Pamela Serafino
su "Lo schiaffo del soldato" della compagnia Asfalto Teatro

 

La compagnia teatrale Asfalto Teatro di Lecce, fondata e diretta da Aldo Augieri, ha rappresentato il 9 e 10 giugno scorsi a Lecce lo spettacolo “Lo schiaffo del soldato ovvero come persi la bussola e vagai come un somaro” scritto diretto e interpretato da Aldo Augieri insieme a Simone Cafiero, Manuela Tondo, Francesco Galli. La rappresentazione ha inaugurato altresì il “Gatto nero” sede di lavoro del gruppo, uno “spazio”, aperto, dinamico, multiplo, poliedrico, un “melting pot”, in cui incontrarsi, soprattutto dinamizzare le esperienze artistiche e non, culturali e non, fuori dai dogmi precostituiti di categorie che talvolta strangolano la dimensione esistenziale dell’arte. Entrare in questo spazio significa prima di tutto immettere la vita, e poi pensare, organizzare spettacoli teatrali, mostre, concerti, feste. Significa ospitare, attendere, ascoltare. Significa incontrarsi e dialogare.
Lo spettacolo inaugurale della rassegna, rappresenta in modo emblematico una denuncia alla guerra, intesa nella sua genericità, perché le dinamiche di fondo che la animano sono sempre uguali e ripetitive. Soffusa da una vena ironica che sfuma la tragicità di alcune scene, la trama mantenuta, nell’intreccio scenico complessivo, nella sua struttura essenziale, e il rifacimento di un’opera di Pierre Klossowsky, Bafometto e narra la storia di un pittore che è costretto dalla vanagloria dei suoi genitori a partire in guerra e ad abbandonare la sua attività artistica. Una volta arruolato il soldato si trova alle dipendenze di un famoso generale che si innamora di lui a tal punto che uccide la moglie e non si occupa più di curare le strategie guerresche che lo condurranno alla vittoria. E alla sua morte è proprio questo il messaggio che il soldato, trasmette al generale, apparendo figura emblematica nella sua ambiguità sessuale. Gli offre il tempo di un’investigazione volutamente portata sul fondo delle memorie incoscienti, dei desideri sfuggiti alla loro norma originaria, dei gesti che vorrebbero essere liberatori.
La trama si arricchisce di numerose valenze simboliche. Sin dall’inizio dello spettacolo si percepisce, infatti, l’uso simultaneo di più procedimenti e materiali espressivi che amplificano i significati delle scene. Così il pittore espone al pubblico i suoi quadri, mentre la musica diviene uno sfondo sonoro costante che si intona alle diverse sequenze attanziali. Subitanea, l’apparizione delle figure rimane leggermente indefinita per lasciare spazio a un “farsi” imprevedibile e ineusaribile, non di rappresentazione fatte ma “da farsi” che si fanno sulla scena, subendo la sollecitazione delle forze che si scatenano di momento in momento per gli improvvisi scatti psicologici degli attori e dei personaggi, secondo una modalità che richiama il teatro di Pirandello. Ma simile anche per certi versi alla commedia dell’arte, come si evince, in alcune scene, dall’uso delle maschere. Il linguaggio dei personaggi acre e di divampante veemenza verbale si accorda pienamente alla plasticità dei gesti ed entrambi, i gesti e le parole, sfiorano tratti di grottesca comicità e ironia amara. Anche il “non sense” diviene gioco per consentire una via di “fuga” liberatorio a ulteriori sensi rappresentativi. Particolarmente interessante il gioco ambiguo con cui l’ironia smaschera e sovverte i topos classici della guerra, la virilità, la forza maschili, continuamente ridicolizzate dalla presenza di figure di uomini flemmatiche, impotenti o omosessuali, e infine dal risorgere del soldato metà uomo e metà donna che concede il dono dell’oblio. Attratto e respinto al tempo stesso, il pubblico era parte di questo dinamismo scenico in cui gli spazi parevano compenetrarsi. La rappresentazione espressa da Asfalto teatro è una tensione, una ricerca che mantiene costantemente in allerta, un cui nulla è definito nel dettaglio e perciò esiste l’imprevisto, l’empatia tra gli attori, un gioco in cui anche chi guarda, può aspettarsi di rientrare.

[musicaos][autori][testi][diario][contatti] [ricerca nel sito][interventi]

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 7/3/2001. Musicaos.it dal 2 gennaio del 2004 è una rivista elettronica autofinanziata
che può essere sostenuta gratuitamente dai suoi lettori e collaboratori cliccando nei link che compaiono qui