a tratti tendevo l’orecchio a captare le chiacchiere dei ragazzi alle mie spalle.
Emerging European Filmakers. Belli gli incipit…poi il dvd si bloccava (sospetto boicottaggio dei cortisti pugliesi).
Giovedì.
Ungheria. Guarden Secrets ...è intelligente ma non si applica.
Ruins. Il finale spettacolare riscatta l’andamento medio-godibile di un film sloveno-stanislavskiano che rimescola sentimenti del reale e meta-sentimenti di scena.
Corti Dams Salento.
Venerdì.
Tu devi essere il lupo… “italian fiction style”.
Febrer.
29 febbraio. Una città onirica che si stempera lenta…Lars viene a conoscenza del suicidio della sua ex… nell’appartamento della scrittrice ritrova video e audio cassette che ne trattengono tutta la vita.
Per tre giorni liquidi si ritaglia un angolo di mondo largo quanto un appartamento, fa i conti coi fantasmi da voyeur ossessionato e ricercatore paziente…le domande restano sospese…ma restano.
Sabato.
Yasmin.
Una giovane pakistana in equilibrio dinamico tra tradizione e indipendenza...le torri gemelle si sbriciolano in una mattinata…sospesa, deve cercarsi nuovi equilibri.
(Lo sceneggiatore e quello di Full Monty).
Meglio Full Monty.
Cambio sala.
Il film vincitore.
My stepbrother frankestein.
La guerra che ti resta dentro, la guerra che non si vede… si riapre la ferita dei non amati.
La società teme ciò che ha contribuito a creare.
Buone intenzioni innescano conseguenze pericolose; a tratti crollano le sicurezze…
Chi subì continuerà a subire…e che il resto del mondo dimentichi pure.
Domenica .
Grandangolo del corridoio.
Andatura lenta.
Finale intuibile.
Mi risparmio la cerimonia.

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OLD BOY

Regia: Park Chan-wook
Interpreti: Choi Min-Sik Yu Ji-tae, Kang Hye-jung
Durata: 119’


15 anni di reclusione forzata senza sapere il perché…15 anni in una stanza con tv, letto, cibo, a specchiarsi nella carta da parati geometricamente decorata, a tracciarvi la sagoma di un ipotetico compagno d’allenamento; 15 anni tatuati sulla pelle, 15 anni a sforzarsi di capire… poi, d’ improvviso, una nebbiolina sottile invade la stanza… la moquette diventa un prato con al centro una valigia rossa grande abbastanza da contenere un uomo. Libertà inspiegabile come la prigionia. Riadattarsi e cercare un senso. Oh Dae-so si muove rabbioso e placido in atmosfere verde acido tinte di rosso. Tarantino sonnecchia dietro l’angolo, dietro i corpi ammassati, dietro i colpi di scena, shocking color dove tormentati e curatissimi aguzzini si alternano ad ignari volti femminili i cui occhi riflettono il disfacimento fisico e psichico dell’uomo…il tutto emulsionato a ritmi variabili crea una composizione rivelatrice della Corea d’oggi. Un Paese che nel giro di trent’anni è passato dal livello economico dell’Uganda a quello di uno dei primi dieci del mondo, mantenendo tradizioni e legge dell’onore (vendetta inclusa) e inserendole in un universo ultra-moderno.

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SE MI LASCI TI CANCELLO
Disponibile in dvd

Una traduzione impropria dal titolo originale Eternal Sunshine of the spotless mind, una risposta impropria dalla sala, c’è chi aspettandosi Ace Ventura si chiude la porta alle spalle insoddisfatto e poi c’è la “nicchia” che snobba Jim Carrey.
Il film dell’ex regista pubblicitario Michel Gondry attraversa cromatico i ricordi di due innamorati pentiti, poi pentitisi del pentimento avvenuto sul confine caduco della passione che fatica a perdurare nel tempo, che piano svela l’altro come un totale eterogeneo, debole come noi, e se già fa paura gestirsi le proprie paure… meglio una decisione di cui potersi lamentare, meglio trascinarsi tra la gente avvolti in una compiaciuta melanconia degna dei più romantici e maledetti.
Ma se il dolore è troppo? Se la solitudine non ci ripaga con l’autonomia emozionale che, saldato il prezzo di una scelta che siamo fieri proclamare adulta, credevamo di strapparle?
La scienza e le sue evoluzioni (come le spirali di un buffo oggetto volante) propongono la soluzione: per non soffrire basta non avere coscienza dei fatti, basta non averne memoria… cancelliamo tutto, facciamo un prezzo buono, non hai che da mettere in un sacco tutto ciò che la riguarda e sdraiarti, rilassarti.
Così l’amore è solo un processo celebrale calcolabile, sperimentabile… e se l’inconscio non volesse dimenticare? Se qualcuna delle tue immagini mentali si ribellasse?
Vale a dire: stanotte incontriamoci in un sogno…scappiamo tra i ricordi mentre tutto a torno si sgretola , e se la terra sotto i piedi cede, continuiamo a correre... ci sarà un ricordo piccolo e silenzioso ne l quale trovare riparo.

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DER UNTERGANG
(la caduta)

REGIA: Oliver Hirschbieghel
INTERPRETI: Bruno Ganz, Alexandra Maria Lara, Juliane Köhler, Ulrich Matthes
DURATA: 156’

"La cosa peggiore non è che Hitler fosse un mostro, ma che fosse un uomo. Il male fa parte dell'uomo: non possiamo scrollacercelo parlando di mostri", dichiara Joachim Fest (autore del saggio da cui è tratto il film). Hirschbiegel usa il Bruno Ganz di Pane e Tulipani (ma anche l’Angelo de il cielo sopra Berlino di Wim Wenders), il Führer è curato nei minimi dettagli (il trucco è maledettamente efficace, la voce studiata su vecchie registrazioni). Ganz si muove in una fotografia livida, rivelatrice, calato nel bunker accanto a famigliari e fedeli collaboratori, lascia scorrere i suoi ultimi giorni. Forse non è un caso che le trame si svelino alla disfatta. Presentato come un maturo padre di famiglia, sguardo protettivo, portamento fiero, atteggiamento premuroso; eppure questo non fa che renderlo ancora più terrificante, politicamente scorretto. Hirschbiegel gioca a carte con i fantasmi, scende nella cantina a scardinare le ombre, rompe il silenzio dei registi tedeschi sull’argomento(eccezion fatta per the last ten days di Pabst). "I tedeschi sono il popolo che non è fatto per il pluralismo. Noi siamo abituati da sempre a seguire un ordine e un rigore, estraneo ad altri popoli. Quando ci accostiamo alla vita e alla sua pluralità iniziamo a vacillare nelle nostre certezze. Perdiamo ogni fiducia nella vita stessa. Da qui il nostro cinismo…”, dichiara il regista. Fu quindi il paternalismo di Hitler ad accompagnare il popolo al baratro? A coinvolgere le messe in un progetto di limpida follia? Tutta la “tenerezza”, l’umanità, di cui si nutre la polemica sul film, è in realtà un’altra chiave di lettura per spiegare il fascino del Male?

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