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Stefano Donno Il 26 febbraio del 2040, si svolse la prima gigantesca manifestazione pubblica del partito dei Necronauti. Nel salone del Necronautikon di cristallo, a Necrosis 2, le venticinque tesi del programma del nuovo partito vennero esposte a una moltitudine di quasi ventimilioni di esseri provenienti da tutto il Cosmo, e ciascun punto fu approvato fra grida di consenso e di giubilo. In quel modo vennero stabiliti i principi fondamentali e poste le direttive di una furibonda lotta mirante a farla finita con le eresie e l’instupidimento che stavano portando l’intero Universo verso mete oscure e pericolose. La forza dei Necronauti doveva scagliarsi contro il pigro e codardo sapere che da eoni aveva gettato nel caos tutte le razze esistenti. Com’era ovvio, il nuovo movimento poteva sperare di acquisire l’importanza e la forza necessarie per questa battaglia che richiedeva uno sforzo sovrumano, solo se fin dal primo giorno fosse riuscito a destare nel cuore dei suoi membri la sacra certezza che esso non dava alla vita dell’Universo una nuova parola d’ordine d’impegno e pace, ma le presentava una concezione del mondo fondata su dogmi nuovi ed eterni. Si pensi di quali penosi elementi siano formati, in generale, i programmi portati avanti ad esempio dagli Psicosauri di Tridentia 7, o come periodicamente vengano rispolverati e riadattati alla moda, le proposte fatte dai Dagoniani, di trasferire su altri multiversi le lotte intergalattiche tra le flotte fra Cthulhiani e i ribelli Centauriani, che molte vittime hanno causato un po’ ovunque! E’ quanto mai necessario, oggi come oggi mettere sotto la lente d’ingrandimento i motivi essenziali della Suprema Corte degli Osservatori, circa quella specifica loro funzione di porre mano ai singoli destini di ogni abitante di questa galassia. Una sola preoccupazione spinge a costruire programmi nuovi o a modificare quelli che già esistono: la preoccupazione per l’elezione imminente dei nuovi Osservatori. Non appena nella testa di questi giullari del Libero Arbitrio Cosmico balena il sospetto che il proprio popolo voglia ribellarsi e uscire dalla tradizione, essi danno una mano di vernice al termo-reattore direzionale. Allora arrivano le diverse Caste Sacerdotali, i detentori del Sapere Ancestrale, i cosiddetti “esperti” e “competenti” in queste materie, per lo più loschi figuri tirati nuovamente a lucido appartenenti alla vecchia leadership, i quali, ricchi di innumerevoli contatti transkarmici con le loro divinità, rammentano casi analoghi in cui i propri simili finirono col perdere la pazienza, e che sentono avvicinarsi di nuovo una nuova minaccia per la sopravvivenza di tutti. Costoro ricorrono alle vecchie ricette, diventano aristocrazia, scrutano gli umori dei ceti meno abbienti, dissezionano le fonti ufficiali, spiano gli umori delle caste più basse e derelitte per conoscere in che cosa credono o sperano per il bene comune. Ogni gruppo addetto alla produzione, la Casta dei Costruttori giusto per citarne una, viene attentamente messo sotto osservazione, e ne vengono studiati i più reconditi desideri. Ma questo tuttavia non è sufficiente, tanto che gli appartenenti alla Suprema Corte degli Osservatori si radunano, “revisionano” il vecchio programma, e ne confezionano uno nuovo. E nel far questo, poiché non parliamo di esseri divini, tali elementi cambiano le loro convinzioni come i nostri Cyborg Miliziani al fronte cambiano le loro convinzioni quando l’innesto nano-cibernetico viene sostituito perché diviene obsoleto il software personalizzato. Nel nuovo programma dei Necronauti, a ciascuno è dato il suo . Per ogni soggetto che sia da tempo inserito nella P.P.U. (Programmazione Produttiva Universale), il partito provvederà al suo sostentamento, a quello delle vedove e degli orfani, favorirà il commercio iperspaziale agevolando gli investitori e tutelando le elite delle Corporation Intergalattiche del Commercio, dandogli l’opportunità di prosperare con l’abbassamento delle tariffe di trasporto e la riduzione delle imposte. Ma questo perché non sia solo vaneggiamento, deve essere corroborato da qualche notizia in più, su come sono andate finora le cose. Sappiate che ogni Osservatore, a giornata inoltrata, si reca nelle Sale Decagonali della Suprema Corte; se non vi entra, almeno si ferma al Livello Identificativo 1, dove è esposto l’elenco degli altri membri della Suprema Corte; là pieno di zelo per il servizio dell’Universo, olodigita telecineticamente il proprio nome, e così per lo sforzo compiuto riceve in compenso un adeguato indennizzo in termini di immunità, che solo un Dio al suo cospetto impallidirebbe. Dopo quattro, cinque eoni, o ancora nei secoli più critici in cui si fa sempre più vicino il giorno dell’elezione di un nuovo Osservatore, una indomabile angoscia pesa sul cuore, se mai ne hanno avuto uno, di questi scellerati. Come una larva di Sauroniano non può che trasformarsi per natura crescendo in PsicoSauro, così queste larve di Osservatori lasciano la Grande Serra Spaziale, e forniti di micro-campi gravitazionali volano fuori, verso i loro simili. Di nuovo parlano a tutti, raccontando fandonie, bugie inenarrabili che neanche i più involuti tra gli schiavi umanoidi reputerebbero come plausibili, dicendo dell’enorme lavoro svolto nei loro lunghi periodi di mandato e della perfida ostinazione dei nemici dell’ordine costituito. Non di rado accade tuttavia che in molti invece di applaudire li copre di insulti, getta loro in faccia grida di odio, anche se poi vengono immediatamente o internati in un’altra dimensione o terminati. Se l’ingratitudine di tutti gli abitanti del Cosmo raggiunge un certo livello, occorre ricorrere subito ai ripari, e c’è solo un rimedio: l’elezione del nuovo Osservatore avviene a scrutinio segreto e la commissione della Suprema Corte degli Osservatori, rinnovata, torna in vita, e l’imbroglio ricomincia. Data la granitica stupidità che regna imperante ovunque, non c’è da meravigliarsi dell’esito. D’altra parte la scarsa intelligenza e l’inferiorità morale di questi dottori del Destino Cosmico, loro stessi non possono immaginare seriamente di battersi, sul terreno dei principi di una Pace Intergalattica, contro una dottrina, come quella necronautica, per la quale la Pace Intergalattica, con tutti i suoi annessi e connessi, non è altro che un mezzo impiegato per paralizzare l’avversario e spianare la strada alle proprie azioni. Occorre però ammettere una cosa: le parole Pace Intergalattica sono troppo vaghe per consentire la creazione di una compatta unità di combattenti per la sua causa. Al giorno d’oggi una quantità di cose che nei fini essenziali degli Osservatori divergono immensamente fra loro, passa sotto la comune denominazione di Identità Galattica. Quindi noi, prima di accingerci a spiegare i compiti e gli scopi del Partito Necronauta, vorrei chiarire il concetto di Identità Galattica e il suo rapporto con il movimento del partito. Il concetto di Identità Galattica appare impostato così poco chiaramente, tanto subdolamente manipolabile e variamente interpretabile, nonché di uso pratico tanto illimitato, quanto – per esempio la parola “trasnkarmico”. Anche con questa parola è assai difficile rappresentarsi alcunché di preciso, tanto nel senso spirituale quanto nell’azione pratica. La parola “transkarmico” diventa chiara e comprensibile solo quando è congiunta a una determinata forma di azione. Si dà una spiegazione molto bella ma di poco valore quando si tenta di definire il temperamento di un Dagoniano, per esempio, “profondamente transkarmico”. Forse alcuni si contenteranno di una definizione così generica, la quale potrà trasmettere loro un’immagine più o meno precisa di quello stato d’animo. Ma tutte le razze non sono formate né da Sacerdoti, né da MnemoDominatori; e per i singoli, una simile idea religiosa, del tutto generica, significherà solo la libertà della telecinesi e dell’azione individuale, senza avere l’efficacia che l’intimo sentimento “transkarmico” ottiene nel momento in cui il puro, sconfinato pensiero metacosmico si trasforma in una fede “transkarmica”. Certo, questo non è il fine in sé, ma solo un mezzo per raggiungere il fine: ma è un mezzo indispensabile per raggiungere il fine. E questo fine non è solo ideale: in ultima analisi è anche pratico. Bisogna convincersi che i più alti ideali corrispondono a una profonda necessità della Biosis, così come, in fin dei conti, la nobiltà della più sublime bellezza si trova solo in ciò che è più logico e più opportuno. La fede nel movimento Necronauta eleva tutti gli abitanti del Cosmo al di sopra dell’esistenza psicocellulare e contribuisce a rafforzarne e assicurarne l’esistenza. Si tolgano a i Dagoniani, agli Cthulhiani, agli Psicosauri, ai Crionani, i principi “transkarmici” e morali, corroborati di dogmi degli Osservatori, abolendo l’educazione “transkarmica” senza sosituirle nulla di equivalente: ne risulterà una grave scossa delle fondamenta di questa attuale Identità Galattica. Si può stabilire che ogni Senzioessente vive non solo per servire ideali superiori, ma questi stessi ideali sono la premessa della sua esistenza.
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