Angelo Petrelli
"Dolorosa impotenza il mestiere delle parole" di Elio Coriano

I quaderni del Bardo, dicembre 2004, 31 pagine, 5 euro.

 

Elio Coriano - Dolorosa impotenza il mestiere delle parole - Quaderni del Bardo,

La raccolta "Dolorosa impotenza il mestiere delle parole" propone una selezione dei migliori testi prodotti dal poeta Coriano
compresi temporalmente tra il ’93 e il ’97. Pubblicazione composta da dieci agili poesie alternate alle illustrazioni di Maurizio Leo, scrittore e curatore della collana. In Elio Coriano incontriamo una poesia d’immagine che nella sua proposta fortemente materica e caratterizzata da una continua ricerca d’equilibrio formale, prodotta attraverso l’abbondanza di forme piane e l’apparente mancanza di ricercatezza nella costruzione, di non curanza poetica, propria probabilmente di quello che non si scrive ma si narra, poesia che riesce sovente a produrre un’atmosfera profondamente evocativa e sacrale, quasi messianica, continuamente affacciata in meditazione su immagini arcane e vistose capaci di segnare e rappresentare la linea di demarcazione del puro impeto scritturale della spontanea vena poetica e ciò che non lo è nell’irrisoluta sofisticatezza e difficoltosa soluzione finale della tendenza manieristica. Coriano descrive il disaggio umano (quasi morale) di fronte all’insensatezza in rapporto con l’umano di immagini dalla grandezza insopportabile o viceversa totalmente marginali e frugali. L’io, banalmente immerso in questo macro cosmo di rappresentazioni metaforiche e decostruzioni logiche descrive la sua difficoltosa esistenza (una sorta di meta-esistenza poetica) e il suo dissenso fondamentale necessarietà del dire. Il mestiere delle parole in Coriano è ben documentato da una vastissima produzione, perlopiù inedita, della quale questa breve raccolta dalla lunghissima gestazione è forma ultima ed emblematica, e da una cospicua serie di performance poetiche nelle quali Coriano si è esibito nell’ultimo ventennio. Coriano definisce i suoi testi e ce li propone come haiku, abbreviandone il termine nella titolazione del testo con la sigla H seguita dal numero. L’haiku è un componimento poetico giapponese che generalmente consta di 17 sillabe distribuite in tre gruppi, una specie di catena, che è destinata, nel suo sviluppo moderno ad un impeto meramente lirico. E’ mia opinione che la scelta di Coriano di scrive degli haiku ha il suo senso più importante e voluto nella proposta di una scrittura come necessaria forma e base dell’oralità, della comunicazione, dell’incontro del contatto umano e della riflessione. Questo è uno dei testi meglio riusciti nella raccolta e che vale la pene riportare per intero; H 14183 “Il sangue illumina il buio per un attimo/ poi si ripiomba nell’abisso/ dove non ha senso il volo/ dove non ha senso la parola/ dove c’è puzzo di capelli al fuoco/ dove vorremmo che fosse almeno inferno.” Inoltre anteposta ai testi e molto significa è l’introduzione di Antonio Errico, in quale non si dimentica di ricordare al lettore, o forse solo fargli presente, nella sua riflessione sulla parola; quale grande scelta morale sia insita nella proposta poetica dell’uomo Elio Coriano.

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