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Marco Saya nasce 52 anni fa a Buenos Aires il 3 aprile 1953. Dal 63' risiede a Milano dove attualmente opera nel settore informatico. Ha pubblicato il primo libro di pensieri dal titolo Bambole di Cera nel 2001 edito da Antitesi - Laura Vichi Publisher. Prosegue con la pubblicazione della seconda raccolta di poesie dal titolo Raccontarsi edito dall'istituto Italiano di Cultura di Napoli. Con il IL FILO è uscita ad Aprile 2005 la raccolta "Noi, atomi alla ricerca di un nucleo".

Marco Saya
Poesie


Vasca

Mi piacerebbe tuffarmi nel mio inizio
e stare un po' sott'acqua prima di
riemergere in un punto qualsiasi
e vedere l'orizzonte del limite
dove il perimetro della vasca
delinea questo breve passeggio
Allora l'immaginazione cerca
un occhio divino che rassereni
la fobia del poco spazio concessoci
e quando l'acqua fuoriesce dal bordo
noi straripiamo con essa
tra la confusione di identiche molecole

Mercato

Che cosa vorrei da suoni confusi divergenti
nell'alfabeto randomizzato di file intrecciate,
gomitoli rauchi nella chiassosa stia dell'arca sopravvissuta?
Che cosa potrei scegliere nel bancone del pesce,
non è mai venerdì e le cozze saziano il tempo dell'antipasto?
Che cosa dice mia madre, incerta nel dubbio del dubbio,
certa di quell'unico riferimento, la stella più lucente
che fissiamo nel buio di una delle tante notti buie?
Il passo del bambino anticipa la sosta
in quella panchina ove trovo la risposta
e la mia vacuità respira l'aria di sempre…

L'amico

Si potrebbe dire
che, quando il sonno giunge,
il sogno dell'inconscio
ritrova l'amico scomparso.
Al risveglio,
una tazza di caffè
profuma la stanza
e, nel chiuderti alle spalle
la porta di casa, l'amico della notte
ti accompagna nel labirinto delle scelte…

Sintesi d'Autunno

La foglia giallastra
stinta e sgualcita,
come il declino dell'abito,
attende uno stop al racconto.
L'automobilista oltrepassa
il freddo di quel tiepido falò.
Intanto la foglia si posa,
starnutisce al passaggio
di un vento qualsiasi,
casuale inserimento
nella raccolta differenziata
di un album di foto
dagli angoli smangiucchiati.

Precarietà

Questo senso di precarietà
mi verrebbe da bisbigliare…
Perché tutto si tinge d'incerto?
La nostra vita ricerca il significato
tra strani geroglifici e la violenza del romanzo
urta quella pace (perché gioca a nascondino?) macchiata
da pensieri che s'incrociano,
sfuggono, non si guardano
Forse non si piacciono?
Forse aspirano a chiudersi nell'olocausto
di ricorsi folli e perdenti?
Forse abbiamo deciso
di morire così…rassegnati?
Questo senso di precarietà
mi viene da urlare…

Globalizzazione

Questa mattina osservavo
una signora della Milano bene
a braccetto con un'elegante donna con il Burka
Attraversavano il semaforo e occhi sbigottiti
guardavano questa strana coppia…
E riflettevo…
su come fosse ancora lontano l'altro lato della strada…
Al segnale del verde
motociclisti irrequieti
ripartivano con un sospiro di sollievo…

Attesa

Sentite gli umori del popolo
Oggi tace
Ascoltate le parole della gente
Domani sarà troppo tardi
Le piazze ora sono deserte
Un piccione becca un tozzo di pane
Un passante incrocia un turista disperso
Un palco vuoto aspetta che il vento
disperda le polveri…

Finzione

È strano vedersi che vivi,
ti domandi perché sei lì…in mezzo agli altri (chi?)
Forse è tutta la finzione di un dio effimero
(prigioniero in un corpo acquoso)
Persino il tempo, pagliaccio neuronico,
è l'immaginazione di un frutto che, marcio,
si spiaccica nel ritorno all'humus di una nuova terra…

Sintesi

Quando il tempo assottiglia la foglia
chiusa tra le pagine di un vecchio album
che, giovani, riempivamo di belle speranze
allora il domani ci appare nelle vesti
di quella saggezza sprecata
nell'adolescenza del pensiero
che, fattosi adulto, riconosce
la futilità del proprio vivere
Il mondo a stelle e strisce

Così va il pallone scaraventato in rete
o soffiato in alto da Chaplin,
un affresco con tanti colori… da vicino,
da lontano il viso butterato di un vecchio.
Ascolto Hendrix (Lui, Si che non ha studiato)
da sottofondo ai Dreamers,
un 68’ storpiato.
Io c’ero, c’eravamo tutti
e poi la bolla l’abbiamo inghiottita
come la gomma del ponte
e Brooklin’ non approvava!
Non capisco l’oggi!
Solo i jeans sono sempre più o meno stinti!

La direzione

“Dove vai?” mi chiedeva mia madre
solcata dalle rughe della paura,
“Ancora non so”, le rispondo( dopo vent’anni )
da guitto di circonvallazione,
sempre un casino Piazzale Lodi
sino al prossimo semaforo
e gli attimi ti consumano le mani ,
anche il volante si deteriora!

L’estraneo

L’inquilino (anonimo nei tratti) rovescia parole sulle scale.
Al pianerottolo raccolgo l’alfabeto, è in ordine sparso.
È casuale l’ordine della vita, ovunque lo metti!

Routine

Tutto procede così, a mezzo tra pianti e risa
e sembra facile ma il tombino sfugge
e ruzzoli tra chimerici folletti,
psichedeliche istantanee per poi riprendere
il cammino della paura e la mano va ,
la testa segue, il corpo tutto (non più crisalide) non passa il tubo,
lasciato lì quasi per caso, oltrepassato il valico sembra che sia cambiato,
accidenti alla metafora sgarbata che tesse la solita tela.
Illuso! Illusionisti del piacere sbancano la tua slot,
ben poca cosa conteneva, e riprendi la falcata vuota
e la vetta (cosa avrà da dirci?) forse risponderà il limite del vivo.

Il presente

Nell’ora d’aria tuffo nel sentore del che cosa si dice,
niente mi affermo, sogno i trifidi
e poi Peter cavalca la moto
e la strada non termina mai
e le strisce bianche accorrono, mi abbracciano,
light my fire, un bel sound,
lo sballo della mia epoca-segmento in quella dimora
che amante mi hai tradito per la fuffa del presente.

La zingara

Al semaforo le chiedo: “Ma sei più ricca, qui?”
La disperazione scivola al mio fianco,
mi accompagna nell’open space, che fastidio!
Tutte quelle voci all’unisono!
Preferivo la povertà del suo silenzio…

L’artista

La moquette gialla
(più o meno sbiadita)
rotola accanto al fiammingo
(assieme percorriamo quella strada)
Chissà se il sole ancora una volta gli volterà la faccia?

La Fiction

"La vita è bella", i punti del supermercato (ma quale punteggio?!), è tutto un gioco
tra bombe
più o meno lontane,
più o meno vicine,
più o meno intelligenti,
più o meno bambini,
più o meno adulti,
più o meno cretini,
più o meno poeti, maghi,
illusionisti della buon costume,
narco-portatori travestiti da polli migratori in doppio petto
e l'aria costa,
la pasta scotta,
l'amore svuota,
il vestito stanca
e il tempo sbanca...

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