Il robot intelligente di Guerre Stellari, ma se era così tecnologicamente avanzato, perchè si esprimeva gracchiando sibili?

Stefano Donno
Sul Post-Umano

Io Robot, un film con tutti gli ingredienti sapientemente dosati per renderlo un prodotto degno di entrare a far parte della nostra memoria collettiva. Un Will Smith in perfetta forma, un lavoro di mecha-design molto post-human ed essenziale, pubblicità a manetta su quelli che saranno le aziende più cool che ci accompagneranno con i loro prodotti nel futuro delle nostre esistenze quotidiane (JVC, Audi, Converse), un’impeccabile lavoro di grafica a 3D e 2D , magiche intersecazione dei due piani iconografici a poligoni cromati rotanti al secondo, e dulcis in fundo il riferimento “colto” all’opera Io Robot di Isaac Asimov, grazie al quale lo star system americano e la sua perfetta macchina del consenso si attiva per sbattere al pubblico di ogni cinema del mondo quello che sarà il domani (?) dell’umanità. Per le tre leggi della robotica, enumerate a tutto campo, da subito, a inizio del film in ritmata sequenza e dissolvenza, il robot, serve all’essere umano e si rivela indispensabile, gli obbedisce, e nulla ad un uomo può accadergli con un così fidato angelo custode. Questa la tesi del film. L’antitesi, scusatemi per il modo d’incedere piuttosto hegeliano, si concretizza nella domanda se questa prospettiva non risenta di un certo dogmatismo, ovvero se non ci possa essere quella x non calcolata, tra le matrici di programmazione a livello di software e hardware, che mandi a puttane un mondo così perfetto … a beautiful world ! La sintesi rimanda a considerazioni su un piano un po’ più sotterraneo, e che partono da Io Robot per arrivare a quello che sta accadendo un po’ in altre dimensioni dell’arte e della realtà. In strutture ipercomplesse come la società in cui ci troviamo Robot d'altri tempia vivere, cominciano, a nascere buchi neri di senso che relativizzano le diverse dimensioni di coordinate ermeneutiche per vivere in questa gigantesca MATRICE che chiamiamo Mondo ( Matrix, Matrix Reloaded, Matrix Revolution) … tutto è quindi possibile! Nell’arte, più specificatamente nella fenomenologia della letteratura del fumetto contemporanea, i lettori italiani assidui frequentatori della testata Marvel Italia de Gli Incredibili X-Men, hanno assaporato nel numero dell’ottobre 2004, anche se non è la prima volta, il delirio “nazionalsocialista”, si tratta semplicemente di una nostra considerazione di individuazione categoriale a fini ermeneutico-esplicativi, di Magneto Signore del Magnetismo, che pare organizzare un Colpo di Stato sull’Umanità al fine di poter riportare la vittoria dell’Homo Superior Sapiens sull’ominide uomo ( homo sapiens). Nella realtà non molto tempo fa il nuovo NSDP ha ottenuto diversi seggi al Parlamento tedesco. A titolo personale mi è sembrato di ritornare indietro nella germania del 1928. Ancora in Io, Robot Will Smith interpreta un poliziotto che a seguito di un incidente si ritrova con spalla, polmone sinistro e braccio sinistro cibernetico. Nella realtà Bill Gates con la sua Microsoft, ha già avviato tutte le pratiche necessarie per brevettare ogni singola parte del nostro corpo, grazie alla quale con un’interconnessione di ricerche nell’ambito della bioingegneria, robotica, e nanotecnologie ogni parte del nostro organismo sarà rimpiazabile e riparabile, avvicinandoci all’immortalità. Ci aspetta un mondo tutto rose e fiori, un domani all’insegna dell’ottimismo, come recita Tonino Guerra nelle sue performances da spot. Post-umano è l’amplesso genomatico Adrian Tranquilli - Until the End

tra Il Mutante dagli artigli in adamianto per eccellenza e la lacerazione spaziale di un Fontana, di Adrian Tranquilli nella sua opera Until The End del 2002, che campeggia a tutto campo sulla copertina di Occidente per Principianti di Nicola Lagioia per i tipi di Einaudi. Per ultimo ancora nell’ambito cinematografico, Natural City, la battaglia per la sopravvivenza tra il genere umano e i cyborgs. Il Post-umano penetra nelle nostre esistenze a partire dai canali più facili di accesso alla nostra quotidianità : l’ambito dell’intrattenimento e quello sessuale. Esaminiamo due ipotesi dalle quali poter trarre ottimi spunti di riflessione. A pag . 75 della testata Gli Incredibili X-Men, del gennaio 2005, nella sezione Wiz Digest, Giorgio Lavagna , avvia la rubrica Siti-In con un programma di discussione che prende il nome di Io Robot, Tu Jane. Partiamo dall’aspetto ludico : Robosapiens progettato dal tecnico della Nasa Mark Tilden e prodotto dalla Gig, risulta il primo esperimento di biomorfo elettronico ( sa anche il kung-fu) per la “famiglia”. La frontiera della protorobotica si allarga con Gino, il primo robot umanoide che impara dall’ambiente che lo circonda. Seguendo quasi i percorsi di una normale crescita attraverso le tappe dell’infanzia, dell’adolescenza e dell’età adulta, Gino mostra emozioni di base, parla con altri, cammina, gioca e risponde ai suoni e alle luci e ai segnali infrarossi, sviluppa come ultima opzione una propria personalità. Prendiamo poi in considerazione l’aspetto sessuale. Sulla stessa testata citata precedentemente, del febbraio 2005, a pag. 77 sempre Lavagna , segnala i siti www.simulaids.com e www.shuzenji-net.co.jp dove il salto di paradigma sulle bambole gonfiabili determina la nascita di partners artificiali ambo-sessi che promettono una gamma di reazioni più forti e vivide delle dolls gonfiabili, e la possibilità di intervenire su una vasta gamma di pazienti artificiali dove chiunque può esercitarsi senza alcuni danno fisico.
La categoria Post-human apre un orizzonte immenso sugli abissi di un futuro che assume una vettorialità tendente all’imprevedibile. Quali sono i codici utili a leggere una realtà che esponenzialmente aumenta la sua complessità? Ancora una volta occorre fare i conti con tale categoria concettuale. La complessità trova un suo fondamento basale nella capacità di auto-osservazione di un sistema, che gestisce una selezione continua e costante di un numero x di elementi attraverso un progressivo e caotico aumento degli elementi stessi in relazione tra di loro. Parliamo di sistemi psichici collettivi, politici, burocratici, normativi. Complessità in altri termini, è il fatto che ci sono sempre più possibilità di quante possano essere attualizzate come comunicazione inter-sistemica. Sul piano del linguaggio ad esempio, illuminante quanto sostenuto da un grande antropologo come James Clifford nel suo lavoro I Frutti puri impazziscono: << In un mondo in cui troppe voci parlano tutte in una volta, in un mondo in cui il sincretismo e l’invenzione parodistica stanno diventando la regola e non l’eccezione, in un

Asimo - Il robot che riesce a districarsi in mezzo agli ostacoli e compie corse ad una discreta velocità

mondo multinazionale e urbano di transitorietà istituzionalizzata – dove abiti americani confezionati in Corea sono indossati da giovani russi, dove la radici di ciascuno sono state in qualche modo recise – in un simile mondo diventa sempre più difficile vincolare l’identità e il significato dell’uomo a una cultura a un linguaggio>>. Sembra naturale far scivolare le nostre considerazioni sulla necessità di dover asserire che identità, significato dell’uomo, culture e linguaggi coerenti, si trovino a dover fare i conti con una complessità crescente che non può non ritenere come parte integrante di se stessa il mercato. Mercato che con l’utilizzo delle tecnologie elettroniche, ha de-condensato un sistema normativo lineare, formalizzandone un altro a variabilità caoide, dove tutto un esserci della comunicazione digitale con le relative implicazioni di interconnessione di informazioni, stimoli, sollecitazioni nervose, a qualsiasi livello, genera un universo altro del linguaggio da esplorare e forse per chissà quanto altro inesplorabile. Significativi spunti di analisi possono trovarsi in Il sapiente, il mercante, il guerriero di Franco Berardi (Bifo) per i tipi di DeriveApprodi di Roma. Il linguaggio è oramai soggetto ad un continuo cominciamento autopoietico a livello di sintagmaticità nominale, verbale, ad posizionale, giungendo per suo rizomatico aumento di complessità ad un’ipertrofia che elimina il processo di interno/esterno sul piano della comunicazione, rendendo l’esistenza del linguaggio simile ad un latrare cacofonico. La rivoluzione comincerà forse, o è già cominciata, con delle sacche di resistenza semantica!. La società che abbiamo lasciato alle nostre spalle ha parlato più del dovuto, tanto che specifiche aree del nostro encefalo si sono sviluppate e potenziate così fortemente che la nostra capacità linguistica è aumentata tanto da non riuscire a coglierne le molteplici vettorialità di senso. Il soggetto, l’individuo, l’attore, l’operatore, i sistemi sociali sono giunti oramai in un punto zero della loro storia. Categorie come la letteratura, la poesia, e qualsiasi altra branca dello scibile umano, sino ad oggi, hanno sviluppato sistemi clitico-riflessivi dall’incredibile virulenza, tanto da generare processi di auto-immunizazione che hanno spinto la comunicazione a disintegrarsi come in un gigantesco Big.Bang. Ora il piano della riflessione dovrà fare i conti con la nascita di un universo semantico altro, dove non si parlerà né di sintassi, né di grammatiche, né di informazioni. Da poco abbiamo imparato a comunicare attraverso un supporto diverso da quello della carta stampata. Attraversando una seconda età della pietra, ci siamo occupati di web, Ipertesto, software e hardware, e-books, e quant’altro. Di cosa ci occuperemo o meglio come ci esprimeremo nella seconda età del ferro?

Cyborg di Von Bernd Eichler

[musicaos][autori][testi][diario][contatti] [ricerca nel sito][interventi]

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 7/3/2001. Musicaos.it dal 2 gennaio del 2004 è una rivista elettronica autofinanziata
che può essere sostenuta gratuitamente dai suoi lettori e collaboratori cliccando nei link che compaiono qui