Pubblichiamo una scelta di poesie tratte dalla raccolta inedita, di Maria Zimotti, intitolata "Frammenti d'amore nel villaggio globale". Maria Zimotti ha esordito con alcune sue poesie su questo sito nel mese di febbraio. I versi contenuti in questa raccolta sono misurati, alcuni di essi sicuramente spontanei, altri ancora densi di amarezza. E' chiaro che uno dei temi dominanti, nei versi della Zimotti, è il rapporto quotidiano con le contraddizioni del 'vivere cittadino', la grande città cui siamo legati dai nostri rapporti, che ci ricorda costantemente le nostre origini, cui vorremmo fare ritorno, forse, e che nel frattempo possiamo soltanto ricordare. A volte questa tensione contro la metropoli si trasforma in vero e proprio slancio contro gli elementi che la contraddistinguono, la routine, il traffico, da una parte, e il sud dall'altra, a chiudere un'idea di semplicità e recupero delle emozioni. I sentimenti, in queste poesie, sono lasciati liberi, risorsa di questi versi:"Lento e sottile/ è il piacere del vivere/Sta/ nel sapore del caffé al mattino/ nell’alba piovosa/ e silenziosa/Lento e sottile/ come il dolore del tempo che passa". Il rapporto con il sud, nasce dalla coscienza di portare in sè, mescolati al sangue, i globuli rossi di una terra che vuole dire 'partenza' , leggete a proposito la poesia VOCE DEI POPOLI; fino al punto in cui la tensione critica nei confronti del circostante diviene sincero cinismo, come in RADICAL-CHIC, dove si prende ad esempio del negativo culturale la passione per l'esotismo culminante in :"aldilà delle ideologie/ Spazi per l’anima/ Incontri in/ caffè letterari/ a parlare/di/ India povera e affascinante". Buona lettura.

Luciano Pagano

Maria Zimotti
Frammenti d'amore nel villaggio globale

Alle affinità elettive
che si rafforzano
nel tempo e nello spazio

(da un muro “imbrattato”
perso nella pianura padana)

 

DESIDERIO DEL TEMPO RITROVATO

Si vorrebbe camminare nella sera
andare lontano

Vorrei camminare con te
Oh Dio quanto lo vorrei!

La sera è un momento stupendo
Motorini e sento nei ricordi
l’estate

In questa frenetica pianura
dove tutto si perde
galleggiano i miei desideri

Se io fossi lì,
nel Sud
non avrei bisogno di niente

Guarderei il cielo
azzurro
che improvvisamente si tinge
della notte densa e secca del Sud
e il passato si lega al futuro
Le pietre non trattengono i dolori
come le gabbie di acciaio e cemento

Camminerò
Camminerò laggiù quando il tempo si dilaterà
e le pene che mi sforzo
di far scivolare
con uno spugnoso muro di gomma
saranno veramente lontane

Camminerò
e ti amerò ancora
mio eterno dolce dolore

 

ONIRICO

Insieme camminiamo
e siamo uniti così
senza parole
Qui
su una spiaggia del sud
nostra terra
spaurita e sconosciuta
Il ritmo del mare
Pacifiche onde del nostro cuore
Ogni tanto un sussulto
come di piacere
L’estate è finita
e ti inseguo nel tuo autunno

 

LA MIA VITA A META’

Sono sicura
Verrò da te
La strada è buia
Chilometri ma

é il mio momento
di felicità

Vecchio amico
Sono qua
é giunto il momento
sono pronta per te

Chilometri ma
suoni lamenti arabi
Sintesi di civiltà
Sintesi di civiltà
Aiutami a trovare la via
Io qua
sono la parte migliore di me

Ma devo
tornare di là
Sdoppiamento
ma anche quella è la mia vita
Parola per me
un altro gioiello nello scrigno
da portare di là
Non mi libererò mai di te
Vorrei solo metabolizzarti

ma non é possibile
e la mia vita è a metà

Ma io adesso sono felice
e devo dare ad altri questo amore

Vorrei solo che anche tu
mi avessi nel tuo cuore

 

SOLO CON TE


Amore
dagli occhi di fuoco
Percorro montagne
di desideri
Ti prego
Portami via con te
Lontano dal mondo
Non abbiamo bisogno
che di uno dell’altro
Le mani
si stringono
davanti a un camino
Fiotti di dolore
in questa vita
Perché?

Io voglio solo
dormire con te

Piangere con te
e addormentarmi
tra le tue braccia
senza
desiderio

 

LENTO E SOTTILE

Lento e sottile
è il piacere del vivere

Sta
nel sapore del caffé al mattino
nell’alba piovosa
e silenziosa

Lento e sottile
come il dolore del tempo che passa

 

VOCE DEI POPOLI


Noi del sud
siamo viaggiatori

Le nostre vite
sono fatte di paesaggi
che scorrono
sulle autostrade

Ci intrufoliamo
tra i provinciali del nord

E non ci spaventa
la distanza
e non abbiamo paura
di nuove abitudini
di nuovi costumi

 

ECOPOESIA

I ritmi frenetici
non ci permettono di vivere la vera vita
Luoghi inesplorati vivono per noi

…E camminare per sempre
in questi luoghi di pace…

E noi siamo qui
Imbottigliati nel ritmo
della frizione del freno del tergicristallo

Macchine voraci
succhiano il sangue della terra
e vagano come insetti per ogni dove

 

RADICAL-CHIC

Lui è radical-chic
Nel senso di un’identità
transnazionale
Si parla esoticamente
del fascino dei poveri
in macchine di media
cilindrata
Politicamente corretto ma non troppo
Nichilismo
sicuramente di destra
da cui nasce una propensione
a capire gli uomini di tutto il mondo
aldilà delle ideologie
Spazi per l’anima
Incontri in
caffè letterari
a parlare
di
India povera e affascinante

 

IL GRASSO PRESIDENTE NELLA MACCHINA BLU

Avventurosa
vedo
la nuova classe dirigente
rampante
ma con l’aria da vecchi maiali

Mi sfugge
la logica di questo nuovo potere
Sembra un po’ il canto del cigno
del libero mercato
la loro ricerca affannosa
di restare a galla

E intanto
lontano
si sentono gli echi
delle popolazioni
del nostro villaggio globale

 

LA VILLETTA A SCHIERA

Quanti metri quadri è la tua vita?
Scatole
queste case che vedi tutte uguali
Scatole conquistate
tra corse,
macchinette di caffè,
capitolato, extracapitolato
Guardaci dentro queste case
Guardaci ora
che il riflusso, il ritorno al privato
ha tirato fuori il represso

[INDIETRO][TESTI][MUSICAOS]