| Era
magico
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| Manlio Ranieri è
nato a Bari il 7 maggio 1974. Attualmente svolge la sua attività
di ingegnere nel campo dell’impiantistica e della climatizzazione.
Ha pubblicato, in passato, una raccolta di racconti (“Di notte”)
per la casa editrice “Palomar”, con la quale ha vinto il premio nazionale di narrativa “Aci S. Antonio”. Tra i finalisti dei premi “Pier Vittorio Tondelli” e “Penna d’autore”, ha contribuito con un racconto intitolato “Sei gennaio” all’antologia “Qualcosa da dire” edita dalla Kora durante la scorsa primavera, in occasione della campagna elettorale di Nichi Vendola. |
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“Era magico” di Manlio Ranieri si gioca su un paradosso. Francesco è il responsabile delle vendite di una ditta che si occupa di import-export, specializzata in prodotti orientali. ‘Prodotti’ è un eufemismo con il quale può essere definita tutta la paccottiglia che Francesco si preoccupa di organizzare in flussi, da Hong Kong fino alla sua cittadina imprecisa nel nord della Puglia, conduce una vita normale, tradisce la fiducia del suo migliore amico andando a letto con la sua ragazza, è ancora vagamente innamorato di una sua ex-ragazza che lo chiama per dirgli di essere quasi vicina al matrimonio, con un altro. Un giorno il suo capo entra in ufficio e gli presenta Savino, il suo nuovo collega di lavoro, che gli sarà di supporto nella gestione di un quantitativo maggiore di lavoro, l’azienda è in crescita. Francesco è più giovane del suo nuovo collega, al culmine della new-economy ciò costituisce un sottile vantaggio psicologico, ti da la vaga impressione di essere arrivato, telefonare in Cina e gestire una commessa di prodotti da quindicimila euro è all’ordine del giorno, Savino è in evidente imbarazzo, quando si tratta di contattare i fornitori, perché non è all’altezza del suo compito, non riesce ad essere convincente, insomma, sembra un dinosauro venuto fuori da un tempo passato. Ma il battito d’ali di una farfalla, a Pechino, può scatenare una tempesta anche in Puglia. Il cinismo di Francesco è risolutezza della quale lui nemmeno più s’accorge. Finché tutto non prende una piega differente. In un’epoca dove la globalizzazione allontana e appiana le differenze tra le persone, annullando le distanze e facendoci diventare tutti consumatori, ecco che le merci acquistano un ruolo più importante di quello a cui siamo abituati. Gli oggetti viaggiano attraverso i continenti, le persone e chi lavora in catena resta al suo posto. Francesco dovrà accorgersi sulla sua pelle che tutti quei numeri e tutti quei flussi di merci non sono marchi ed etichette, ma sono persone, e dietro ad ogni merce prodotta e messa in circolo nella nuova economia c’è un operaio che ha prodotto quella merce. Questa rivelazione, per il protagonista, si rivelerà determinante, a partire proprio da una telefonata e da una concatenazione di eventi che cambieranno per sempre la sua vita. Luciano Pagano |
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| Intro Un tempo era diverso.
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un estratto da "Era magico" “Allora, caro il mio Francesco. Vogliamo metterla giù questa
denuncia?” |
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