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Nella cenere della sofferenza ,ho coltivato la luce,il risorgere in nuova vita,il poeta che annienta la morte,nel suo risveglio,nella rinascita,tornato alla vita,dall’anima ardente,dal dolore mutatosi in canto. Mai più un lamento dalla mia bocca,
divenire luce, puro spirito, l'aurora mi sorprenderà nascosto,
timoroso di mostrare il mio corpo senza ombra. Tra le rovine di un mondo vecchio,ho scorto il bagliore sacro della rinascita. Lancio le mie parole,affondo i miei versi, come lame taglienti, lancio lungo queste pagine,i riflessi di un anima nuova,rigogliosa e predisposta alla lotta. Non lascerò imputridirmi dal contatto
con la falsità, darò forza alla mia anima, cercando di scacciare
l’odio col suo fetido odore. Ho il compito di svelare la pura e sola
verità,ho il bisogno di agitarmi sotto il peso della morte, Oltre la finestra sono andati a morire tutti, in questa notte di estate disegno sul volto un falso sorriso con le stesse mani che pigiano i bottoni sulla tastiera, le stesse mani che hanno accarezzato tutto ciò che ho perduto,quelle stesse mani che porgo senza risposta verso la luna e in realtà verso chi la generata. Il sole elevatosi al cielo mi ritrova ancora qui seduto,attraverso la mia carne i suoi raggi illuminano la mia solitudine,lontano dall’amore,lontano dai corpi che ho tenuto stretto,conosco la loro forma,il loro odore, il loro abbandono,la falsa promessa,tremo ancora alla loro vista,al ricordo,di quando ingenuo,concedevo al mio spirito la fusione nell’atto di amare,momentanei piaceri sessuali,che imprigionano la fertilità creativa. Dono alla poesia tutto il mio essere, ogni cosa della mia anima appartiene a lei, la vera poesia e la vita,vivere la poesia,inciampare sui propri occhi,rendere omaggio hai propri sforzi. La sola voce che sento e il canto perpetuo della natura, le mie spalle si aprono squarciandosi e come una farfalla dalle ali infuocate, la poesia si libera in volo verso l’eternità,il grido dei gabbiani, il soffio del vento, le onde infrangersi sulle rocce,la mia vista non conosce ostacoli! Dentro di me oceani di pianto Inondano il mio cuore, sommergono le gioie,soffocano i respiri, distillo il fuoco della passione dalla freddezza dell’insensibilità affettiva. Dalla terra attraverso la bocca di un vulcano il fuoco esplode salendo,dal cielo attraverso l’aria il fulmine scende tuonando. La mia poesia simile ad una belva, si
aggira tra le parole, affamata della sua preda,chiamata emozione. Un caldo
fluire nelle vene, uno sfiorare di anima col cuore, che afferro per brevi
istanti, finché scompare come intimorito. La mia poesia è
un arma micidiale,che affilo pazientemente, per colpire la grande minaccia
chiamata finzione,ora la sua punta affilata, intrisa di incanto, e un
sogno palpabile, tra queste pagine roventi. Tempo fa’piangevo,ora conosco la scrittura, in questa stanza recupero me stesso,risorgo dalle ceneri, ho un involucro che mi protegge,vado sorridendo lungo le parole, dal distacco dell’affetto, dall’abbandono della comprensione . Non accetto che gli anni della mia vita
mi logorino, io sono qui perchè credo in quello che faccio! Mi unisco al mondo,in questo stato di forza
misteriosa,sulla verità raggiunta nella scrittura, A caro prezzo ho scoperto,la funzione divina
della parola scritta, sarò come il pianto senza lacrime, Dalle mura della mia stanza,uno squarcio,dove i fantasmi delle gioie passate mi osservano, rimanendo li fermi perchè non possono più tornare. Sono cresciuto con un desiderio inconscio di morire,per anni ho scalciato la vita,ma lei mi ha cinto,perché ne sono parte,come voi e tutto il resto. Amo chiunque si accorga di me! Mi è rimasta una fioca luce di affetto,niente di più,ma. ne pene e sfortune sono riuscite a scalfire la mia convinzione. Io sono qui amico lettore,per te ho interrotto
il silenzio ! Un cattivo timoroso che si rifugia nella poesia! Perchè il mio silenzio copra solo
il suono della mediocrità,occorre seguire la luce della rinascita, .Metto in atto il gioco della pesca dei pensieri luminosi, getto l’amo delle mie capacità infilzata nella fantasia,e aspetto curioso l’abboccare della pesca luminosa. Ho questo gioco ha per perdita la follia! L inizio di un gioco pericoloso che ha
come principio lo scopo di pescare i pensieri illuminati dell’anima
,i tesori grezzi posseduti e nascosti nella mia pura essenza poetica.
Lancio l’amo delle mie capacità,attendo e una vibrazione
dell’anima mi indica il passaggio di esche di pensieri luminosi….
La luce che si fa parola e si immortale
come riflesso nei sogni di chi sa scrivere poesia. Si fa strada il nuovo poeta, attraverso i secoli passati, tra gli abbracci del tempo, stringe la potenza della verità e della bellezza, il bene e il male in lui si mescolano,conquistando la verità, nello scioglimento della propria essenza, abbraccia la sua anima ed è luce. Ha difeso la purezza che ha irradiato nei
suoi versi. Cadono lacrime, scivolano dal volto, come
gocce di vetro,si posano sul terreno per essere frantumate dal passo lento
e pesante del dolore,che puntuale ritorna,richiamato dal suono Solo ora la vita raggiunge il presente si sveglia bruscamente toccata dalla realtà. La mia mano raccoglie lacrime che distilla
scrivendo parole, intinge in loro la punta di una penna, Abbraccio quanti penano nell’indifferenza ,li rialzo posandogli sulle spalle, un mantello di versi che si infiamma, con la rabbia di questa mia anima martoriata. La mia solitudine ha un peso eccessivo,conosco
il dolore, ha gli occhi di una ragazza che ami . Mi sento solo ma non posso stringerti,domani tu non ci sarai più, un altro dolore ha la presunzione di conoscere la forza del mio cuore. Vegliarmi in questo sonno intriso di incubi, dentro il sepolcro che mi hai costruito. Ora i tuoi abbracci non sono che un sudario
avvolto sulle mie spalle,che mi mantiene seduto, Amore! Non rimarrà che un triste e lontano ricordo. La mia vita ha un alone scuro,macchiato di sangue,fatto di nostalgie e paure,la mia gioventù sta tramontando,i miei occhi che fino ad ora erano come allegri e vivaci,si mutano in un lontano, perduto,triste sguardo,simili a gli occhi rimasti aperti del morto. Con due passi di cammino nella vita, già sento come il bisogno di fermarmi. Tutto vive nel ritorno del nulla,tutto muore in un morire eterno. Trasmisi ai miei versi,la forza motrice
del cuore unito al ritmo dell’intero creato, il suo andamento ininterrotto
compose la musica che la mia vita seguiva danzando. .Voglia il cielo o il male plasmarsi nella poesia, allearsi a me attraverso le parole,giungere all’uomo giusto riscattandolo. E’ necessario che io trovi la forza di accendere questi versi, sperando che ci sia ancora,un lettore disposto. Occorre che io giunga a sera stanco solo
di aver per lui scritto. Questi versi esprimono nell’insieme
il lamento del vecchio prossimo alla fine,lasciato solo sul letto della
morte, e il lamento del fante strappato dal suo utero e deposto sulla
culla della vita. Quale ricompensa ricevere,perchè
nelle mie tasche senta il peso di un piccolo tesoro, quale angelo inesistente
mi porgerà un aiuto nella povertà che comporta la poesia? Si è chiusi dall’inferno che noi stessi generiamo, il dolore germoglia con l’avanzare della vita. Con un cuore grande e debole si ama senza ragione,si diviene schiavo pur di mantenere vicina la persona amata . Affogo nel sangue caldo del mio cuore possiedo il talento delle parole che pago donando rinuncia. Sulla soffitta nella mia stanza, sono nascosto dalla vita, ansiosa di assegnare a ciascuno la sua porzione di sofferenza giornaliera. Ti accorgi di essere carne vulnerabile
diretta al macello della scomparsa,quando il tuo ultimo sguardo cattura
lo sfuggire di un lampo che uscito della tua vita,ha cessato di ardere,
nell’infinito fuoco dell’esistenza. I miei versi non hanno colori ne suoni gioiosi bisbigliano hai sogni il desiderio di realizzarli. Tutto sembra attrarmi in un forzato distacco,il
tormento di essere parte di un mondo stanco Ora è giunto il tempo di smembrare il legame, di stordirlo e lasciarlo imputridire, di cantare la sua morte e la sua fine. Il mio cuore trafitto è rimasto illeso perchè contorto vivo in altri cuori. Tutto mi porta in un passo notturno solitario,che cerca solo la calma senza nessun timore. Sarò solo senza compagnia sfidando la notte bussando nelle tane non avrò risposta ma lascerò nelle fessure delle porte la mia nostalgia. La mia vita diviene una danza di giorni
dolorosi, di assenze, timori che si rincorrono negli anni, Perduto ogni amore resta il ricordo martoriato,di
occhi ormai lontani che fissano altri occhi Aspetto il vostro amore legato nudo ad
un altro amore, la delusione della carne che amate , Nessun legame potrà tenerti,senti
il mio respiro seguirti,attraverso i tuoi sogni , partecipo alla tua vita.
Il fermento dei pensieri fa evaporare la tua vista oltre ogni forma e
confine. Mi rialzo sollevandomi dalla cenere,è giunto il momento di andare lontano,lasciare questo posto intriso dal dolore, volerò lontano oltre ogni mia possibilità,supererò me stesso e sarò un altro uomo. Dopo la morte avuta dalla sofferenza ritorno
illeso nel mondo sbagliato,sono luce che illumina morte,uno spiraglio
di vita in un pianto che versando lacrime perde il dolore. Catturo l’alba della rinascita, solo per donare luce di vita a chi non ha la forza di rialzarsi. Io vengo dalla cenere, la dove il dolore ha ucciso la gioia nel cuore. Ho fede in me stesso e nel mistero che mi sussurra sacri consigli,voglio la bontà crudele, il sogno nell’essere desto. Scomparire come materia, cellula, lasciare solo la luce del nostro fluire, energia visibile in eterno. Sono un sogno trasportato nel dolore,un
volo fantasioso sulla civiltà ,il ricordo di ciò che ero
e un pianto che cerca inutilmente di essere versato. In questo silenzio dove la cenere della
mia gioia ha oscurato il cielo,dove il giorno è simile alla notte,
ho sentito giungere quello che da tempo aspettavo con ansia,un vento timido
e riuscito ad entrare, in questo panorama desolato divenuto la mia dimora. Il nuovo tempo sarà un canto poetico di forza e giustizia, riuscire a non mostrare più il dolore ai nuovi nati,e la cenere diverrà simile ad uno sviluppo naturale,uno mutamento dell’ anima curato dalla sapienza. Le parole mutano col tempo, si forgiano con il nostro sentire,capire,guardare le cose,anche se coraggio mi sfugge ,gli occhi ancora più tetri, circondati da nere occhiaie profonde. Siamo meteore solitarie, splendenti di luce propria,che veloci siamo lanciati nel vuoto della nostra esistenza. Questa e una confessione immacolata, eretta
con le membra intrise di purezza,questo e sogno celato negli occhi di
un fante sorretto dagli angeli del Signore. Sbircio attraverso le porte del paradiso i movimenti degli angeli,contamino le sorgenti delle stelle, assorbo il dolore dei cuori infranti. Le luminescenze, gli albori,gli incanti,le sfavillanti armonie del creato,ogni cosa testimonia quello che scrivo. Nulla dovrà osare rimanere immutato dopo che queste parole verranno lette!. Emergere,risorgere,rinascere,luce, anima,spirito, ascesa,verità,purezza,creazione,questo e il mio canto! Se tutto questo non dovrebbe esserci,allora lasciamo macerare lentamente,senza alcun gemito,senza nessuna mossa ,come una morte,una morte vivente. I luoghi in cui siamo stati da bambini, i volti di gente sperduta immortalata nella nostra pellicola, silenzio con tutti , nessun odio, nessun nemico, nessuno può esserne all’ altezza , io sono elevazione, nella scrittura cerco il privilegio di sfidare chiunque! Io spremo la mia carne fino all’osso per una piccola manciata di righi, intrisi di essenza, ecco la mia vita, ma datemi la speranza che almeno uno tra voi capisca! Posseggo la forza dell’emozione,che si intensifica col mio crescere,vorrei lasciare scritto nel mio testamento le parole che conducono alla salvezza, ma questo non è altro che un sogno dell’ingenuità che ho perduto, l’origine del sogno, la miccia che lo ha innescato,l’interruttore che lo ha azionato. Il mio comunicare si interromperà
, fuori dalla grotta del martire, una piccola orchestra suonerà
l’inno della morte, occhi di bambini curiosi assisteranno alla sepoltura,
loro capiranno che nulla sarà più come prima,il vuoto sarà
scagliato sulla terra come una corrente devastante. Albori della rinascita, Il senso che si coltiva nella propria
mano ,quando morbida si muove nel foglio,i semi del cuore ,dai germogli
infiniti,i frutti del verso,irrorati con la pioggia della nostra esistenza.
L’anima che rifugiata nella carne vestita dal nostro aspetto,e tutto
quello che a noi occorre per la nostra ascesa.
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