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Stefano
Donno
Chris Bachelder, Orso contro Squalo
Orso contro squalo,
Roma, Minimum Fax, 2004, pgg.296, 14 Euro
Dato
un terreno di scontro relativamente equilibrato - per es. uno specchio
d'acqua abbastanza profondo perchè uno Squalo possa muoversi con
perizia, ma anche abbastanza basso perchè un Orso possa starvi
in piedi e agire con la destrezza che gli è propria - chi vincerebbe
in un combattimento fra un Orso e uno Squalo?
Di cosa stiamo parlando? Perchè a questo punto non cambiare i soggetti
dello scontro in questo periodo, con altri animali come un opossum, uno
scoiattolo, una volpe, un lupo, un gorilla e chi più ne ha più
ne metta. Di cosa stiamo parlando? Di un indovinello da quiz show televisivo,
di un mantra zen, di un videogame per PlayStation 2, X-Box, o Nintendo
Ds? Perchè poi proprio un Orso contro uno Squalo! Ci stiamo occupando
in realtà dell'ultimo lavoro di Chris Bachelder, Orso contro Squalo,
edito per i tipi della Minimum Fax di Roma. Il romanzo ambientato in un'America
del futuro (?!) racconta le vicissitudini della famiglia Norman, il capofamiglia,
due figli maschi, e una splendida moglie ossessionata dalla postura perfetta
da tenere in ogni occasione, che ha vinto dei biglietti gratis per lo
scontro del secolo tra Orso contro Squalo che si terrà nello Stato
di Las Vegas. Una battaglia all'ultimo sangue che vedrà in campo
due forze della natura, con le loro genetiche potenzialità distruttive,
nate però dall'artificiale competenza, in materia di intrattenimento
interattivo, di una grossa corporation di software la HardCorp. Cris,
ha regalato alla sua famiglia, grazie al suo tema vincitore sul significato
che ha per l'America il match Orso contro Squalo, la possibilità
di godersi uno spettacolo avveneristico, con soggiorno e pasti pagati
al nucleo familiare in questione, dalla società che ha sponsorizzato
il concorso. Il singor Norman é uno che lavora per un 'equipe che
progetta elettrodomestici finti per prototipi di appartamenti e villete
a schera. Ha un discreto stipendio, una moglie adorabile, forse dei figli
un pò problematici (chi non li ha oggi!), ma tutto sembra perfettamente
renderlo un innoquo cittadino della middleclass americana, uno da manuale
per intenderci. Eppure qualcosa che non quadra c'è, si impossessa
in maniera subdola di piccoli frame di pensiero del signor Norman, quando
cerca di pensare ai tanti perchè e le tante risposte che non hanno
trovato modo di soddisfarlo nella sua esistenza, magari facendogli fare
le scelte meno adatte, gettandolo nel posto sbagliato nel momento sbagliato.
Questioni assolutamente fondamentali, per chiunque cerchi ogni tanto di
fare dei bilanci approssimativi di ciò cha ha costruito o meno
nella propria vita! Chris Bachelder lascia vivere i sui lettori letteralmente
attaccatti alle pagine, non tanto per dei colpi di scena veri e propri,
del tipo che il viaggio dei Norman a Las Vegas viene ripreso 24 ore su
ventiquattro proprio come in un reality show che si rispetti, quanto per
le implicazioni del messaggio che l'autore lancia lungo l'intera struttura
del romanzo. Un'indagine soiologica e antropologica sul valore dell'informazione
nella società del domani. Un mondo dominato da una mole così
grande d'informazioni che risulta impossibile gestire i flussi input/output
di senso per qualsiasi cittadino di questa gigantesca matrice! Canali
televisivi che danno approfondimenti in pochissimi minuti, oppure si sintonizzano
quasi mesmericamente sui gusti del telespettatore. La pubblicità
non vende più prodotti ad un virtuale acquirente, non vuole soltanto
assopire le coscienze e dirigerle verso questo e quell'altro marchio,
non tenta di essere semplicemente lusinghera nei confronti della massa
acefala delle carte di credito e del denaro contante, vuole trasformare
la collettività in automi che non riescono a formulare una frase
di senso compiuto, non gestiscono saperi, oppure li coordinano male, creano
miti attraverso lo stravolgimento dell'intera struttura delle informazioni
storiche, culturali, disintegrandole completamente. La pubblicità
trasforma la propaganda commerciale in un contenitore senza fondo in cui
é bene lasciarsi precipitare, perchè l'altra faccia della
medaglia sarebbe il tentativo di acquisire lucidità, e la conseguenza
più immediata la follia fulminante! I media, i new-media, e i post-media,
poi incrementano questo processo, producendo una coscienza artificiale
fatta di grettezza e imbecillità, spacciandola per approfondimenti,
cultura, intrattenimento, generando zombi che spacciano la metabolizzazione
di questo nulla come argomenti di cui parlare in famiglia, magari, seguendo
Paranormal Channel o giocando a qualche new game con i JoyPads dell'ultima
generazione. Un esempio: "In Spartacus si vedono dei tizi con l'orologio
digitale al polso, ma mica c'erano gli orologi digitali all'epoca degli
antichi romani". Un mondo descritto da Chris Bachelder dove grazie
a internet, chiunque abbia una sua opinione può esprimerla e farsi
sentire. Il più povero mangiascoiattoli sperduto in mezzo ai campi,
posto che abbia un provider decente, può costruirsi una pagina
internet proprio accanto a quella di un figlio di papà dei quartieri
alti. La tecnologia e lo spettacolo hanno livellato le differenze di classe
e creato una forma pura di democrazia. L'autore però sembra strizzarci
l'occhietto, a non credere a questa demenza nata dai sogni di un sistema
dell'informazione che crea apparentemente democrazie mediatiche gestite
in realtà tirannicamente dai centri finanziari del potere economico.
Anzi ci dice di prendere questo libro come antidoto per l'uomo di oggi,
a non costruire o rendere ancora più potenti nel futuro gli stessi
mostri mediatici che così splendidamente egli descrive in queste
pagine, con uno stile assolutamente poderoso. Un libro che se fosse letto
da Noam Chomsky, verrebbe da lui consigliato per le stesse ragioni e senza
se e senza ma!
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