ALESSIO ARGENTINO
DELLA CENERE

Il sogno , l’abbaglio dell’ anima,l’unica cosa, in questo trascinare,rimango in piedi,sostenendo a tutto ciò ,la mia vita,il tonfo del tocco del fondo,un fondo tenebroso,di dolore,di abbandono,per non sentirmi vuoto,come vuoto intorno,umano,senza luce ,ne amore.

Nella cenere della sofferenza ,ho coltivato la luce,il risorgere in nuova vita,il poeta che annienta la morte,nel suo risveglio,nella rinascita,tornato alla vita,dall’anima ardente,dal dolore mutatosi in canto.

Mai più un lamento dalla mia bocca, divenire luce, puro spirito, l'aurora mi sorprenderà nascosto, timoroso di mostrare il mio corpo senza ombra.
Sconfiggerò la cieca furia del branco, indossando una fluttuante veste di sogno,vago soffio di luce
sull’ onda dei miei movimenti.

Tra le rovine di un mondo vecchio,ho scorto il bagliore sacro della rinascita.

Lancio le mie parole,affondo i miei versi, come lame taglienti, lancio lungo queste pagine,i riflessi di un anima nuova,rigogliosa e predisposta alla lotta.

Non lascerò imputridirmi dal contatto con la falsità, darò forza alla mia anima, cercando di scacciare l’odio col suo fetido odore.

Il vuoto che mi è stato affidato,lo accetto con silenzio maestoso,sopprimo questo cuore debole e immenso ,affondo le mani nel petto sradicandolo,per sostituirlo con un cuore qualsiasi,purché feroce e schiumoso di rabbia! Purché forte al punto da avere la capacità di estrarre fuori,da questo corpo, la bellezza contenuta in tutto ciò che in me e rimasto puro.

Ho il compito di svelare la pura e sola verità,ho il bisogno di agitarmi sotto il peso della morte,
il dovere di porre un rimedio,se mai ci fosse io devo trovarlo!

Oltre la finestra sono andati a morire tutti, in questa notte di estate disegno sul volto un falso sorriso con le stesse mani che pigiano i bottoni sulla tastiera, le stesse mani che hanno accarezzato tutto ciò che ho perduto,quelle stesse mani che porgo senza risposta verso la luna e in realtà verso chi la generata.

Il sole elevatosi al cielo mi ritrova ancora qui seduto,attraverso la mia carne i suoi raggi illuminano la mia solitudine,lontano dall’amore,lontano dai corpi che ho tenuto stretto,conosco la loro forma,il loro odore, il loro abbandono,la falsa promessa,tremo ancora alla loro vista,al ricordo,di quando ingenuo,concedevo al mio spirito la fusione nell’atto di amare,momentanei piaceri sessuali,che imprigionano la fertilità creativa.

Dono alla poesia tutto il mio essere, ogni cosa della mia anima appartiene a lei, la vera poesia e la vita,vivere la poesia,inciampare sui propri occhi,rendere omaggio hai propri sforzi. La sola voce che sento e il canto perpetuo della natura, le mie spalle si aprono squarciandosi e come una farfalla dalle ali infuocate, la poesia si libera in volo verso l’eternità,il grido dei gabbiani, il soffio del vento, le onde infrangersi sulle rocce,la mia vista non conosce ostacoli! Dentro di me oceani di pianto Inondano il mio cuore, sommergono le gioie,soffocano i respiri, distillo il fuoco della passione dalla freddezza dell’insensibilità affettiva.

Dalla terra attraverso la bocca di un vulcano il fuoco esplode salendo,dal cielo attraverso l’aria il fulmine scende tuonando.

La mia poesia simile ad una belva, si aggira tra le parole, affamata della sua preda,chiamata emozione. Un caldo fluire nelle vene, uno sfiorare di anima col cuore, che afferro per brevi istanti, finché scompare come intimorito. La mia poesia è un arma micidiale,che affilo pazientemente, per colpire la grande minaccia chiamata finzione,ora la sua punta affilata, intrisa di incanto, e un sogno palpabile, tra queste pagine roventi.
.Nel momento più triste, nella solitudine mortale, scorgo la sua luce, rialzandomi immortale e sono qui per ridargli la sua giusta parte, tutti i miei più grandi sforzi di verità e bellezza.
La mia poesia mi rialza nella trincea del dolore,combatte al mio fianco coprendomi le spalle.
Non dovrei in questi versi dichiarare la sua alleanza ,non posso condurla in questo mio inferno di rabbia. La mia poesia è forza insinuata nel corpo, un fortezza innalzata nel bagliore della grazia,una vertigine che nasce dalla sorgente dell’ amore puro, è una goccia di grazia trasportata dal suo dirompente fluire. Affido a lei le mie confessioni, fredde impassibili verità,la ferocia di un sacro assassino, legata alle trame di un unico destino.
La mia poesia e un amante perfetta, incapace di tradire,l’unica capace di consolarmi restandomi sempre accanto, talvolta la sfioro appena,con un petalo di sogno e amore,altre la percuoto trascinandola In un orgia di rabbia e dolore.

Tempo fa’piangevo,ora conosco la scrittura, in questa stanza recupero me stesso,risorgo dalle ceneri, ho un involucro che mi protegge,vado sorridendo lungo le parole, dal distacco dell’affetto, dall’abbandono della comprensione .

Non accetto che gli anni della mia vita mi logorino, io sono qui perchè credo in quello che faccio!
Perendo ho rafforzato il mio essere,innestato il frutto della Divinità sui miei tralci.

Mi unisco al mondo,in questo stato di forza misteriosa,sulla verità raggiunta nella scrittura,
nel punto estremo del non ritorno,per l’immenso e sacro mistero della provenienza.

A caro prezzo ho scoperto,la funzione divina della parola scritta, sarò come il pianto senza lacrime,
una verità dettata dall’imbroglio,un breve luccichio nelle oscure tane dei rettili.

Dalle mura della mia stanza,uno squarcio,dove i fantasmi delle gioie passate mi osservano, rimanendo li fermi perchè non possono più tornare.

Sono cresciuto con un desiderio inconscio di morire,per anni ho scalciato la vita,ma lei mi ha cinto,perché ne sono parte,come voi e tutto il resto.

Amo chiunque si accorga di me!

Mi è rimasta una fioca luce di affetto,niente di più,ma. ne pene e sfortune sono riuscite a scalfire la mia convinzione.

Io sono qui amico lettore,per te ho interrotto il silenzio !
Esiliato dalla bontà nel viaggio,in un sogno che colma ogni speranza patisco la perdita di gran parte della mia innocenza, sono raggelato dalla mia stessa isteria,ho pestato l’amore scordato la calma,
ho preteso comprensione nelle follie e nelle critiche ho dipinto maschere feroci che ho deposto nei posti vuoti delle mie scuse.

Un cattivo timoroso che si rifugia nella poesia!

Perchè il mio silenzio copra solo il suono della mediocrità,occorre seguire la luce della rinascita,
evadere dalla cenere testimone di forti sofferenze. . .

Nessuno esce dalla propria umanità ne tanto meno viaggiare in un altro corpo,voglio immergermi nel mio interno e portare in vita tutto ciò che si agita nel fondo nascosto della mia mente

.Metto in atto il gioco della pesca dei pensieri luminosi, getto l’amo delle mie capacità infilzata nella fantasia,e aspetto curioso l’abboccare della pesca luminosa.

Ho questo gioco ha per perdita la follia!

L inizio di un gioco pericoloso che ha come principio lo scopo di pescare i pensieri illuminati dell’anima ,i tesori grezzi posseduti e nascosti nella mia pura essenza poetica. Lancio l’amo delle mie capacità,attendo e una vibrazione dell’anima mi indica il passaggio di esche di pensieri luminosi….

Bagliori di occhi che infilzano un cuore che perendo diviene infinito nel suo perire, nei percorsi designati dalla forza della spiritualità io muovo indenne le mie riflessioni e qui ho la capacità di udire in me il verbo dell’eletto.

Sono illuminazioni poetiche , slanci di emozioni totale gli strumenti che adopero in questo
scorrimento perpetuo di luce danzante.

La luce che si fa parola e si immortale come riflesso nei sogni di chi sa scrivere poesia.

Come comete viaggiano nel tempo squarciando le vesti dell’ oblio, scivolano dalle prese della morte,nel ricordo della loro presenza.

Pur negando l’amore io vivo in essa…

Il vero tesoro e lo scioglimento di tutti gli ineffabili esistenti misteri….

Scendo nei mari fantasiosi attraverso il mio gioco e catturo nella mia rete di pescatore luminoso i bagliori di un aurora nascosta negli abissi che la mia anima cattura per lasciare all‘eternità il compito di assegnare il punteggio della sua conquista.

Si fa strada il nuovo poeta, attraverso i secoli passati, tra gli abbracci del tempo, stringe la potenza della verità e della bellezza, il bene e il male in lui si mescolano,conquistando la verità, nello scioglimento della propria essenza, abbraccia la sua anima ed è luce.

Ha difeso la purezza che ha irradiato nei suoi versi.
Sugli affetti porge totale sfiducia !

I versi sprigionati dalle sue doti pretendono poteri divini, la sua voce è un urlo sacro ed incantevole,la sua forza infinita deve ora fermare il tempo, coprire ogni suono, salvare il mondo,salvare l’ uomo, su ogni cosa posare la grazia.

Cadono lacrime, scivolano dal volto, come gocce di vetro,si posano sul terreno per essere frantumate dal passo lento e pesante del dolore,che puntuale ritorna,richiamato dal suono
di un vago lamento.

Solo ora la vita raggiunge il presente si sveglia bruscamente toccata dalla realtà.

La mia mano raccoglie lacrime che distilla scrivendo parole, intinge in loro la punta di una penna,
che stringe fino a farla sanguinare.

Abbraccio quanti penano nell’indifferenza ,li rialzo posandogli sulle spalle, un mantello di versi che si infiamma, con la rabbia di questa mia anima martoriata.

La mia solitudine ha un peso eccessivo,conosco il dolore, ha gli occhi di una ragazza che ami .
Ci sono uomini capaci di rinunciare alla loro vita per amore e Dio si nasconde nel loro sguardo.

Mi sento solo ma non posso stringerti,domani tu non ci sarai più, un altro dolore ha la presunzione di conoscere la forza del mio cuore.

Vegliarmi in questo sonno intriso di incubi, dentro il sepolcro che mi hai costruito.

Ora i tuoi abbracci non sono che un sudario avvolto sulle mie spalle,che mi mantiene seduto,
scrivendo toccanti parole di addio.

Amore! Non rimarrà che un triste e lontano ricordo.

La mia vita ha un alone scuro,macchiato di sangue,fatto di nostalgie e paure,la mia gioventù sta tramontando,i miei occhi che fino ad ora erano come allegri e vivaci,si mutano in un lontano, perduto,triste sguardo,simili a gli occhi rimasti aperti del morto.

Con due passi di cammino nella vita, già sento come il bisogno di fermarmi.

Tutto vive nel ritorno del nulla,tutto muore in un morire eterno.

Trasmisi ai miei versi,la forza motrice del cuore unito al ritmo dell’intero creato, il suo andamento ininterrotto compose la musica che la mia vita seguiva danzando.
Ora il silenzio del vuoto attorno, la vista di macabre verità ,ha placato il ritmo della musica,ha reso pesanti i movimenti dell’ anima, ha oscurato i versi della vita.

.Voglia il cielo o il male plasmarsi nella poesia, allearsi a me attraverso le parole,giungere all’uomo giusto riscattandolo.

E’ necessario che io trovi la forza di accendere questi versi, sperando che ci sia ancora,un lettore disposto.

Occorre che io giunga a sera stanco solo di aver per lui scritto.
Attraverso la cenere nella coltre fitta della sofferenza,intravedo a fatica la sagoma della mia rinascita,con le mie mani tesso la tela della parola,per vestimi con gli abiti della creazione.

Questi versi esprimono nell’insieme il lamento del vecchio prossimo alla fine,lasciato solo sul letto della morte, e il lamento del fante strappato dal suo utero e deposto sulla culla della vita.

Proiettare luce nei versi, scagliandosi come il primo raggio di sole.

Per i sentieri dei miei giorni ricoperti di fredda neve solo le orme del mio cammino.

Quale ricompensa ricevere,perchè nelle mie tasche senta il peso di un piccolo tesoro, quale angelo inesistente mi porgerà un aiuto nella povertà che comporta la poesia?
A chi serviranno le mie mani inesperte?
Dovrei tra una poesia e l’altra andare in cerca di denaro illecito,o elemosinare come un mendicante,porgendo la mia mano hai miei nemici?
A chi può servire la sforzo di un poeta sconosciuto,che dal suo dolore ne estrae speranza
hai pochi capaci di decifrare il senso della sua poesia?
Un atto di purezza che non ha prezzo, la sua sola ricompensa è quella di esser letto.

Si è chiusi dall’inferno che noi stessi generiamo, il dolore germoglia con l’avanzare della vita.

Con un cuore grande e debole si ama senza ragione,si diviene schiavo pur di mantenere vicina la persona amata .

Affogo nel sangue caldo del mio cuore possiedo il talento delle parole che pago donando rinuncia.

Sulla soffitta nella mia stanza, sono nascosto dalla vita, ansiosa di assegnare a ciascuno la sua porzione di sofferenza giornaliera.

Ti accorgi di essere carne vulnerabile diretta al macello della scomparsa,quando il tuo ultimo sguardo cattura lo sfuggire di un lampo che uscito della tua vita,ha cessato di ardere, nell’infinito fuoco dell’esistenza.
Ed ora negli ultimi rantoli raccogli solo il freddo della tua fine.
Gli occhi piangenti di chi avrebbe dovuto volerti bene,si distanziano per scordare.
Lungo la nostra vita,trasciniamo costretti il dolore,e l’amore è una fugace svista su ciò che ha solo sfiorato la direzione del nostro passaggio.

I miei versi non hanno colori ne suoni gioiosi bisbigliano hai sogni il desiderio di realizzarli.

Tutto sembra attrarmi in un forzato distacco,il tormento di essere parte di un mondo stanco
di dover obbedire alle sue esigenze,nell’ incapacità di assistere alle sue brutali torture,senza tentare alcuno sforzo per alleviare i suoi indebolimenti.

Ora è giunto il tempo di smembrare il legame, di stordirlo e lasciarlo imputridire, di cantare la sua morte e la sua fine.

Il mio cuore trafitto è rimasto illeso perchè contorto vivo in altri cuori.

Tutto mi porta in un passo notturno solitario,che cerca solo la calma senza nessun timore.

Sarò solo senza compagnia sfidando la notte bussando nelle tane non avrò risposta ma lascerò nelle fessure delle porte la mia nostalgia.

La mia vita diviene una danza di giorni dolorosi, di assenze, timori che si rincorrono negli anni,
allucinanti risvegli in brande umide di sudore.

Perduto ogni amore resta il ricordo martoriato,di occhi ormai lontani che fissano altri occhi
ritornati a mentire a tradire altri corpi.

Aspetto il vostro amore legato nudo ad un altro amore, la delusione della carne che amate ,
che regge tra i seni il seme di un altro piacere.

Nessun legame potrà tenerti,senti il mio respiro seguirti,attraverso i tuoi sogni , partecipo alla tua vita. Il fermento dei pensieri fa evaporare la tua vista oltre ogni forma e confine.
Il corpo transita nel sogno,cattura l’abbaglio trascendente dell’ anima.
Nessuna morte, nessuna finzione solo occhi impastati di luce.

Mi rialzo sollevandomi dalla cenere,è giunto il momento di andare lontano,lasciare questo posto intriso dal dolore, volerò lontano oltre ogni mia possibilità,supererò me stesso e sarò un altro uomo.

Dopo la morte avuta dalla sofferenza ritorno illeso nel mondo sbagliato,sono luce che illumina morte,uno spiraglio di vita in un pianto che versando lacrime perde il dolore.

La voce dei sofferenti e dentro il mio cuore,si affida al mio canto per essere da tutti udito.

Catturo l’alba della rinascita, solo per donare luce di vita a chi non ha la forza di rialzarsi.

Io vengo dalla cenere, la dove il dolore ha ucciso la gioia nel cuore.

Ho fede in me stesso e nel mistero che mi sussurra sacri consigli,voglio la bontà crudele, il sogno nell’essere desto. Scomparire come materia, cellula, lasciare solo la luce del nostro fluire, energia visibile in eterno.

Sono un sogno trasportato nel dolore,un volo fantasioso sulla civiltà ,il ricordo di ciò che ero e un pianto che cerca inutilmente di essere versato.
Sono la perdita della fede verso l amore , racchiuso nella conoscenza dell’ abbandono e del tradimento.
Sono uno sguardo proiettato sul mondo,che osserva nell’alta torre innalzata sulla cenere,
tutto ciò che in esso è racchiuso.

In questo silenzio dove la cenere della mia gioia ha oscurato il cielo,dove il giorno è simile alla notte, ho sentito giungere quello che da tempo aspettavo con ansia,un vento timido e riuscito ad entrare, in questo panorama desolato divenuto la mia dimora.
E’ forse il vento che aspettavo? Riuscirà a pulire il cielo,e far tornare la luce della mia nuova vita?
Il momento dell’ espiazione e giunto?
Ritorna festa della vita ,che le piante diano vita ai loro germogli, che le piogge ritornino ad assetare ed irrigare i campi,che qualcuno lungo l’orizzonte,scruti dalla sua posizione la mia torre e affrancato da ciò, corra qui da me.

Il nuovo tempo sarà un canto poetico di forza e giustizia, riuscire a non mostrare più il dolore ai nuovi nati,e la cenere diverrà simile ad uno sviluppo naturale,uno mutamento dell’ anima curato dalla sapienza.

Le parole mutano col tempo, si forgiano con il nostro sentire,capire,guardare le cose,anche se coraggio mi sfugge ,gli occhi ancora più tetri, circondati da nere occhiaie profonde.

Siamo meteore solitarie, splendenti di luce propria,che veloci siamo lanciati nel vuoto della nostra esistenza.

Questa e una confessione immacolata, eretta con le membra intrise di purezza,questo e sogno celato negli occhi di un fante sorretto dagli angeli del Signore.
.
Solo e il cammino dell’ asceta ,ogni uomo ha il suo traguardo, il suo destino viene dettato dalla voce che timida attraversa le sue percezioni, il suo profondo nasconde il soffio divino,ogni uomo all’origine ne è portatore,ma quasi ogni uomo lo stronca sul nascere,questo e il peccato più obbietto e meschino che l’uomo compie, il più delle volte a sua insaputa.

Sbircio attraverso le porte del paradiso i movimenti degli angeli,contamino le sorgenti delle stelle, assorbo il dolore dei cuori infranti.

Le luminescenze, gli albori,gli incanti,le sfavillanti armonie del creato,ogni cosa testimonia quello che scrivo.

Nulla dovrà osare rimanere immutato dopo che queste parole verranno lette!.

Emergere,risorgere,rinascere,luce, anima,spirito, ascesa,verità,purezza,creazione,questo e il mio canto! Se tutto questo non dovrebbe esserci,allora lasciamo macerare lentamente,senza alcun gemito,senza nessuna mossa ,come una morte,una morte vivente.

I luoghi in cui siamo stati da bambini, i volti di gente sperduta immortalata nella nostra pellicola, silenzio con tutti , nessun odio, nessun nemico, nessuno può esserne all’ altezza , io sono elevazione, nella scrittura cerco il privilegio di sfidare chiunque!

Io spremo la mia carne fino all’osso per una piccola manciata di righi, intrisi di essenza, ecco la mia vita, ma datemi la speranza che almeno uno tra voi capisca!

Posseggo la forza dell’emozione,che si intensifica col mio crescere,vorrei lasciare scritto nel mio testamento le parole che conducono alla salvezza, ma questo non è altro che un sogno dell’ingenuità che ho perduto, l’origine del sogno, la miccia che lo ha innescato,l’interruttore che lo ha azionato.

Il mio comunicare si interromperà , fuori dalla grotta del martire, una piccola orchestra suonerà l’inno della morte, occhi di bambini curiosi assisteranno alla sepoltura, loro capiranno che nulla sarà più come prima,il vuoto sarà scagliato sulla terra come una corrente devastante.

Il sentimento va indossato con cura e al momento opportuno,catturate il sole e imprigionarlo nel cuore, ma ormai il sole e lontano e fredda e la sua assenza.
Vegliate sui vostri pargoli, perchè nasceranno morti, senza anima, nel buio dei vostri corpi senza luce perderanno gli occhi e i vostri pianti non saranno uditi da nessuno,cosi come i tormenti dei poeti che nessuno tra voi ha udito..

La mia nausea e l’orgoglio della ricchezza,
la mia scuola sono io,
il nuovo ha la sapienza incorporata.

Risorgano gli antichi poeti, dove il loro percorso si e interrotto ,io ora attraverso queste parole, scaglio la luce ed innalzo i loro canti,fin sopra all’infinito potere!

Albori della rinascita,
seguiamo i poeti,
l’anima e salvezza.

Il senso che si coltiva nella propria mano ,quando morbida si muove nel foglio,i semi del cuore ,dai germogli infiniti,i frutti del verso,irrorati con la pioggia della nostra esistenza. L’anima che rifugiata nella carne vestita dal nostro aspetto,e tutto quello che a noi occorre per la nostra ascesa.

indietro musicaos