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cannibale mangia cannibale, numero 1, lecce, ottobre 1999 UNA STORIA AMERICANA LASCIATE UN MESSAGGIO, SONO MOMENTANEAMENTE ASSENTE – SVOLTA EPOCALE – Quando si è stati un giocatore di sesso durissimo ai limiti dell’abbruttimento, è quasi inevitabile ritrovarsi con l’auto in panne nel buco del culo del mondo, in una specie di città fantasma sfracellata dall’alcool, in un tramonto alla mescalina che fa tanto NATURAL BORN KILLERS. Arizona h. 13.45 – CALORE INSOPPORTABILE. Niente di più comprensibile il mandare a puttane il blando tentativo della ricerca di un telefono, meglio fermarsi lì ad aspettare che qualcuno ai confini della sanità mentale si ritrovi a passare, magari per caso. Speranza improbabile di un aiuto per un’anima guasta le cui proiezioni divengono gratuite. CALL ME NANA NAA NANNA NANNA NANNA NANNA NA….CALL ME……. Non era una segreteria telefonica, ma un invito a lasciare un numero telefonico: - APPROCCIO DELLA MATERIA – Ex gigolò anni’70 esibizionista ed innocente, ex pornostar costretto a stringersi il pene nelle mutande negli ’80, ex uomo da marciapiede da fanghiglia letale agli inizi dei ’90. Una biografia non ufficiale con un giro d’incassi da seria “A”. Era stata anche questo la sua vita, perché no, a crederci era una visione estatica. Perennemente alla ricerca della carne e della droga estreme, cioè come dire :”l’inferno”. Si riscopriva ad avere una capacità di analisi critica sconcertante. Tutto questo era miracolosmente discreto se affiancato a lui, prodotto in avaria ormai specializzato a mandare avanti il suo ruolo parademenziale di vecchia stella da circus sesso e poliestere in bianco e nero, ma con tanto di sonoro. Una sorta di ritorno in auge di una cultura hard preindustriale, tutta girata in 35 millimetri, 8 vhs con tanto di scheda tecnica per il catalogo e di durata non superiore ai dieci minuti. Apparteneva anche lui, cane randagio alla perenne ricerca di un diamante in cima a un letamaio, all’economia e alla cultura americana lurida e letale. L’aveva trovato quel diamante, un paio d’anni prima, in un locale del Bronx, bellissima, di una bellezza infuocata e con addosso solo una specie di sottoveste verde acido che le ricopriva appena le natiche. Si era avvicinata facendolo sentire un ladro di gioielli. <<Mi offri da bere?>>, gli aveva chiesto, lasciandogli intuire che sul piatto come controfferta, metteva se stessa. <<Perché tu e non la biondina al juke box>>. <<Il motivo è semplice, noi ispaniche siamo più brave>>. Con quella risposta aveva dimostrato di avere fegato e idee chiare. Niente male per una diciannovenne di origini portoricane. Quando la madre seppe che aveva intenzione di andare a vivere con lui, le disse che era <<loca, pazza>>. L’idillio però non durò a lungo. Non erano mai andati troppo d’accordo. Colpa delle origini comuni credo. Così armi e bagagli, con un passato violento alle spalle e un futuro lastricato di cattive intenzioni davanti a sé, decise di riprendersi la libertà, sempre saldo all’inalienabile principio che un uomo senza morale è un uomo libero. Preferibile al divenire col tempo, un marito psicotico e manesco, pronto a farla fuori per una cazzata, causa: l’indicibile disgusto per la quotidianità. No, penso proprio che questa spiegazione non avrebbe funzionato come attenuante in tribunale. E adesso, in quell’atmosfera torrida di polvere e sudore, bloccato lì, con il radiatore della vecchia Mercedes scassato, gli tornava in mente il profumo della sua <<loca – pazza>>, unico sprazzo di ossigeno in questo racconto sudicio che è la sua vita. Ora è lì nel deserto ad aspettare un aiuto improbabile e si sentiva come uno scorpione nel secchio. Magari resterà solo un interessante esercizio di stile, ma lui si sentiva pront per il grande salto, da vera star sia nell’ascesa che nella caduta. Si fotta il calvario delle audizioni. Ora a lui spetta solo il ruolo da protagonista. – HU HU HU I LOVE YOU BABY, MON CHERIE, AU REVOIR – Questo era il suo canto. Niente udizioni per lui, solo un tramonto impellente che portasse la sua firma. SULLA SUA LAPIDE UN’ISCRIZIONE: JULIAN CAINE EX SEX SIMBOL A CAVALLO TRA GLI ANNI ’70 E GLI ’80, LA TUA ELEGANZA TI RESE MITO.
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