Stefano
Donno
La direzione dei venti
di Giuseppe Corianò
Giuseppe
Corianò, La direzione dei venti, Manni Editori
<<
Dopo pranzo/ si andava a riposare/ cullati dalle zanzariere/ e dai rumori
di cucina/ da una finestra di ringhiere/ mio padre si pettinava/ l'odore
di brillantina/ s'impossessava di me/ Piacere di stare insieme solo per
criticare/ ed era come un mal d'Africa ...>>. Ho riportato su filo
della memoria, e pertanto qualcosa potrebbe essermi sfuggita o imprecisa,
dei versi di un brano musicale del cantautore siciliano Franco Battiato,
dal titolo per l'appunto Mal d'Africa. Ed è una citazione che calza
a mio avviso a pennello per il lavoro di Giuseppe Corianò, La direzione
dei venti, per i tipi di Manni. Spiegheremo successivamente i nessi che
intercorrono tra questi due elementi. Si tratta di una raccolta di 11
racconti, legati da un filo conduttore che lega in un forte abbraccio
i ricordi autobiografici dell'autore nella fase dell'infanzia e azzarderei
anche primissima adolescenza, alla vita di un piccolo centro della Grecìa
Salentina, Martignano. Oggi Martignano, per certi aspetti ha all'attivo
un background di militanza culturale molto corposo, dovuto all'azione
costante di un poeta e operatore culturale di grande abilità come
Elio Coriano, grazie al quale con gli appuntamenti periodici a Palazzo
Palmieri ha reso il paese partecipe di un fermento culturale che da qualche
tempo vivacizza il Salento. Il Martignano raccontato da Giuseppe Corianò
nel suo lavoro, è un piccolo centro del Salento che sviluppa la
sua storia, quella vista e vissuta dall'autore in prima persona, a cavallo
tra la fine degli anni '60 e i primi anni '70. Un narrare sapiente quello
di Giuseppe Corianò, abile ritrattista di tante vicende di vita
di una piccola comunità attraverso gli occhi di un bambino che
cresce e si lascia trasportare nelle sue tappe dell'infanzia da tutto
quello che succede attorno a se stesso : il fumo, l'asilo, i giochi, il
barbiere, grottesche fughe d'amore. Il Bar dei genitori, rappresenta una
casa, una famiglia allargata ai bevitori di anice e sambuca, ai giocatori
di carte e calciobalilla, alle partite di campionato seguite cameratescamente
dai tifosi del paese alla Tv del bar. Un libro che ha il sapore e il profumo
del pane appena sfornato, e che ci fa apprezzare quanto siano belli (ne
esistono ancora?) quei forti legami di famiglia, saldi come le radici
di ulivi secolari, indistrittubili nonostante le tremende difficoltà
che una vita di sacrifici impone ai lavoratori. Nel racconto Calciobalilla,
a pag 36, Corianò scrive : << Io mi stringevo a lei più
forte che potevo e mi lasciavo andare. Mi sembrava di stare su di una
barchetta ancorata sottocosta, quando il mare non schiuma. Fra le braccia
della mamma non sentivo più il frastuono e neanche i riflessi delle
luci al neon mi davano fastidio>>. E ancora in La direzione dei
venti, il racconto dal quale prende il titolo la raccolta, leggiamo a
pag. 41 : << (..) Nonnu Peppu prendeva la via della campagna, con
la coppola perennemente affossata sulla fronte rugosa, a nascondere gli
occhi, a celare i pensieri>>. Come non sorridere dinanzi a immagini
come queste, per il loro candore, per la loro genuinità. Corianò
prende nota in questo suo lavoro anche di eventi epocali che in quegli
anni a Martignano come nel resto del mondo penetravano nelle vite di tutti.
In La principessa nana scrive l'autore a pag. 79 : << Giacuminu
Pertica irruppe a Martignano in una notte d'estate del 1969 che Neil Armstrong
non aveva ancora messo piede sulla luna>>. Un libro La direzione
dei venti, colpito da quel mal d'africa di cui dicevo all'inizio. Ancora
una volta il sistema della scrittura da queste parti produce una mitopoiesi
malata, che vuole ad ogni costo esportare fuori porta l'immagine di un
Salento, sud lontano, sud del sud del mondo, terra rosso fuoco e giallo
ambra, terra di scorpioni, ragni e civette. Per fortuna qualcosa sta cambiando!
Giuseppe Corianò è nato nel 1961 a Martignano, dove vive.
Docente di Scuola Media Superiore, coordina il settore Servizi Sociali
dell'ISIP "Leonardo Da Vinci" di Gallipoli. E' anche autore
di filastrocche e racconti per ragazzi, per i quali ha avuto significativi
riconoscimenti.
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