Irene Leo
Senza tempo
Adagio adagio camminava sulla scogliera irta, stando attento,
e accorto.
Incantato da una voce che pronunciava il suo nome a chiare lettere, e
che gli indicava una strada. Avvertiva nell’aere quella carezza
concessa a poche anime. Sul viso piccoli schizzi salati, accendevano brividi
istantanei.
Giornata di novembre. Tardo pomeriggio.
Il mare era vivo più che mai, e tra le onde morbide e flessuose
come i fianchi di una Venere urbinate, si perdevano i pensieri. In groppa
ai gabbiani corsi, aprivano le ali, per sfiorare il cielo e procurarsi
cibo guizzante sul ciglio del cobalto litorale.
Il suo nome era tratteggiato da uno sbuffo di nube, colorito dal sole
calante. Ne poteva inseguire il profilo con le dita. Ne poteva intuire
il significato appena appannato dalla bruma autunnale che come un velo
sembrava sfiorare il tutto, senza toccarlo.
Si fermò un momento, sostando su uno sperone meno aguzzo degli
altri. Vi si adagiò piano.
Tirò fuori un piccolo blocco ed una penna, dalla tasca interna
della giacca calda di respiro.
Sfogliò le pagine a ritroso, da quella bianca ed inviolata che
aveva sotto il naso. Cominciò a leggere tra sé e sé.
“13 Luglio: Oggi i suoi occhi, hanno incontrato i miei, per caso.
Non credo sia di queste parti. Ma il suo sorriso…
26 Agosto: Abbiamo preso un caffè assieme, è il terzo in
realtà. Ma ogni istante ha il sapore di quel caffè, lungo
un'eternità. Il suo profumo è dolce.
30 Agosto: Dopo aver pranzato al ristorantino sul vecchio molo che le
piace tanto, abbiamo solcato in lungo ed in largo la spiaggia con le nostre
orme e le risate e i suoi baci.
3 Settembre: L’ho sentita mia, ancora e ancora mia, sempre di più.
Lei ha qualcosa che non appartiene a questo mondo. La sua luce trascende
ogni cosa…
8 Ottobre: Mi
22 Novembre: sono
12 Dicembre:innamorato
1 gennaio : di lei.
13 Febbraio: Tremo per la gioia e la voglia di lei. E da quindici giorni
che è partita ed ora la rivedrò, nel nostro giorno che sta
per giungere.
19 Marzo: Sono vivo, per la prima volta, io sono vivo. Forse era una morte
la mia,quella che credevo fosse vita fino a che Lei, non è entrata
nella mia vita vera. Sono vivo…
Aprile Maggio Giugno…Incredibile, quanto dia senza accorgersene,
le ho regalato uno dei miei schizzi di parole, lei mi ha sorriso piangendo.Mi
ha detto di sì. Eternamente sì.
13 Luglio: E’ un anno…un anno che …Che io, che lei….Un
anno d’amore. E le mie parole sono nude, sono misere…non fanno
fronte a ciò che il mio cuore sente.”
Silenzioso istante, pensieri azzerati da una fitta all’animo.
Chiuse gli occhi e il malconcio blocchetto.
Stille salate grondavano lente, ma non di mare, che sembrò placarsi
dinnanzi a quell’uomo e al suo destino.
Si asciugò il viso con il bordo della manica. Svitò il tappo
della penna, e prese per scrivere.
“Novembre. Triste novembre. Avevamo disegnato un mondo. Inventato
storie, dato un nome ad ogni figlio che sarebbe sbocciato. Ma come te
mare è l’amore. Come te. Queste onde che tutto avvolgono
e sconquassano, che sembrano poter vincere quel tutto, si placano al primo
vento contrario.
Mare tu mi ricordi Lei. Tu sei lei, ora in questo istante, mi guardi ma
non mi tocchi, ritrai le tue onde dalla riva come le sue mani, nel suo
addio, dal mio viso… “
Si interruppe, deglutì. Il suo nome, Amore. Era ovunque. Benché
volesse scordarla, non poteva. Quella scogliera celava i momenti di passione,
di caldi abbracci e lui era lì a scrivere di Lei, evocandola in
ogni dettaglio attorno, cercando di sancire una dimenticanza impossibile,
per quanto voluta.
Sospirò. Chiuse la penna. Prese il taccuino, e rimase silente,
prima di lasciar fluire l’ultimo pensiero ad alta voce.
“Tu sei come lei mare, bello quanto lei. Chi può cancellare
il mare?”
Sorrise amaramente e gettò le sue pagine tra le onde, regalandole
le sue parole, parole sue per sempre.
Senza tempo.
Come L’Amore.
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