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I lampi in quel cielo rosso-notturno erano così
belli da farsi ammirare col naso in su. La pioggia non si sentiva nemmeno,
il temporale era lontano. Eravamo in cerchio ad asciugarci attorno ad
un falò; in spiaggia altri come noi, avevano deciso di fare il
bagno di mezzanotte. L’acqua avvolgeva calda in nostri corpi, la
pioggerellina era scenografica; formava concentrici cerchi e scivolava
nel fondo del mare di un blu quasi annerito. Quel giorno sembrò
non finire mai, o forse era solo un mio desiderio.
Era l’ultimo giorno di vacanza, la mia valigia al mio risveglio si apriva automaticamente senza fare opposizione; ormai si era abituata a essere sfatta e rifatta giorno e sera. In un’oretta, Carla e io eravamo fuori dall’albergo verso la spiaggia.La colazione in versione doppia alle 10:30 ci sosteneva fino al pomeriggio, con 1000 kalorie in corpo, il colesterolo che applaudiva e i grassi che facevano la ola. Il vento fresco ci consentiva di addormetarci al sole, una notevole tintarella stava inziando a formarsi sulla mia pelle. Le palette per le votazioni erano pronte, ogni giorno i ragazzi in spiaggia erano sotto la nostra visione attenta e scrupolosa, i voti non erano più alti del 7 e più bassi del 5, la maggior parte erano NC: non classificabili, sotto il 5 non erano menzionati. Sopra il 7 era veramente dura; non erano all’altezza delle nostre richieste pretenziose.Avevamo deciso la postazione vicino al campo da beach volley, succulente visuale per le nostre classifiche e i nostri commenti. Due occhi grandissimi mi guardarono per un secondo. Il primo secondo, di altri successivi a poche ore di
distanza, interminabili secondi allineati, che avrei voluto fermare ad
ogni vibrazione della lancetta sull’orologio. Sento scuotere la mia nuca, una o più volte, sento
una voce, scandisce il mio nome, una piccola scossa, ho gli occhi aperti,
il sole caldo sulla sabbia. La tela che ho dipinto è li nella mia testa,
ma non basta per rivivere.Non ci sta nemmeno nella valigia, non posso
portarla via, si scioglierebbe, continuo a sognare e a svegliarmi, tra
reale e ricordi, tra i secondi allineati.
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