Gabriele Montesardo

da IL RE PAZZO, ARGONAUTI, Argo, 1999, Lecce

[…] Laura continuò a far scendere la mano sul sedere di Katia, poi ancora più giù e l’interno coscia…Katia si muoveva piano e con la mano destra si toccava il ventre…Nessuna parola, solo sguardi, nessun gesto, solo carezze…Le mie mani si muovevano sul corpo di Sandra, le accarezzavano il seno, e le nostre lingue danzavano tra denti ed invisibili piaceri, calde e passionali, nascoste…ricomparivano poi, facendo intravedere segreti e desideri…unione di corpi e respiro…Laura giocava, toccava la sua modella con mano leggera, come non rovinare quella pelle liscia, e con l’altra le accarezzava i capelli. Erano ancora in quella strana posizione e Katia, che noi vedevamo di profilo, si voltò col viso verso quello di Laura e la raggiunse con le labbra…si toccarono…Katia e Laura si baciavano quasi senza muoversi, si cercavano sensualmente, proprio come in una danza: figure ondeggianti di umidi racconti…desideri vergini…piaceri spontanei in corpi senza tempo! Godevamo insieme, tutti insieme. Non potevamo non guardarci, sentirci respirare…le nostre mani divennero l’unico contatto con quella realtà liscia, calda, emozionante…i nostri odori si confondevano, si univano nella stanza e giravano sui nostri corpi in circolo, così vorticosi da far girare la testa, da far perdere i sensi…Nudi, senza barriere telate, finalmente liberi, completamente indifesi, protesi l’uno verso l’altro, tanto da provare sensazioni di penetrazione, di calore e respiro fin nella mente. Toccavamo i nostri corpi come qualcosa di sconosciuto, le teste sembravano staccarsi, i colli lunghi…Si viaggiava senza biglietto, clandestini in una stanza d’aria, galleggianti, e negli sguardi bianchi come la luce, timide le pupille guardavano l’orgasmo da dentro il corpo…rigido…morbido…Il piacere arrivava da dentro, dal profondo…le mani stringevano ed il fiato gonfiava corpi già pieni, già caldi…Le nostre bocche si riempirono d’aria cercando di colmare il vuoto…e ancora le nostre mani…il piacere di toccarsi…di venire…di imbrattare d’orgasmo il proprio corpo ed essere colpito ancora dal piacere…sentire la pelle…perdersi attraverso il tatto fin nel profondo e percepire armonia, pace…scoprirsi ancora vivi…e godere…godere…godere…Ci guardammo increduli. Nella stanza i nostri vestiti erano sparpagliati dappertutto. Ridevamo sereni cercando qualcosa che non avevamo più […]

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