Stefano
Donno
Da una Poesia del Dissenso ad una Poesia dell'Impegno
: quattro antologie poetiche

Nel febbraio 2004 il Corriere della Sera, lanciava la sua battaglia culturale
per la promozione della poesia tra il grande pubblico. Poesia fatta da
quei personaggi che con i loro versi hanno segnato un profondo solco nella
storia della Poesia mondiale. Nell'estate 2004 in occasione di un reading
a Otranto alla Libreria di Piazza del Popolo, con alcuni poeti come Ivano
Malcotti, Vito Trombetta, Pietro Berra, si rifletteva, parlando del più
e del meno prima dell'azione performativa, come da un punto di vista editoriale
ci si trovasse forse in un momento particolarmente favorevole di attenzione
nei confronti della poesia. Un discorso che volutamente si è mantenuto
solo sulla progettualità editoriale, guardandosi bene dal dire
che la poesia stesse attraversando quella fase di riscoperta tale che
ha visto incrementare esponenzialmente il pubblico di lettori. Nonostante
l'incredibile impegno di importanti riviste come POESIA della Crocetti
editore, nel diffondere il messaggio poetico attraverso segnalazioni e
recensioni, qualcosa sembra ancora non carburare bene! Tra il giugno 2004
e il gennaio 2005 hanno fatto la comparsa sulla scena editoriale italiana
quattro antologie poetiche, degne di interessanti considerazioni. La prima,
giugno 2004, dal titolo Poesia del Dissenso con un' eccellente nota introduttiva
di Florian Mussgnug, per la casa editrice oxfordiana Transference, ha
visto la partecipazione di poeti come Rossano Astremo, Fabio Ciofi, Gianmario
Lucini, Erminia Passannanti, e gli interventi critici post-fattivi ad
ogni singolo intervento di Luciano Pagano, Gianmario Lucini, Luigi Nacci
e Laura McLoughlin. In questa antologia << colpiscono innanzitutto
- spiega la prefattrice - i frequenti riferimenti critici ad un potere
politico indecifrabile e assoluto, monolitico e minaccioso>> La
lotta per versi intrapresa da Astremo, Ciofi, Lucini e Passannanti dimostra
un'apertura concreta verso un impegno che deve manifestarsi necessariamente
senza se e senza ma! Recupero della propria soggettività e integrità
intellettuale nei versi di Rossano Astremo, come risposta prometeica ad
un sistema che disintegra sbriciolando l'esistenza : << Oltrepasso
ostacoli dannati, oscuri, scuoiati/ nei quali inciampo facendomi fanghiglia
distratta/ riempiendomi di merda senza pudore/ in questo passaggio tra
la vita e la morte/ indolore, agghiacciante, negazione siderale dell'amore.
Questo inferno mi scuce l'anima/ e i miei occhi puntano verso l'alto/
cercando un cielo non più diamante (...)>>. Un'intransigenza
verso se stessi, quasi dommatica nei versi di Fabio Ciofi, dove la percezione
dei mezzi a disposizione del potere trasformano la struttura poetica dell'autore
in una macchina da guerra che distrugge come un pulviscolo nel MECCANISMO,
gli ingranaggi del sistema: dal raccontare la Storia, alla pervasività
onnicomprensiva e lobotomizzante dei mezzi di comunicazione di massa.
<< Guardando la televisione avvertire un dolorino/ al fianco, non
quello di ivanilic, soltanto/ il risultato di una posa scellerata sul
divano/ Sentirsi ogni giorno al sicuro in una società/ minacciata
come ignorare un siluro che incalza all'altezza ... (...)>>. Poesia
quella di Gianmario Lucini, di recupero della parola come forza propulsiva
non solo di propaganda politica ma pedagogica nel senso più alto
del termine. Non è sufficiente scrivere versi, fare libri che urlino
il degrado a cui ci hanno costretto a vivere, leggere molti libri, discuterne
... siamo tutti in grado di farlo. Lucini ha un modo di far versi che
riesce ad afferrare Dio per la caviglie, e sbattergli sul muso la verità,
tutta la verità, nient'altro che la verità! << E se
il disincanto non si chèta allo sgomento/ nè accetta regole
di convivenza/ non profferire i nomi che sogli/ profferire - taci per
decenza/ nomi gualciti che alimentano il sopore delle coscienze/ nell'Italia
sguaiata e violenta.>> Chiude l'antologia Erminia Passananti, i
cui versi sbocciano come petali di ginestre sul fianco di un vulcano che
sta per esplodere. Moduli di strutturazione poetica ricercati e costruiti
su di una metrica vicina alla dodecafonia di Schonberg, alla trasparenza
di un Amelia Rosselli. Canto controcorrente, sacca di resistenza poetica
alle forze conservatrici che ostacolano il progresso, a qualsiasi latitudine
lo si voglia intendere : << Vecchi padri e le ambizioni errate/
L'immagine gretta conservatrice/ del lume della saggezza/ Mater si fa
prevalente/ Un figlio si dona,per il figlio perduto/ Il mondo grigio si
da, equivalente (...)>>. Il volume può essere ordinato on-line
su Amazon.
Nel novembre 2004 per i tipi della Luca Pensa editore di Cavallino, Lecce,
esce l'antologia a cura di Ivano Malcotti e Giovanni Bandi dal titolo
70 Poesie per Don Mazzi, un'iniziativa concreta di sostegno alla Fondazione
Exodus fondata nel 1984 da Don Antonio Mazzi ( presente con una nota all'interno
del volume) per dare speranza a coloro i quali la vita ha regalato un
posto ai margini. Il ricavato del volume, 6 euro il prezzo di copertina
(ordinabile all'indirizzo e-mail penspol@libero.it), verrà devoluto
interamente alla Fondazione Exodus. E si tratta - come scrive nell'introduzione
Liliana Porro Andriuoli - di un'antologia a tema libero, e al di fuori
di schemi precostituiti, offrendo la possibilità ai poeti che vi
sono inclusi di dare il meglio di sè, assecondando agevolmente
la propria ispirazione. Una diversa tendenza poetica, dove tutti i contributi
sono accomunati da una notevole incisività formale e da un'autentica
necessità del dire. Un aspetto rilevante di questa pubblicazione,
riguarda la presenza di alcuni dei più rappresentativi esponenti
della cosiddetta Neo-Avanguardia, che diedero luogo al Gruppo '63: Balestrini,
Giuliani, Pagliarani, Sanguineti.
"In questa vita, freneticamente presa da ritmi sempre più
incalzanti di una città, Milano ad esempio, una poesia - scrive
Don Antonio Mazzi - sembra quasi avere il potere di rallentare il tempo
della laboriosità umana, poichè per leggere e sentire, ci
vuole tempo, tempo del quale si necessita per una riflessione, ed è
proprio in questo momento, così raccolto che noi possiamo anche
indirizzare la nostra attenzione verso coloro che più hanno bisogno
di aiuto, forte, deciso, poichè poco oppositori di quella nostalgia
chiamata 'stupefacente'. Una poesia può cambiarele cose? Mi auguro
di sì!
Nel dicembre 2004 per i tipi di Mondadori esce l'antologia Nuovissima
Poesia italiana, a cura di Maurizio Cucchi e Antonio Ricciardi a cui hanno
aderito Fabrizio Bernini, Elisa Biagini, Silvia Caratti, Gabriel Del Sarto,
Mario Desiati, Mario Fresa, Anila Hanxhari, Lucrezia Lerro, Amos Mattio,
Francesca Moccia, Francesco Osti, Alberto Pellegatta, Barbara Pietroni,
Andrea Ponso, Jacopo Ricciardi, Flavio Santi, Francesca Serragnoli, Matteo
Zattoni. Un'antologia che pone l'attenzione su parte della produzione
poetica realizzata dai nati nel 1970. La maggior parte di essi escono
fuori da situazioni editoriali che ruotano attorno allo Specchio, Nuovi
Argomenti, LietoColle Libri, peQuod solo per nominarne alcune. Un'antologia
che non pretende di fornire un quadro esaustivo di quello che si agita
tra le maglie della nuovissima poesia italiana, ma di essere, lo speriamo,
un punto di partenza per uno scannering continuo e costante sulla giovane
poesia italiana anche per gli anni a venire. Altrimenti operazioni editoriali
di questo tipo potrebbero trovare il tempo che trovano. Filo conduttore
nei versi di questi poeti è un lavoro di riflessione, nè
sulla metrica, nè tanto meno su categorie proprie di una ricerca
sullo sperimentalismo o linguaggi altri, quanto su una dimensione del
non esserci, del non percepirsi nella tradizionale fenomenologia interattiva
della quotidianità. Rimanendo nelle valutazioni di pura vicinanza
del sentire, e quindi rientriamo nei giudizi di valore soggettivi, ci
sembrano degni di considerazione i componimenti di Silvia Caratti, Anila
Hanxhari, Alberto Pellegatta, del quale vogliamo riportarne qualche verso
: << Girandole di gas nel vuoto concavo/ che ci contiene tutti/
Non c'è nessun centro e l'orlo/ si cuce su se stesso/ Il tempo
è spazio che si espande/ Il tempo è fame e lo spazio è
freddo/ Dove andrò ad abitare? (...)>>.

Ultima pubblicazione che prendiamo in considerazione, è l'antologia
uscita nel gennaio 2005 per i tipi de La Comune , di Roma, dal titolo
Pace e Libertà, la battaglia delle idee, a cura di Michele Capuano,
Ivano Malcotti, Ines Venturi e una nota di Alberto Granado, l'ormai celeberrimo
compagno di viaggio su due ruote del Che. Una Sala Convegni nascerà
all'interno dell'Associazione Casa Africa diretta dallo stesso Granado
e prenderà il nome di Fabio Di Celmo, trentaduenne imprenditore
genovese ucciso da una bomba nel 1997 all'Hotel Copacabana dell'Avana
durante un attentato terroristico. La "stanza della cultura"
sarà finanziata dalla vendita della suddetta antologia poetica,
che raccoglie i versi donati da alcuni tra i maggiori poeti italiani.
Edoardo Sanguineti è presente con la sua monolitica Ballata della
guerra, Alvaro Mutis scrive di infatuati della politica/ avidi di un potere
fatto/ di ombra e di sventura, Mario Luzi ha donato un inedito, Franco
Loi ritrae con le parole ragazzi accoppati, le donne disperse dal vento,
i vecchi come bestie che pregano di mangiare
Hanno aderito : Elio Andriuoli - Antonella Anedda - Amedeo
Anelli - Giovanni Bandi - Antonella Barina - Emmanuel Berland - Mario
Benedetti - Manila Benedetto - Pietro Berra - Mariella Bettarini - Lucia
Bigarello - Tomaso Binga - Donatella Bisutti - Sandro Boccardi - Elena
Bono - Alessio Brandolini - Piera Bruno - Martha Canfield - Maddalena
Capalbi - Cesare Capuano - Michele Capuano - Silvia Caratti - Roberto
Carifi - Alberto Casiraghy - Cristina Castello - Nadia Cavalera - Hector
Celano - Fatema Chahid - Nero Chinaz - Viviane Ciampi - Florio Cocchi
- Giancarlo Consonni - Vito Antonio Conte - Franco Costanzi - Michel X
Coté - Carlos Alvarez Cruz - Valerio Cuccaroni - Camillo Cuneo
- Liliana Martino Cusin - Michela Dazzi - Andrea De Alberti - Miguel Angel
De Boer - Gianni D'Elia - Silvano De Marchi - Giustino Di Celmo - Donato
Di Poce - Stefania Dolcemascolo - Stefano Donno - Roberto Dossi - Ermanno
Eandi - Bertha Elvira Viqueira Martinez - Josefina Ezpeleta - Vico Faggi
- Gabriela Fantato - Lìber Falco - Agneta Falk - Anna Maria Farabbi
- Margherita Faustini - Renzo Favaron - Gio Ferri - Umberto Fiori - Mirella
Floris - Aldo Forbice - Giovanna Frene - Lucia Gazzino - Massimo Gezzi
- Anna Maria Giancarli - Rosa Elisa Giangoia - Antonio Guerrero - Marilia
Guimaraes - Jack Hirschman - Vincenzo Incenzo - Gilberto Isella - Federico
Italiano - Antonino Iuorio - Tomaso Kemeny - Vivian Lamarque - Anna Lauria
- Elias Letelier - Oronzo Liuzzi - Franco Loi - Rosaria Lo Russo - Claudio
Lolli - Anna Lombardo - Mario Lunetta - Mario Luzi - Monica Maggi - Valerio
Magrelli - Ivano Malcotti - Claudio Mancini - Theophilo Marcia - Daniela
Marcheschi - Mano Melo - Menene - Alda Merini - Luciano Morandini - Lorenzo
Morandotti - Alvaro Mutis - Francesco Muzzioli - Guido Oldani - Jesus
Orta Ruiz - Serenella Ottaviano - Luciano Pagano - Gaetano G. Perlongo
- Luisa Pianzola - Marina Pizzi - Fabio Pusterla - Stefano Raimondi -
Franco Romanò - Luca Rosi - Edoardo Sanguineti - Stefano Salmi
- Flavio Santi - Davide Sapienza - Katia Sassoni - Tiziano Serra - Nadia
Simonetta - Oscar Sosa Rios - Sandro Sproccati - Giulio Stocchi -Andrea
Temporelli - Graziella Tonon - Mary Barbara Tolusso - Anna Toscano - Gianni
Toti - Vito Trombetta - Frank Venaille - Nichi Vendola - Fabbrizio Viglino
- Tino Villanueva - Mauro Zanchi - Guido Zavanone - Maria Zimotti - Graciela
Zolezzi - Andrea Zuccolo.
L'antologia è inoltre corredata
da un interessante apparato artistico-iconografico a cura di Aube Butte,
Marco Capuano, Stefano Guidoni, Andrea Sostero, Antonino Iuorio, Laura
Nazzaro, Alessandro Ambrosin.
Un'operazione editoriale che rivela l'impegno di militanti operatori culturali
che credono nella forza della poesia che combatte verso dopo verso per
La Pace e La Libertà. |