Massimiliano Manieri
L’ultima volta che ci lamentammo
L’ultima volta che ci lamentammo
-sbucciati in fondo al blues
Mi dicevi dove avevi male
Con i soliti smozzicati gesti
A sollevare la fuliggine nell’aria
Che la tua pelle ne era pregna.
-sbucciata in fondo al blues
E mentre offrivi il fianco
Coltellavo lì a richiesta cautamente
E tutte goccioline attorno a te
A dar colore a questi spazi spenti.
-sbucciati in fondo al blues
Sapessi maneggiare la vita
Elegantemente così come il coltello
Estrarla dal fodero ruvido e scucito
Ed impugnarla morbida e deciso.
-sbucciata in fondo al blues
Col pensiero di seguirti tra le foglie
Raggiungerti mordendo le caviglie
Toglierti i tappi dall’anima appassita
E restituirti degna a queste terre umide.
-sbucciate in fondo al blues
Non passa più nessuno
Ricordo che uscimmo per strada
Sorridemmo allargando le labbra con pudore
E ci parve di usare muscoli insperati.
Sincronici
Fini a se stessi
Sollevati di traverso a volte
Penduli in bocca
Come le scelte lasciate a metà
Ora il mosaico di te, qui.
E sincronici
All’interno del giogo
Che di regole abbonda
Guarda la regina mutarsi in pedina
Gran bella scacchiera
Gran bella dentiera.
E sincronici
Concetti affilati come incisivi
Nella radice gengivale delle tue ragioni
Traballanti..
Palato non distingue gusto
Occhio opacizzato sullo steccato delle ciglia
Non distingui più?
E sincronici
All’interno salgono i respiri
Ad affacciarsi in terre che non hanno odori
Dove spacchi di gonne decidono confini di stati
Sconfitte a calcetto mutuano i cammini
Soporiferi come schiacciare noci secche.
E sincronici
Negli aggettivi portati all’estremo
Bisognosi di giustificanti
Contaminiamo al battito di mani
E ciondoliamo inclini al dirupo
Come aspettando coccole annichilenti.
E sincronici
Adattiamo, inacidiamo, gorgheggiamo
Con suoni dispiaciuti e scoppiettanti
Abbandoniamo in fretta..
Trasalendo dai giardini pensili
Intorno al muschio che scavalca il cemento.
E sincronici
A girarsi sulla soglia
Riconosciuti e irriconoscenti
All’interno di crisalidi naif
Abbottoniamo i complici
Con intermittenti sorrisi a gettoni.
E sincronici
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