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Lui dice non mi frega se non mi credi, sto solo dicendo
la verità. Abbassa gli occhi e quando fa così è sicuro
che mente o nasconde particolari importanti.
Sembra rassenerarsi e si siede a fumare mentre guarda lontano attraverso i vetri, con l’aria assorta e furba e io so che sta pensando ancora a come nascondere la verità dovesse costargli la morte. Dico perché dobbiamo sempre nasconderci tutto quando invece sarebbe tanto semplice e tutto andrebbe liscio e non ci sarebbero più scenate. Dico solo che mi piacerebbe saperlo prima e non dover entrare in casa ogni volta col terrore di trovarti nudo nel letto a scopare con una troietta qualunque. Ti cambierei le lenzuola prima e poi lo sai che mi fa schifo coricarmi pensando che il suo liquido vaginale o il tuo sperma sono rimasti incastrati nella trama del mio cuscino proprio dove poggio le labbra. Cazzo è solo una cortesia che ti sto chiedendo. Mi rassereno anch’io e prendo lo spinello di ieri sera che ancora non avevo finito. Ci avevo pensato tutto il giorno a quel mozzicone. Dico sono stanca di questa mancanza di considerazione, del resto vivo con te e dormo in quel letto da quindici anni e tutte le volte che lavo le lenzuola o sbatto le coperte penso che magari non ci sono solo i miei capelli e i tuoi e che anche gli acari di qualche cazzone ghey ci ha piantato bandiera e si riproduce alla velocità della luce, che non bastavano le donne con la fissa che ti è venuta di sorridere anche ai maschietti per scoprire il tuo lato femminile lasciato troppo tempo nel dimenticatoio, adesso che ti sono venute pure le tette. Lui non dice niente e continua a stringere gli occhi
ogni volta che si porta la sigaretta alle labbra e so che adesso se ne
uscirà con che mangiamo stasera, hai fame oppure prendo solo una
pizza e ci facciamo una partitella a dama e quando dice partitella sta
iniziando a sorridere come se volesse fare scemare anche le mie parole
nel suo sorriso e finire lì con la litigata.
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