Roberto Bani
La placca del re
Venti miglia di pioggia gelida, fango e pericoli. Ma ci sono riuscito:
eccola qui la mia placca con tanto di sigillo. Poche ore ancora e sarò
a casa. Londra è una città troppo grande per quelli come
me. Ci sono
troppi furbi. E anche troppi prepotenti. La miseria invece è uguale
dappertutto, in città come in campagna. Forza Edward, allunga il
passo, il sole tra poco tramonterà. Nella foresta la notte è
troppo pericolosa per percorrerla da soli. Tutta questa storia mi è
costata due ghinee, quasi il lavoro di un mese, tre giorni di viaggio
e il rischio di farsi derubare dai briganti. Ma adesso ho la mia placca,
pronta per essere appesa alla porta. E col sigillo del Re. Al villaggio
nessuno sa leggere, e forse nemmeno le guardie che verranno a controllare,
ma il sigillo del Re, quello, tutti lo conoscono! Ci mancava anche la
pioggia adesso. Chissà Tessa come sarà felice quando mi
vedrà tornare. E’ una ragazza in gamba, se la sarà
cavata benissimo nei campi . I campi non conoscono riposo. Anche questa
stagione è stata misera ma a Lord Gloucester non importa. Lui manda
i suoi sgherri a cavallo a riscuotere , e se noi crepiamo di fame per
lui è lo stesso! Figli, sì dobbiamo fare figli. Sono l’unica
ricchezza che possiamo avere. Braccia per i campi. Schifosissimo freddo!
Ma quando finisce questa foresta? Non vorrei incontrare qualche lupo,
magari di quelli a due zampe. Con quelli non hai scampo. Ti tagliano la
gola e ti spogliano di tutto. Almeno avessi un arco. Un arco… per
farne cosa poi… Non sono mai stato un grande arciere, anzi direi
proprio uno schifo. Ma almeno sono veloce a correre. Certo è che,
in mezzo a questo fango, non avrei molte possibilità di fuga…
Meglio non pensarci troppo, se no mi metto paura da solo. Speriamo che
Tessa abbia preparato una bella zuppa calda, ho una fame da lupi. Lupi…?
Oh mio Dio… Questi sono ululati! Lupi! No… non adesso che
sono quasi a casa. Corri Ed! Corri per la miseria! Ma quando finisce questa
maledetta foresta… Dio, aiutami, ti prego... Non ce la faccio più…
Non ora, non è giusto… non adesso, dopo tutta la fatica che
ho fatto… Dio, aiutami! La grande quercia! Eccola, laggiù,
sono salvo… Corri Edward, corri…Cielo, mi scoppia il cuore…
Ecco Tessa! “Tessa, Tessa!!!” “Ed! Ed!... Che succede?
Riprendi fiato, correvi come un pazzo!” “Lupi… i lupi!”
“Madonna santissima! I lupi? Ma stai bene, ti hanno aggredito?”
“No Tessa, no… Li ho fottuti, hahahah… li ho fottuti!
Fammi prendere fiato...” “Si, riprenditi, sdraiati qui, respira.
Ecco, così… Ma Ed, dimmi… è andato tutto bene?
Ci sei riuscito?” “Sì, Tessa, sì, ce l’ho
fatta! Ho la placca col sigillo reale! Eccola qui” “Oh, Ed,
sono così felice. Ora potremo avere un figlio finalmente.”
“Guarda qui… guarda… la vedi? Fammi alzare, la voglio
appendere subito.” “ Guarda Tessa. Ecco fatto. Che ne dici?
Ora siamo nella legge! E stasera…” “Sì Ed. Stasera…
Ma dimmi, che cosa c’è scritto sopra?” “ Quando
il messo del Re me lo ha consegnato mi ha detto che c’è scritto:
F ornication U nder C onsent of the K ing! Il Re ci ha rilasciato il permesso
di fare l’amore!” “Edward, è meraviglioso! Ora
possiamo avere figli e sperare . Viva il Re" (In epoche lontane in
inghilterra solo col permesso del Re si potevano avere figli. Si doveva
avere una placca da mettere sulla porta di casa con
sopra scritto "Fornication Under Consent of the King" e dal
suo acronimo F.U.C.K. è nato il verbo "to fuck" con il
chiaro riferimento all'atto sessuale.)
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