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da IL RE PAZZO, ARGONAUTI, Argo, 1999, Lecce […] Laura continuò a far scendere la mano sul sedere di
Katia, poi ancora più giù e l’interno coscia…Katia
si muoveva piano e con la mano destra si toccava il ventre…Nessuna
parola, solo sguardi, nessun gesto, solo carezze…Le mie mani si
muovevano sul corpo di Sandra, le accarezzavano il seno, e le nostre lingue
danzavano tra denti ed invisibili piaceri, calde e passionali, nascoste…ricomparivano
poi, facendo intravedere segreti e desideri…unione di corpi e respiro…Laura
giocava, toccava la sua modella con mano leggera, come non rovinare quella
pelle liscia, e con l’altra le accarezzava i capelli. Erano ancora
in quella strana posizione e Katia, che noi vedevamo di profilo, si voltò
col viso verso quello di Laura e la raggiunse con le labbra…si toccarono…Katia
e Laura si baciavano quasi senza muoversi, si cercavano sensualmente,
proprio come in una danza: figure ondeggianti di umidi racconti…desideri
vergini…piaceri spontanei in corpi senza tempo! Godevamo insieme,
tutti insieme. Non potevamo non guardarci, sentirci respirare…le
nostre mani divennero l’unico contatto con quella realtà
liscia, calda, emozionante…i nostri odori si confondevano, si univano
nella stanza e giravano sui nostri corpi in circolo, così vorticosi
da far girare la testa, da far perdere i sensi…Nudi, senza barriere
telate, finalmente liberi, completamente indifesi, protesi l’uno
verso l’altro, tanto da provare sensazioni di penetrazione, di calore
e respiro fin nella mente. Toccavamo i nostri corpi come qualcosa di sconosciuto,
le teste sembravano staccarsi, i colli lunghi…Si viaggiava senza
biglietto, clandestini in una stanza d’aria, galleggianti, e negli
sguardi bianchi come la luce, timide le pupille guardavano l’orgasmo
da dentro il corpo…rigido…morbido…Il piacere arrivava
da dentro, dal profondo…le mani stringevano ed il fiato gonfiava
corpi già pieni, già caldi…Le nostre bocche si riempirono
d’aria cercando di colmare il vuoto…e ancora le nostre mani…il
piacere di toccarsi…di venire…di imbrattare d’orgasmo
il proprio corpo ed essere colpito ancora dal piacere…sentire la
pelle…perdersi attraverso il tatto fin nel profondo e percepire
armonia, pace…scoprirsi ancora vivi…e godere…godere…godere…Ci
guardammo increduli. Nella stanza i nostri vestiti erano sparpagliati
dappertutto. Ridevamo sereni cercando qualcosa che non avevamo più
[…]
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